Archivio per luglio, 2006

Uccidere il futuro

Pubblicato: 30 luglio 2006 da fiaeforum in voci

Fonte: La Republica.it

 

Potrebbe essere mia figlia. Le somiglia anche.

 

 

 

 

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Pubblicato: 12 luglio 2006 da fiaeforum in voci

Fonte: la Repubblica.it – gallerie fotografiche: Bombay, il giorno dopo degli attentati

Pubblicato: 10 luglio 2006 da fiaeforum in manuali - letture

Dicono di Clelia

Autore Bassini Remo
Anno 2006
Editore Mursia (Gruppo Editoriale)
Prezzo € 14,00

Un intreccio di voci e vite con un nodo comune, lontano, che si chiama Clelia.
Potrebbe essere proprio Clelia la protagonista di questo romanzo, ma non lo è, non fino in fondo.
E’ solo il punto fermo di tutta la storia, anzi di tutte le storie di cui Bassini propone stralci e momenti, piccoli ma indicativi di tutto quel che c’è oltre ma non si vede.
Clelia è un fantasma. Una donna la cui psicologia è ferma tra l’esserci e non esserci: presente/assente nella vita, con voce sussurrata e passi in punta di piedi. Capace di sparire eppure essere costantemente sullo sfondo.
Un libro interessante, che parla con la linearità di chi non intende rendere eclatanti le piccole cose quotidiane di cui la vita è piena: solo raccontarle.
Il lettore ha poco margine per la fantasia, i fatti sono tutti lì, i personaggi anche, lo sfondo ben caratterizzato, tutto contestualizzato. Al lettore sembra venga chiesto semplicemente di ascoltare, sapere e prendere atto.
Un invito a guardarsi intorno senza fretta, un suggerimento a considerare che le cose che accadono non sono mai insensate e inutili.
Un’estrema sintesi del senso che io ho trovato in questo libro è l’effetto a cascata delle cose, degli eventi e delle relazioni.
Una storia senza colpi di scena, una serie di frammenti di vite che a loro insaputa formano un mosaico capace di giocare con la luce: guardarlo e guardarci attraverso dà l’opportunità di scoprire piccoli spicchi di mondo che nello scorrere quotidiano potrebbero passare inosservati.
Remo Bassini ha fermato alcuni fotogrammi e li ha messi sotto un proiettore, con la pacatezza e l’onestà di chi è abituato a guardarsi intorno e scorgere piccole cose che tanto piccole non sono mai.