Archivio per febbraio, 2007


Un laboratorio di scrittura, riservato a chi, avendone già dimestichezza, desideri sperimentare, crescere e maturare attraverso il confronto tra varie tecniche narrative. Si apre a Milano, in via Gluck 59, presso la sede della Giovanni Tranchida Editore, il primo OpenLab, laboratorio di scrittura aperto, un’iniziativa che nasce in collaborazione con la Magnolia Italia, rivista online di narrativa contemporanea e la Giovanni Tranchida Editore. Curatori del laboratorio e delle lezioni tecniche di scrittura creativa, Heiko Caimi, Roberto Betz e Giuseppe Ciarallo, scrittori.
Il laboratorio è rivolto a tutti, gli incontri, che si svolgeranno sei volte l’anno sempre di sabato, sono assolutamente gratuiti e strumento validissimo per chiunque abbia la necessità di cimentarsi con la scrittura e sia desideroso di metterla a confronto con gli stili e le tecniche di altri sotto la supervisione di professionisti dello scrivere.
Non esistono obblighi di frequenza, agli incontri si può partecipare o interromperne la frequentazione in qualunque momento.
Unico requisito: il presentarsi con almeno un nuovo testo (che va inviato via mail all’indirizzo: heikohc@gmail.com), sia esso un racconto, una recensione o un testo teatrale.
I testi migliori selezionati dai docenti saranno pubblicati sul sito di Magnolia Italia e quelli ritenuti di maggior valore pubblicati dalla Giovanni Tranchida Editore,

Data del primo incontro del 2007: sabato 24 febbraio 2007
Data del secondo incontro del 2007: sabato 21 aprile 2007
Orario: 14.00 – 18.00
Indirizzo: Milano, via Gluck 59
Curatori del corso: Roberto Betz, Heiko H. Caimi, Giuseppe Ciarallo
Per informazioni e iscrizioni: Tel. 02-66802270 (dal lun. al ven. ore 14,30/19,30)
Fax : 02-69003425
e-mail: forrester.tranchida@gmail.comheikohc@gmail.commagnoliaitalia@gmail.com
Siti di riferimento:  www.tranchida.it  www.magnoliaitalia.net

Cavoli, fossi di Milano, andrei al volo!

I blog di narrativa

Pubblicato: 26 febbraio 2007 da fiaeforum in Senza categoria
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Pubblico sul blog di Fiae un post relativo ai blog di narrativa che è apparso su
http://blog.libero.it/AltreLatitudini/ 
Manca un riferimento ai blog collettivi  di autori esordienti come Fiae, anche se credo che Fiae sia essenzialmente un forum, oltre che una realtà peculiare nell’ambito del web.

Un caro saluto.
Claudio.

Tutti i blog, anche quelli più legati ai fatti quotidiani, sono di fatto delle narrazioni. Chi  racconta di essere andato a cena con gli amici o descrive l’ultimo film  che ha visto o scrive di un incontro inaspettato, sceglie di narrare  un episodio, un evento, un fatto, ritagliandolo dalla massa di microavvenimenti che investe la vita di ciascuno. In questo senso, parlare di “blog di narrativa” sembra tautologico e ridondante. La novità che i blog hanno portato sulla scena del web è proprio questa: ognuno diventa autore e si ritaglia un pubblico di lettori con cui interagisce sulla base delle proprie scelte narrative. I siti web non consentivano tale scambio, se non in modo rigido e parziale, mentre i forum e i newsgroup paiono troppo legati al topic, all’oggetto e poco alla soggettività degli eventi di chi posta.
 

Tuttavia, nell’ambito della narrazione più generale della propria vita, dei propri desideri e degli eventi significativi, esiste un sottoinsieme di blog esplicitamente narrativi, che propongono ai lettori racconti, poesie,  frammenti, esercizi di stile, iniziative di scrittura.

A questi blog intendo rivolgermi con questo post.

Schematicamente, si possono  dividere in tre  categorie principali:

 1. Blog di scrittori più o meno affermati che usano la rete e il rapporto con i lettori per pubblicizzare iniziative editoriali  che avvengono per lo più fuori dalla rete o ai margini della stessa o per  proporre testi attinenti la costruzione del romanzo, la segnalazione o la critica di libri altrui, eventi letterari, presentazioni (alcuni esempi sono: il sito di Giuseppe Genna, il blog  di Giulio Mozzi, quello di Pulsatilla, il bel blog di Giovanni Buzi,  ecc). A volte questa tipologia di blog assume le sembianze dello spazio collettivo (“Nazione Indiana”) o del salotto  che si occupa di recensioni o tendenze letterarie (“Lipperatura” di Loredana Lipperini).

2. Blog centrati sull’invio di racconti brevi, poesie, frammenti narrativi, suggestioni  letterarie di autori che operano prevalentemente in rete e che, in qualche caso, sono approdati alla pubblicazione  cartacea a partire dalla frequentazione del web.  In questo caso, il percorso è opposto alla prima tipologia. Non è la rete la cinghia di trasmissione delle produzioni,  ma semmai il trampolino di lancio verso altre iniziative. Alcuni esempi, per restare su Libero, sono: Quaderno a righe, Polystyrene, Il Grande Sonno, Cornici Vuote.

3. Blog in cui gli autori si misurano con forme narrative per il puro piacere della scrittura. La distinzione appare manichea e si può obiettare che questa impostazione è prevalente anche nelle altre due tipologie.  Ma, a differenza degli autori affermati,  la narrazione è il pretesto per un gioco interattivo tra autore e lettori e la rete diventa l’ambito unico dello scambio. Si tratta di autentici diari (web log), a volte di grande spessore, che assumono  come oggetto principale  il desiderio di raccontare, confrontare suggestioni, mettere in comune rappresentazioni della realtà. Alcuni esempi di questa tendenza (e mi scuso con gli autori che non cito, ma sono parecchi) sono: La Nebbia Gialla (Prufrock non sarà d’accordo, dice di non ritenersi uno scrittore, ma scrive  bene), Specchio, Ombra Luminosa, Naufragointerra, Otherwiseness e, sul versante dei racconti di viaggio, Donnadistrada.

 

PREMIO PIETRO CONTI 2006

Pubblicato: 23 febbraio 2007 da fiaeforum in Senza categoria
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Il Premio Conti nasce per dare voce alle donne e agli uomini protagonisti dell’emigrazione italiana, per conservarne la memoria rendendola patrimonio di tutti. Nel corso di quattro edizioni l’iniziativa ha visto la partecipazione di decine di racconti, opere di poesia, biografie, memoriali (e nell’ultima anche studi, ricerche e tesi di laurea). (dal sito del Premio Conti) 

I risultati: Narrativa: Chiara Panaccione (Roma), "La terra delle castagne" ; Daniela Raimondi (Londra) "L’Addio".

Il mio racconto "A senhora" invece è stato segnalato per la pubblicazione in un’antologia di prossima uscita. E’ un racconto autobiografico, per quanto possa esserlo il racconto di come mia madre, per sbaglio, mi diede il nome che porto. Una visione leggera e nostalgica, di racconti fatti di sera per convincermi a dormire. Una piccolissima, grande soddisfazione che fa bene al cuore.

VA DOVE TI PORTA LA SCRITTURA OPPURE NO?

Pubblicato: 21 febbraio 2007 da fiaeforum in Senza categoria
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L’idea che gli scrittori prima di cominciare una storia abbiano davanti a loro uno schema preciso di quello che faranno è tra le più sbagliate che ci siano. Si naviga a vista, lasciando che la storia prenda forma da sé.  (da il Manuale di Scrittura Creativa di Roberto Cotroneo. Scaricabile gratuitamente online).

Davide Bregola, ha detto di essere uno di quegli scrittori che si trovano bene quando scrivono in maniera organizzata: costruzione della scaletta, organizzazione della stesura secondo i principi fissati dai classici; ha una metodologia che si potrebbe definire quasi architettonica. (prima lezione del Seminario sulla  PRATICA DEL NARRARE Laboratorio di scrittura creativa Docente: DAVIDE BREGOLA Padova — 17/18 febbraio 2007 PICCOLA SCUOLA DI SCRITTURA DI G. MOZZI) dal post di LiviaR

Le opinioni in merito sono ambivalenti. Pianificare o lasciare andare la penna e la fantasia?

Dalla vostra inviata

Pubblicato: 19 febbraio 2007 da fiaeforum in Senza categoria
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LA PRATICA DEL NARRARE
Laboratorio di scrittura creativa
Docente: DAVIDE BREGOLA
Padova — 17/18 febbraio 2007
PICCOLA SCUOLA DI SCRITTURA DI G. MOZZI

Il motivo per cui ho deciso di partecipare a questo seminario è che, va be’, non ve n’eravate accorti finora , ma la triste realtà è questa: io tendo a essere un po’ disordinata e fuori. Dalle righe, de testa, de tutto. Insomma: non mi aspettavo rivelazioni eclatanti, ma un riassunto il più possibile completo dei punti fondamentali della scrittura, che finora ho leggiucchiato e "percepito" qua e là.
Il programma del corso era questo:

– La retorica come strumento
– La scena d’esordio e La seconda scena
– La trama letteraria (fabula e intreccio)
– Il dialogo (Discorso diretto – indiretto – indiretto libero)
– Il personaggio/i personaggi
– Il conflitto interno
– Dal Climax al Finale

E’ stato affrontato punto per punto (a parte forse La seconda scena, ma può essere che io abbia un vuoto di memoria) e, con mia grande gioia, l’insegnante ha divagato quasi su ogni argomento dicendo ogni volta cose interessanti.
Il frutto più gustoso di queste divagazioni (e non), sono un sacco di titoli di libri che non ho ancora letto e che mi procurerò al più presto.

L’unico esercizio che ci è stato assegnato (in due giorni non si poteva fare molto di più) è stato: "Scrivere un breve racconto di circa 1800 battute seguendo i quattro punti fissati da Cicerone". Punti che adesso vi elencherei molto volentieri se mi ricordassi quali sono.
L’inizio (o incipit)


La fine o epilogo.
Per gli altri, provvederò appena mi passa questo attacco di senilità precoce.
Tornando all’esercizio : sabato sera, quando sono tornata all’ovile, ho trovato la camera da letto allagata a causa di un non ben precisato problema del termosifone (si sarà messo a piangere perché l’ho lasciato solo per un intero week end? Mah!).
Insomma, mi sono ritrovata a scrivere il raccontino domenica mattina, in venti minuti, dentro a una pasticceria, tra l’odore di frittelle allo zabaione e croissant alla marmellata. Immaginate voi cosa può essere venuto fuori. Lo conserverò per asciugare le prossime depressioni del mio termosifone.

L’insegnante, Davide Bregola, ha detto di essere uno di quegli scrittori che si trovano bene quando scrivono in maniera organizzata: costruzione della scaletta, organizzazione della stesura secondo i principi fissati dai classici; ha una metodologia che si potrebbe definire quasi architettonica. Beato lui!
Io rimango dell’idea che il metodo che seguo io (partire da non si sa dove e arrivare dove ti portano le tue patologie) sia il più adatto a me, però sono convinta di aver fatto comunque un passo avanti e voglio cimentarmi con racconti un po’ più "organizzati" di quelli che ho scritto finora.

Segue…

Morti silenziose

Pubblicato: 4 febbraio 2007 da fiaeforum in Senza categoria
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Invio  un testo che ho pubblicato di recente sul mio blog http://blog.libero.it/AltreLatitudini/  e che è stato ospitato sulla home page di Libero il 28 gennaio (proprio il giorno del mio compleanno). Il blog è stato invaso da utenti che hanno dibattuto l’argomento (le morti da eroina) e ho passato il pomeriggio della domenica a rispondere all’orda di commentatori che mi si è abbattuta addosso 🙂 Ciao.
Claudio.

Squilla il telefono. Un pomeriggio qualunque.
        
Ciao, sono Angelo
        
Ciao, Angelo, come va?
        
Insomma, non molto bene. Ti devo dare una brutta notizia.
        
Dimmi, cosa c’è?
        
E’ morto Gaetano
        
Come?
        
S’è impiccato in bagno.
        
Ma cazzo, non è possibile…
        
Sì, l’hanno trovato appeso a un gancio fissato al soffitto. Sembra che abbia lavorato col trapano un buon quarto d’ora per fissare il gancio, inserire il cappio e lasciarsi andare.
        
I genitori sono stati avvisati?
        
Sì. Due ore fa.
        
E quelli della comunità?
        
Sono stati i primi a trovarlo. Gianni è ancora sotto shock.
        
Non ci posso credere che si sia ammazzato così.
        
E’ quello che ha detto anche lui. Era un caso grave, ma nessuno si aspettava un esito così
          … così…
        
Così definitivo.
        
Già.

***                               

Gaetano è morto in questo modo, Giovanna l’hanno trovata in una cantina, quasi decomposta, ancora con la siringa nel braccio.
Antonio si è ucciso con un’overdose volontaria  la sera precedente il nostro ultimo incontro.
Emilio è stato stroncato da una cirrosi epatica che l’aveva costretto a letto in ospedale, il corpo pieno d’acqua e lo sguardo vitreo, mentre cercavo inutilmente un luogo dove lo accogliessero.
Lucia è stata portata via dall’ Aids e non  sono riuscito a provare altro che un  sordo silenzio, mentre qualcuno singhiozzava dall’altro lato del telefono.
Lorenzo è stato trovato carbonizzato in un furgone senza ruote, per non aver pagato un debito di roba.

 

Ne muoiono a decine, a centinaia, tutti gli anni, uno ogni otto ore in questa nostro paese e non fanno neanche più notizia.
Come chi muore in autostrada, sono numeri.
Ma io li conoscevo tutti quanti e  ogni volta sento ingrandirsi la mia rabbia.

*** 

Non tutti muoiono, non tutti.
Anche se le statistiche dicono che muoiono quindici volte  più dei loro coetanei,  la maggioranza vive.
Vive male e desidera dimenticare, ma vive.
Tra lavori precari e furti in famiglia, metadone preso a intervalli e ricadute, effimeri legami sentimentali e   solitudine densa.
Il carcere, la piazza, l’ospedale, il servizio.
Come una strada prese troppe volte.
E’ difficile combattere contro un nemico desiderato. Ti ritrovi tra la dipendenza e la voglia. E tu in mezzo, armato di parole e  qualche indirizzo.
E poi, se gli  togli la roba, impazziscono.
Si ritrovano davanti ad uno specchio pieno di buchi, l’identità in pezzi  e una rabbia senza oggetto che li pervade.
Disturbo di personalità, ciclotimia, sindrome ansioso-depressiva, dissociazione. Così parlano gli esperti. A me sembrano solo parole, insiemi di parole che servono a frenare l’impotenza di chi lavora.
Ma io non sono un operatore. Io ero uno di loro, un tossico.
E, ogni volta che muore qualcuno dei miei compagni vorrei dare sfogo a un dolore violento che mi viene fuori dallo stomaco.

In attesa della prossima volta.  

Writer

Claudio Martini ha pubblicato il suo primo romanzo "Diecimila e Cento Giorni" nel 2005 Besa Edizioni.
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