Morti silenziose

Pubblicato: 4 febbraio 2007 da fiaeforum in Senza categoria
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Invio  un testo che ho pubblicato di recente sul mio blog http://blog.libero.it/AltreLatitudini/  e che è stato ospitato sulla home page di Libero il 28 gennaio (proprio il giorno del mio compleanno). Il blog è stato invaso da utenti che hanno dibattuto l’argomento (le morti da eroina) e ho passato il pomeriggio della domenica a rispondere all’orda di commentatori che mi si è abbattuta addosso 🙂 Ciao.
Claudio.

Squilla il telefono. Un pomeriggio qualunque.
        
Ciao, sono Angelo
        
Ciao, Angelo, come va?
        
Insomma, non molto bene. Ti devo dare una brutta notizia.
        
Dimmi, cosa c’è?
        
E’ morto Gaetano
        
Come?
        
S’è impiccato in bagno.
        
Ma cazzo, non è possibile…
        
Sì, l’hanno trovato appeso a un gancio fissato al soffitto. Sembra che abbia lavorato col trapano un buon quarto d’ora per fissare il gancio, inserire il cappio e lasciarsi andare.
        
I genitori sono stati avvisati?
        
Sì. Due ore fa.
        
E quelli della comunità?
        
Sono stati i primi a trovarlo. Gianni è ancora sotto shock.
        
Non ci posso credere che si sia ammazzato così.
        
E’ quello che ha detto anche lui. Era un caso grave, ma nessuno si aspettava un esito così
          … così…
        
Così definitivo.
        
Già.

***                               

Gaetano è morto in questo modo, Giovanna l’hanno trovata in una cantina, quasi decomposta, ancora con la siringa nel braccio.
Antonio si è ucciso con un’overdose volontaria  la sera precedente il nostro ultimo incontro.
Emilio è stato stroncato da una cirrosi epatica che l’aveva costretto a letto in ospedale, il corpo pieno d’acqua e lo sguardo vitreo, mentre cercavo inutilmente un luogo dove lo accogliessero.
Lucia è stata portata via dall’ Aids e non  sono riuscito a provare altro che un  sordo silenzio, mentre qualcuno singhiozzava dall’altro lato del telefono.
Lorenzo è stato trovato carbonizzato in un furgone senza ruote, per non aver pagato un debito di roba.

 

Ne muoiono a decine, a centinaia, tutti gli anni, uno ogni otto ore in questa nostro paese e non fanno neanche più notizia.
Come chi muore in autostrada, sono numeri.
Ma io li conoscevo tutti quanti e  ogni volta sento ingrandirsi la mia rabbia.

*** 

Non tutti muoiono, non tutti.
Anche se le statistiche dicono che muoiono quindici volte  più dei loro coetanei,  la maggioranza vive.
Vive male e desidera dimenticare, ma vive.
Tra lavori precari e furti in famiglia, metadone preso a intervalli e ricadute, effimeri legami sentimentali e   solitudine densa.
Il carcere, la piazza, l’ospedale, il servizio.
Come una strada prese troppe volte.
E’ difficile combattere contro un nemico desiderato. Ti ritrovi tra la dipendenza e la voglia. E tu in mezzo, armato di parole e  qualche indirizzo.
E poi, se gli  togli la roba, impazziscono.
Si ritrovano davanti ad uno specchio pieno di buchi, l’identità in pezzi  e una rabbia senza oggetto che li pervade.
Disturbo di personalità, ciclotimia, sindrome ansioso-depressiva, dissociazione. Così parlano gli esperti. A me sembrano solo parole, insiemi di parole che servono a frenare l’impotenza di chi lavora.
Ma io non sono un operatore. Io ero uno di loro, un tossico.
E, ogni volta che muore qualcuno dei miei compagni vorrei dare sfogo a un dolore violento che mi viene fuori dallo stomaco.

In attesa della prossima volta.  

Writer

Claudio Martini ha pubblicato il suo primo romanzo "Diecimila e Cento Giorni" nel 2005 Besa Edizioni.
Scheda autore su F.I.A.E. forum

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