Secondo racconto: Centocinquanta stelle di Blancoebleu

Pubblicato: 12 ottobre 2007 da fiaeforum in Senza categoria
Tag:,

"Centocinquanta stelle in fila indiana…"

Certe volte in macchina la radio non bisognerebbe accenderla. Certe volte gli dovrebbero mettere una maestra di sostegno a certi conduttori incapaci di intendere e di volere ed alla imprudenza con cui scelgono le musiche da mandare in onda.

"…in questa notte umida che sa di maggiorana…"

E che si fa così? E che si acciuffa per la memoria una povera donna dal magone facile e la si lancia all’indietro di venticinque anni per farla franare proprio sul ricordo del primo dei suoi amori sparpagliati?

"…in questa notte splendida che sa di malva…"

Era così facile avere diciassette anni a pochi minuti dalla mezzanotte di quell’ undici luglio dell’ottantadue e fare lo slalom in due sul motorino col vento scriteriato della felicità che ti faceva sventolare i capelli come un tricolore fra le macchine e la scia delle bandiere che sbucavano da via della Cernaia, impazzavano in caroselli da capogiro intorno alla fontana dell’Esedra, tracimavano fregandosene dei semafori giù per via Nazionale, si comprimenavo fra i gomiti di via IV Novembre per poi esplodere come una salva di fuochi artificiali sul firmamento di asfalto e sampietrini di piazza Venezia rimbalzando fra i marmi e il travertino del Vittoriano con via dei Fori che si spalancava davanti alle impennate del motorino e tu mandavi l’urlo di Tardelli e ti strigevi ancora più forte alla schiena di Marco che si chiamava come lui ed era bello come Cabrini, bruno come Gentile, tenero ed irridente come Bruno Conti…

"…centocinquanta stelle in questa notte caldaaaaaaa…"

…disarmante come Paolorossi e languido come quel profumo da animale selvatico che teneva inchiodate le tue labbra fra le sue scapole e ti stordiva mentre lo abbracciavi ad occhi chiusi…

"…lalaaaaa…lal…lala…lalalaaaaaaaaaaaaa…" 

Occhi chiusi intorno al colosseo 
"Centocinquanta stelle o centocinquantuno.."  

occhi chiusi sotto l’arco di Costantino…

"ed io che le sto a contare in questo cielo di nerofumo…." 

occhi chiusi in mezzo alla puzza dei tubi di scappamento… 

"Mariagrazia, andiamo al mare?"

"Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!"

"Le conto e le riconto e vai col tango… …in questa notte lurida che sa di fangooooooo… "..lalaaaaa…lal…lala…lalalaaaaaaaaaaaaa…"

Occhi chiusi e braccia ancora più strette intorno al torace di Marco filando sull’asfalto dolce della Cristoforo Colombo risucchiati dal respiro dolce del ponentino nella dolcezza magica della notte romana… 

"…E tirano certe bombe che nessuno se le aspettava…" 

…che se ne infischiava dei battiti sconclusionati tuo cuore in tumulto… 

"…in questa notte storica senza lapilli e senza lava…"  .

..che vi faceva scivolare insieme inginocchiati sulla spiaggia con le labbra fuse in un bacio inestricabile mentre le sue mani andavano proprio dove volevi che andassero e tu non riuscivi a pensare ad altro che ad un elenco sterminato di si…

"…e tirano certe bombe che sembrano dei giocattoli che ammazzano le persone e risparmiano gli scoiattoli…"

…si alla forza che ti abbandonava le gambe, si alle parole formulate dalla mente e trasformate dalla bocca in lamenti felici e dissennati, si alla dolcezza sconosciuta, ferma e definitiva che ti spalancava l’anima, ti scompaginava i pensieri, ti disarticolava i sensi e ti liquefaceva il ventre mentre ti entrava dentro e tu non sapevi, non immaginavi , non credevi che potesse essere così… E tu tu non sapevi, non immaginavi, non credevi che si potesse esplodere di felicità in quel modo, e tu tu non sapevi, non immaginavi, non credevi che fra tutti i cieli immaginabili ci potesse essere un cielo come quello…

"…Centocinquanta stelle e più di una scintilla, in questa notte isterica che sa di camomilla…"

E che i tuoi occhi ci si potessero spalancare dentro. E poi abbandonare le palpebre alle sue labbra ed abbandonarsi al sogno di non riaprirle più.

"…centocinquanta stelle o millecinquecento ed io che le riconto e piano piano mi addormentoooo…"

E mi risveglio qui, in mezzo al traffico della tangenziale con un sospiro mascalzone e con gli occhiali da sole che non mi fanno vedere sullo specchietto retrovisore se la lacrimuccia che temevo mi è spuntata o no. Dalla radio De Gregori sta cantando l’ultima strofa.

"…Centocinquanta stelle ed una stella sola in questa notte ipocrita che sa di Coca Cola…"

Decido di permettermi un peccatuccio di gola; scarto un mon chéri e me lo infilo in bocca.

"…una notte così amichevole da dormire in un sacco a pelo,centocinquanta stelle in mezzo al cielooo…"

O forse è solo una crisi ipoglicemica da mancanza di affetto.  Mah…

"…lalaaaaa…lal…lala…lalalaaaaaaaaaaaaa…"

Annunci
commenti
  1. Writer58 ha detto:

    Chapeau, blancoebleu. Un racconto molto bello, che ho letto con un sorriso che si ampliava progressivamente, mentre le note della canzone sembravano occupare lo schermo e accompagnare i due protagonisti dai festeggiamenti per la coppa del mondo fino al loro amplesso liquido. Una testo magnifico, a mio giudizio. Ciao. Writer.

  2. Ipanema ha detto:

    Meno male che lo dici anche tu, Claudio, così forse Blanco se ne convince, di essere un bravissimo scrittore. Io ci ho provato, ma a me non crede… 😉

  3. utente anonimo ha detto:

    Che bello! Mi hai fatto venire nostalgia di un’ emozione simile a questa…e volgia di un mon cheri! Uno dei racconti che mi sono piaciuti di più, complimenti!

  4. utente anonimo ha detto:

    Mi sono venuti in mente due film: Caro Diario e Vacanze romane… lo so i miei riferimenti possono apparire scontati 🙂 però era un modo per dirti che ho apprezzato 🙂

  5. utente anonimo ha detto:

    Splendido. L’alternar i ricordi con le strofe mi e’ piaciuto molto. E una scrittura fluida e accattivante.
    E pure il Marco. Non solo Tardelli! 😉
    Charlie

  6. utente anonimo ha detto:

    una staffetta coinvolgente tra due bei ricordi. è molto più difficile raccontare di una cosa bella, senza abbandoni, senza sangue, senza lutti. complimenti. gf

  7. utente anonimo ha detto:

    Bello, inebriante, suggestivo. Anch’io mi sono ritrovata diciassettenne, leggendoti, avvinghiata al mio lui con i capelli al vento a correre sulla nostra vespa e ad inseguire i nostri sogni…Eh, sì, hai fatto spuntare la lacrimuccia anche a me…

  8. blancoebleu ha detto:

    Leggi e senti la freschezza della giovinezza, la gioia del dare e del ricevere, leggi e senti sapore di sale, odore di vento, leggi e i campioni del mondo scompaiono per lasciare il posto a quell’amore che non si scorderà mai…anch’io ho avuto la mia spiaggia, la brezza notturna…tu me l’hai risucchiata fuori come la canzone della radio…accidenti e io sono senza cioccolatini in casa!!!

  9. utente anonimo ha detto:

    Bellissimo questo brano, la canzone scandisce il tempo di ricordi dolcissimi, di coppa del mondo, di amori che non si dimenticano più. Complimenti davvero. Aver letto il tuo testo è già da sé un ottimo motivo per pensare di aver fatto bene a partecipare al gioco di Wraiter. Un sorriso. allievadelgabbiano

  10. utente anonimo ha detto:

    Grazie a tutti per i commenti e per l’ospitalità.
    Ipa se vuoi approfitterò ancora di questo spazio.

  11. utente anonimo ha detto:

    è davvero bellissimo e pieno di sentimenti.. più prosegui nella lettura più ti rende partecipe delle emozioni..Fenn

  12. Ipanema ha detto:

    Bello!!! Mi è piaciuto davvero molto l’intreccio tra l’euforia esaltante della vittoria calcistica e le sensazioni inimmaginabili della prima volta, con la canzone di De Gregori a fare da filo conduttore. L’unica nota stonata, secondo me, è quel mon chèrì… superfluo in un contesto di tenera nostalgia.

  13. utente anonimo ha detto:

    Il commento nr.12 è mio (bimbadepoca)

  14. utente anonimo ha detto:

    Blanco, felice che questo spazio ti sia utile. Puoi usufruirne quando vuoi. Ciao! 🙂

  15. utente anonimo ha detto:

    Ciao bianoceblu, il primo amore non si scorda mai… si nasconde a volte per poi uscire quando meno te lo aspetti grazie ad una canzone che da troppo tempo non passava più… un bel testo, emozionale. Giò.

  16. utente anonimo ha detto:

    Certo che se dopo un tramonto rosso, ci mettiamo una notte di stelle è il massimo. guerrino

  17. utente anonimo ha detto:

    Oddio…mi batte ancora il cuore!!!Brava, l’aternanza tra storia e canzone ha reso la lettura ancora più suggestiva!Pinguina

  18. utente anonimo ha detto:

    se non fosse per de gregori sarebbe un tango di gardel che si dipana tra l’ebbrezza di ricordi da notti magiche e per questo straordinariamente irripetibili… un saluto

  19. cattleia3 ha detto:

    Splendido .Holden

  20. utente anonimo ha detto:

    Mica male come prima volta….e non intendo “solo” il racconto..;-))) un bacio alla nutella da Carpediem56maestrale

  21. utente anonimo ha detto:

    Questo messaggio è rivolto a tutti, nessuno escluso! Accogliendo la proposta di Claudio (alias Writer alias falco58dgl) chiediamo il tuo consenso a pubblicare su tuttiscrittori il racconto con cui hai partecipato al gioco letterario “come eravamo”. Sul sito saranno pubblicati “tutti” i racconti che manifesteranno tale volontà.
    Ti chiediamo anche di dirci quali sono stati, secondo te, i tre racconti migliori (escludendo quelli di SantiagoGamboa, Writer, Elliy e Kremuzio).
    I migliori racconti da “voi” scelti, assieme ad altri scelti da tuttiscrittori, saranno probabilmente letti in una trasmissione radiofonica web (in streaming) a cadenza quindicinale. Di cui daremo notizia al più presto.
    Per esprimere il consenso ed indicare i tre racconti da te scelti, manda una mail a tuttiscrittori@libero.it indicando nell’oggetto “come eravamo”. Abbi cura di indicare il tuo nickname e quello dei tre autori da te preferiti.
    Un saluto e un abbraccio, Gianfranco (alias Santiago)

  22. Anonimo ha detto:

    Mi hai fatto rivivere tutte le sensazioni psichedeliche che si vivono di solito durante l’ascolto di una canzone nel traffico del centro, avulsa da tutto, quasi fusa con la canzone stessa – e io non sono una musicomane, ma so di certi rapimenti estatici e certi ritorni al passato che la musica riesce a dare – e queste tue descrizioni delle zone di Roma a me molto familiari che riguardano un periodo dell’immediato passato (pensa che per me è già “passato” il 1999 o il 2002), sono una vera birbonata…(in senso buono, ovvio!). Coinvolgente.

  23. Anonimo ha detto:

    è un canto….veramente originale come testo…pare di ascoltare la canzone….complimenti….ciao ciao…mary

  24. Anonimo ha detto:

    che dirti…sapere che sei uomo…mi convince ancora di più che questo è uno splendido racconto, costruito benissimo…capace di farci viaggiare per le strade della città, di farci sentire il rumore del traffico dall’inizio alla fine, di farci ascoltare De Gregori, di farci sentire la tenerezza di quell’amore e il calore di quella passione…Di farci guardare il cielo…e lasciarci delusi..perchè è mattina mentre leggo..e non ci sono le stelle che tanto sapientemente hai contato, raccontato e cantato…BRAVISSIMO!!!!!!!!!!!!!!(E ora….umilmente chiedo la tua critica, inchinandomi a tanta capacità narrativa!!) un bacio…ANIMAFRAGILE11

  25. Anonimo ha detto:

    fase ultima… ti aspetto sul nostro blog e su quello di Santiago

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...