MAGGIO 1987

Pubblicato: 15 ottobre 2007 da fiaeforum in Senza categoria
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…Sul ritmo oscuro di una danza piena di sogni e di sapienza
la donna accoglie i suoi ricordi anche il più stupidi e balordi…

Non dovrebbe mai piovere a maggio, se il padreterno fosse una persona perbene si sfogherebbe un pò di più a giugno o ad aprile, ma maggio ce lo farebbe attraversare per strada e senza ombrello. Non come questo maggio qui che mi sta tenendo chiusa in casa davanti al computer sperando che il prossimo cliente non abbia nulla di gradevole perchè se devo lavorare voglio lavorare distaccata. E meno ancora come quel maggio dell’87 quando non c’era niente di meno gradevole della faccia del professore di chimica organica, del suo aspetto macilento, delle sue spalle cadenti, della sua calvizie estesa, dei suoi occhi miopi persi oltre l’orlo della minigonna di Mariagrazia che sotto la pioggia le riparava le gambe ancor meno di quanto quell’ombrelluccio bucato riparasse le loro teste mentre attraversavano correndo via dei Ramni. Venti anni fa Mariagraxia non aveva ancora la x nel nome, pesava venti chili di meno e se dirlo non fosse scontato direi anche che era di venti anni più giovane.
"Dove vuoi che ti porti?"
"Sto in via Chieti, professore, se lei va verso la Nomentana mi lascia su viale Regina Margherita, all’altezza di via Forlì."
Ed aveva rattrappito i suoi due metri di gambe nell’abitacolo della cinquecento mentre la minigonna diventava ancora più inservibile di quanto non lo fosse stata sotto la pioggia.
"Tornando al discorso sulle soluzioni tampone, davvero non sapevi che il pH fosse l’acronimo di potentia hidrogenii, Mariagrazia? Se la vedi da questa prospettiva e non da quella del logaritmo negativo della concentrazione idrogenionica magari ti si potrebbero aprire orizzonti molto più interessanti"
"Professore, tamponiamo qualcuno se lei, invece di guardare la strada, gli orizzonti interessanti continua a cercare di sbirciarmeli fra le gambe."
"E’ che sei troppo bella, Mariagrazia. Ti vedo la mattina quando attraversi piazzale Moro: muovi l’aria. Scusami. Nemmeno te lo immagini quanto darei per infilarti la testa fra le gambe."
"Quanto darebbe professore?"
"Cosa???"
"Quanto darebbe? Sto parlando seriamente"
"Ma non so… Era un modo di dire…"
"Cinquecentomila e vengo a casa sua"
"Ma è quasi metà del mio stipendio… E poi dai, mi stai prendendo in giro…"
"Cinquecentomila, trenta al prossimo esame e passo tutto il pomeriggio con lei. Decida ora perchè non glielo proporrò mai più"
"Va bene, Mariagrazia, faccio quesa pazzia. Cinquecentomila! Devi avercela d’oro per cinquecentomila…"
Ogni tanto mi domando se quel giorno invece della pioggia ci fosse stato il sole Mariagrazia sarebbe diventata Mariagraxia.

…C’è in lei una specie di cielo un’acqua di naufragio, un volo
dove giustifica e perdona tutta la vita mascalzona…

Piove ancora mentre suonano alla porta. E’ proprio come lo volevo: un cliente dall’aspetto tutt’altro che gradevole. Macilento, miope, calvo, più vicino ai sessanta che ai cinquant’anni.Più o meno come un professore con cui trascorsi un pomeriggio intero venti anni fa.
"Quanto?"
"Cinquecento euro"
Mi guarda allibito, gira sui tacchi e se ne va senza nemmeno degnarsi di rispondermi.
Mentre scende le scale lo sento brontolare:
"Cinquecento euro!!! Roba da matti… Ma tu guarda sta cicciona…Ma come crede di avercela? D’oro?"

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commenti
  1. utente anonimo ha detto:

    M’è piaciuto molto. Tristissimo e sarcastico, con questo chiudersi a cerchio di un’esistenza dove vent’anni sembrano essere passati invano. Mi piace anche questa Roma che si intravede sullo sfondo, anche perchè è proprio la mia zona. Isa-Catt.

  2. esteriade ha detto:

    Ma perché i tuoi racconti si possono leggere e rileggere e alla fine restare con la voglia di leggerne ancora?
    Non vale Blanco…non vale…scrivi troppo poco e ti fai desiderare troppo!
    un abbraccio

  3. Ipanema ha detto:

    condivido… 😉

  4. utente anonimo ha detto:

    bello e perfetto. Prende e poi stupisce.

  5. blancoebleu ha detto:

    Grazie a Isa, Ester e Ipa che conosco da tempo e grazie all’anonimo che mi piacerebbe conoscere

  6. marealplurale ha detto:

    TROPPO BELLO…per non leggere anche questo..che esula dal compito che mi sono imposta di leggere, sacrificando (?) le ore di lavoro, tutti i racconti di “come eravamo”…..Divertente. Ironico. Bello il poter capire….senza aver letto l’esplicito!!che dirti….mi prostro a te…….(letto dopo quello del “concorso”)

  7. Anonimo ha detto:

    Navigando, navigando quante cose vò trovando …….. ciao Pà

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