4° INTERVISTA: RAUL MONTANARI

Pubblicato: 3 marzo 2008 da fiaeforum in INTERVISTE, Senza categoria
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Continuano le interviste dei FIAE. Quella che segue è l’intervista a Raul Montanari della nostra LiviaR, al secolo Livia Rocchi.

Riassumendo (e tagliando moltissimo) Raul Montanari è: scrittore (nove romanzi e tre raccolte di racconti, più la partecipazione a una trentina di antologie per Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli ecc.),  traduttore (Sofocle, Seneca, Shakespeare, Greene, Wilde, Borges e McCarthy sono alcuni degli autori di cui si è occupato), docente di scrittura creativa (a Milano, Archivi del ‘900), sceneggiatore (per radio, TV e teatro), opinionista (Rai, Lasette, Sky), collaboratore di alcuni magazine (Glamour, Psychologies, ecc.), consulente editoriale (Ed. Leonardo, Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, Baldini Castoldi Dalai…), giurato o presidente di giuria di alcuni premi letterari e teatrali (Straparola, Caravaggio, Subway…).
Chi volesse saperne di più può gustarsi con calma
www.raulmontanari.it.

Dal momento che è impossibile intervistarli tutti (sigh) mi sono chiesta quale dei tanti Raul Montanari potrebbe risultare più interessate per il FIAE. Poi, ho deciso di approfittare della sua disponibilità per sottoporgli una serie di domande in rigoroso disordine con un occhio di riguardo a ciò che può interessare a un "autore esordiente" e l’altro egoisticamente puntato su quello che vorrei chiedergli io.

Buongiorno Raul, cominciamo col botto! Puoi tracciare brevemente la tua concezione della figura dell’intellettuale e del suo ruolo nella società?

L’intellettuale è uno che lascia un segno nella società in cui vive, usando non una bomba o un tiro in porta, ma parole che si mettono in rapporto con una tradizione di pensiero e cercano di riproporla o di rinnovarla. O di trasgredirla, ma sempre tenendola presente. Senza gli intellettuali, e soprattutto senza quell’approccio intellettuale alle cose che chiunque di noi può avere, magari nel privato, negli affetti o mentre guarda la tv, la civiltà umana non si distinguerebbe granché da un termitaio.

Facciamo una specie di esperimento surrealgenetico/spaziotemporale.
Una mattina ti svegli e scopri… di avere qualche anno in meno: sei un adolescente che da grande vuole fare lo scrittore. Cosa farai e soprattutto cosa non farai visto che hai la possibilità di servirti del proverbiale senno di poi?

Farei tre cose che a suo tempo non facevo:
1. Leggerei molto ma molto di più gli autori italiani contemporanei.
2. Cercherei relazioni e contatti, perché la carriera letteraria difficilmente si forma nel deserto.
3. Applicherei in forma massiccia il motto che mi sono creato troppo tardi e che ora propino a tutti i miei allievi: “Ogni volta che ho avuto fretta, ho sbagliato”. Non vale solo per l’editoria, fra l’altro.

Nel 1974 sei stato vicecampione italiano juniores di scacchi. Hai rinunciato a questa carriera con la motivazione: "Avrei sofferto, e molto, vedendo in altri il vero talento che a me mancava". Come scrittore hai mai desiderato il talento, la fortuna, un colpo di genio di qualche tuo collega?

Be’, la lista sarebbe lunga! Provo a sintetizzare: darei una gamba per scrivere una pagina come Kafka, e per recuperarla (la gamba) mi basterebbe metà della fortuna di Ammaniti. Parlo di fortuna con enorme rispetto, sia perchè Niccolò (un amico) la fortuna se la merita, sia perché la sua fortuna ha qualcosa di karmico, di favoloso e lieve, che chiunque entri in contatto con lui percepisce e gli invidia immediatamente.

In  un’intervista  hai detto: "…traduco moltissimo (è un esercizio formidabile per  rafforzare  la  propria “voce” narrativa)". Potresti  dare  qualche altro  consiglio pratico per  imparare dai grandi,  a 
parte leggerli ;-)?

Rileggerli. Non scherzo: rileggere i grandi libri anche dieci volte, se è necessario per entrare nei loro meccanismi e poter rubare un segreto. Credo di avere il record mondiale di riletture del Doktor Faustus di Thomas Mann: 17. Una follia, è chiaro. Ma ho riletto moltissime volte anche Pinocchio e I promessi sposi.

Hai scritto: "Nella mia generazione c’è fra gli scrittori molta più amicizia che in passato (…) il contrario di quando ci si detestava di tutto cuore e intanto ci si sorrideva in pubblico e si facevano gabole e pastette per vincere a turno i premi, per occupare posti di potere nelle case editrici, ecc."
C’è qualche gabola o pastetta venuta allo scoperto, qualche episodio "piccante" su qualche mito che vorresti raccontare a noi disinformati?

Sono troppi, non so da che parte cominciare! 😉

In Italia ci sono più concorsi di scrittura che aspiranti scrittori (e ce ne vuole!). Ma servono davvero a un esordiente? A quali consiglieresti di partecipare?

Azzarderei una regola di questo genere: vincere un concorso significa quasi sempre che quello che si è scritto valeva qualcosa; perderlo può davvero essere casuale e non significare nulla, e non deve deprimere nessuno.
Al di là dell’eventuale premio, la cosa più importante nel vincere un concorso è la possibilità di venire “adottato” da uno scrittore o da un critico della giuria, che in seguito potrà esserti vicino e aiutarti. E’ successo molto spesso, nei concorsi in cui sono stato giurato io.
“Subway” è un ottimo concorso per esordienti e ha lanciato autori che stanno cominciando ad affermarsi, proprio grazie a questo meccanismo.

Mi racconti la cosa più buffa o carina o interessante che ti è capitata come giurato?

Niente vale la lettura delle schede di autopresentazione dei concorrenti, nei concorsi che le richiedono (come lo stesso “Subway”). Costituiscono un genere letterario a sé, che oscilla fra il tragico e il comico, e spesso rendono pleonastica la lettura del racconto. C’è gente che si descrive con una tale prosopopea che ti verrebbe da chiedergli come mai da tali vertiginose altezze si abbassino a partecipare a un concorso, appunto. Invece quasi sempre quelli bravi non la tengono troppo lunga con titoli di studio, premi già vinti o simili; oppure usano largamente l’autoironia.

I tuoi romanzi sono stati tradotti e pubblicati anche in Germania. Quali sono le principali differenze tra l’editoria tedesca e la nostra? E tra i lettori tedeschi e italiani?

Ah, sul piano quantitativo la differenza è semplicissima: i lettori in lingua tedesca sono esattamente il quintuplo di quelli in lingua italiana. Una loro caratteristica è che leggono in genere più saggistica che narrativa, il che è molto nello spirito del popolo, se vogliamo.
L’editoria è incredibilmente professionale, quasi scientifica. Pensa che l’editor, quando legge il testo, ne fa una scheda completa, non solo descrivendo la trama, i personaggi e così via, ma specificando lo stile, indicando il tipo di pubblico a cui è adatto (in forma molto analitica, in modo che si possa decidere in che forma pubblicarlo e distribuirlo, quali iniziative di marketing adottare per sostenerlo), arrivando perfino a isolare nel testo stesso le immagini visualmente “forti” che possono già fornire un input per il grafico che dovrà preparare la copertina. In Italia, paese dell’intuizione, poco o niente di tutto questo; fra l’altro proprio la comunicazione fra editor e grafici è una piaga perenne, e le copertine sono spesso fatte a caso.

Tutti o quasi hanno un manoscritto nel cassetto, molti sognano di firmare autografi sulla copertina del loro ultimo best seller… eppure ci sono un sacco di professioni legate alla letteratura che potrebbero essere altrettanto gratificanti. Quale consiglieresti a un ex aspirante scrittore che vuole appendere la penna al chiodo, ma"rimanere nel campo"?

Sai, si dice sempre che il critico letterario è uno che non ce l’ha fatta a diventare scrittore per cui adesso parla male dei libri degli altri! Io però avrei un altro suggerimento: una professione molto affascinante è quella dell’agente letterario. E’ un po’ come quando uno che ha fatto il calciatore diventa allenatore o manager. Non giochi tu, in campo, ma ti appassioni per i tuoi uomini.

Se io volessi seguire il tuo consiglio quali passi dovrei compiere, da chi potrei imparare a diventare un buon agente?

L’ideale sarebbe mettersi a bottega presso un agente affermato. Gli agenti sono intasati di dattiloscritti e hanno sempre bisogno di qualcuno che li legga e li schedi per loro; non è per niente difficile trovare il contatto con un agente e proporsi per questo tipo di assistenza, accettando che all’inizio i guadagni siano alquanto limitati. Fatta la dovuta esperienza, ci si può mettere in proprio.

Facciamo finta invece che l’agente sia tu. Hai per le mani il manoscritto di un esordiente eccezionale, ma un po’ grezzo e molto testardo. Come lo convinci ad accettare i consigli di un buon editor?

A ceffoni in faccia e calci nel sedere, se è il caso. Fra l’altro ne ho in mano uno adesso eccezionale, e l’ho proprio passato a un’agenzia di editing che lo sta seguendo con l’adeguata severità. Il ragazzo è Davide Roma, l’agenzia Punto&Zeta. Uno che invece non ha dato nessun problema, perché è tanto bravo quanto felicemente consapevole di certi limiti della propria scrittura, è stato Romano De Marco, che dopo adeguato trattamento della stessa agenzia e interessamento mio sta per pubblicare con Mondadori.

Complimenti! Chissà che prima o poi non riesca a intervistare anche loro… (se poi ti toglieranno il saluto per colpa mia, chiedo scusa già da adesso).
Passiamo a chi non aveva nessun bisogno di editing (e finiamo in dolcezza). Hai detto: "In Kafka ogni cosa è perfetta, dal linguaggio alla creazione di un mondo compatto, organico, in cui ogni singola parte rimanda al tutto. Leggi una riga di Kafka e avrai tutto Kafka".
Puoi farmi un esempio?

L’inizio del racconto Il ponte.
“Ero un ponte, stavo sopra un abisso.”
Dio mio, dio mio…

Grazie. Conciso ma molto efficace! E a proposito di "risposte in pillole", so che più di una volta sei stato ospite a "Le invasioni barbariche" di Daria Bignardi. Dato che la stanno copiando in molti, posso proporti anch’io le famose "Pistole alla tempia"? (sicuramente saranno meno brillanti di quelle di Daria… ma sempre meglio di quelle della Toffanin … ):

Ah, le fa anche lei? Oh, santa madonna!

No, non sono proprio identiche, la mia era solo una tecnica per stordirti 😉
E adesso, sparo!

1) La biblioteca di un piccolo paesino è andata a fuoco: tutti i libri sono stati divorati dalle fiamme (tranne quelli di Kafka). Devi ricostruirla a questa condizione: non puoi acquistare libri singoli di tanti scrittori, ma l’opera omnia di pochi. Quali scegli?

Allora facciamo solo uno: Shakespeare. In lui c’è davvero il mondo.

2) Vedi una fascetta attorno a un libro: "80.000 copie vendute". Qual è il tuo primo pensiero?

E’ un pensiero un po’ tecnico: per il meccanismo delle rese (come l’edicolante anche il libraio, unico fra i venditori di qualsiasi categoria, può restituire la sua merce al produttore!) è possibile sapere quante copie sono state davvero vendute ai lettori solo ad almeno due anni dall’uscita del libro, dopo aver conteggiato per bene uscite, rientri e giacenze di magazzino. Quindi quella fascetta, che di solito compare quando il libro è fuori da poco, vuol dire che ne sono state stampate 50 o 60.000 e che forse alla fine ne risulteranno vendute la metà. E’ un po’ come imbrogliare sull’età, ecco. Mi viene in mente la battuta di un film: “Quella signora diceva di avere trent’anni e doveva essere vero perché lo ripeteva da almeno altrettanti”.
 
3) Goethe diceva: "L’umorismo è uno degli elementi del genio". Da uno a dieci, quanto sai prenderti in giro? (A proposito: ti ricorda niente questo scambio di battute: "D – Nei suoi racconti la morte è spesso presente. Il suo rapporto con la morte? R – Pessimo, attualmente. Potrò essere più preciso dopo che sarò morto.")

D’accordo, quella è stata una buona risposta! Penso onestamente di potermi dare un voto vicino al massimo, ma lasciamo stare Goethe perché di imbecilli spiritosi è pieno il mondo e non sono affatto sicuro di non essere anch’io nel numero.
Credo che la battuta più bizzarra che ho detto in vita mia sia stata una battuta “grammaticale” di circa trent’anni fa. Ero stato a casa di una ragazza che non mi piaceva per niente e a cui invece piacevo io. Perchè ci ero andato, allora? Per il più vigliacco dei motivi: aveva un bellissimo registratore e volevo che mi facesse una cassetta da un disco a cui tenevo! La sera, un amico che sapeva del temuto appuntamento mi telefonò: “Allora, come te la sei cavata oggi con la Paola?”. “Mah, sai com’è: lei voleva coniugare, ma io ho declinato…”.

4) Con quale di queste frasi ti senti più d’accordo?

— La letteratura è sparsa di relitti di uomini che si sono eccessivamente occupati dell’opinione altrui. (V. Wolf)
Lo scrittore deve giudicare se stesso con l’occhio e la severità di un estraneo. (F. O’Connor)

La prima vale anche per il gioco delle bocce, la seconda contiene una grande verità e la insegna. Direi che le due frasi rispecchiano perfettamente il carattere delle due scrittrici che le hanno dette, e anche l’opinione che personalmente ho di loro.

5) Con quale di queste frasi ti senti meno d’accordo?

— Io ripeto sempre che scrivere è un atto nobile nel migliore dei casi, ingenuo nel peggiore. Tranne poche eccezioni di grafomani arroganti inediti che imitano grafomani arroganti già editi, scrivere non peggiora il mondo. (S. Benni)
Quando uno scrive per sua naturale soddisfazione e scrive tutto quello che sa è sicuramente un cattivo scrittore.  (G. C. Lichtenberg)

Sono in totale disaccordo con Benni, che ha detto cose molto più intelligenti di questa. Il Mein Kampf di Hitler era, appunto, un libro, e fra l’altro non è stato l’unico a peggiorare il mondo. Ottima la seconda.

6) E tra queste quale scegli?

—  Ogni volta che ho avuto fretta ho sbagliato 
—  Carpe diem.

Nonostante sembrino in contraddizione, non lo sono. E’ vero che a uno scrittore si offrono delle occasioni (questo è il senso del “diem”) da cogliere, ma nello scegliere quali vanno prese per buone bisogna sempre farsi guidare dalla qualità e dal progetto che si ha su se stessi, mai dalla fretta di pubblicare a ogni costo il prima possibile.

7) Una mattina ti svegli e scopri…

…di aver cominciato a farmi la pipì addosso di notte. Sarà un brutto colpo, ma conto che non mi capiti prima di una trentina d’anni, almeno. E poi il vantaggio di fare lo scrittore e non il calciatore è che si può scrivere anche col pannolone!

Abbiamo finito. Grazie mille della disponibilità e della pazienza. So che hai qualcos’altro da dirci, un nuovo romanzo in uscita, ma questo merita un post a parte 😉
A presto.

(Livia Rocchi)

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commenti
  1. esteriade ha detto:

    Ogni volta che leggo Raul Montanari citare o anche solo accennare a Kafka, è come se si riaprisse un angolo curiosamente “riservato” del mio cervello. E già solo per questo non posso che ringraziarlo.

    E un grazie anche a Livia che lo ha portato sul nostro blog.

    Un saluto e un abbraccio a intervistato e intervistatrice.

    p.s.: semmai passasse da queste parti… Complimenti Romano!

  2. Ipanema ha detto:

    per il momento ho integrato con qualche aggiustamento di formattazione del testo, poi mi metterò calma calma a gustarmi la lettura di quest’intervista interessantissima!!!
    bELLA nUTTY!!!!

  3. Ipanema ha detto:

    Davvero, davvero molto bella!

  4. ataren ha detto:

    C’è da imparare, dunque complimenti!

    Renata.

  5. Ipanema ha detto:

    SULLA SCRITTURA[..] Segnalo un’altra interessantissima intervista di LiviaR pubblicata stamattina sul blog FIAE : Consiglio di leggerla, perché molte altre cose interessantissime vengono dette sulla scrittura e sul mondo dell’esordienteria. [..]

  6. utente anonimo ha detto:

    Ricambio i saluti di Esteriade e la ringrazio, come ringrazio di cuore Raul Montanari per avermi citato in qualità di autore. E’ la prima volta che mi capita (anche perchè il mio romanzo non è ancora uscito), ed è una cosa che mi ha emozionato moltissimo.
    Complimenti a Livia (compagna di viaggio di qualche tempo fa in un altro forum di letteratura) per il suo contributo a questo sito e per il suo blog che mi è sembrato effervescente ed affascinante esattamente come lo è lei.

    Romano De Marco

  7. esteriade ha detto:

    Ciao Romano!
    facci sapere quando uscirà il tuo romanzo, ok? mi raccomando!
    ti auguro un mare di emozioni!!!
    Smack! 🙂

  8. ciumeo ha detto:

    Un’altra buona intervista 🙂

  9. LiviaR ha detto:

    Grazie infinite a Raul Montanari per il tempo, l’esperienza e la pazienza che ha messo a disposizione di questa rompibOlle.

    Grazie a tutti… i miei sei lettori, sperando che ce ne siano stati tanti altri, only shinystat will tell.

    Sono davvero orgogliosa di questa intervista, entusiasta di quello che sto imparando e delle idee che mi vengono man mano che procedo in questa avventura.

    Complimenti a Romano. L’invito a fare, se non un viaggio, almeno un’altra passeggiata gliel’ho mandato via mail, sperando che nel frattempo non abbia cambiato indirizzo.

  10. utente anonimo ha detto:

    La passeggiata su questo forum, per me è già diventata una sana abitudine… L’ho scoperto in ritardo ma adesso è saldamenrte inserito fra i miei preferiti!
    Livia, Marianna, quando volete sono a vostra disposizione per collaborare nei miei modesti limiti.
    Ancora complimenti!
    Romano
    P.S. – la mail è sempre quella…

  11. utente anonimo ha detto:

    ok, ho messo il trafiletto iniziale e linkato l’intervista sul mio blog, ciao livia, gf

  12. utente anonimo ha detto:

    Brava Livia, intervista molto simpatica! 😉

    Marina

  13. Ipanema ha detto:

    Un grazie infinito a tutti i commentatori, loggati e/o anonimi che son passati di qui. Un applauso a Livia, perché è brava brava, assaje!!!
    :-)))

  14. utente anonimo ha detto:

    Complimenti alla nutellosa intervistatrice, fra una leccata e un morso delicato questa sua gustosa intervista è stato il miglior dolcetto del 2008!
    Complimenti anche a Raul, come sempre illuminante. Anche a me regalò il saggio consiglio “Ogni volta che ho avuto fretta, ho sbagliato. Ricordalo.”
    Ricordato (tra l’altro il metodo è perfetto anche per i rapporti sessuali non solitari) e applicato direttamente: pubblicherò solo opere postume. 🙂
    In compenso succederà presto, il tempo di vedere chi vince le prossime elezioni – così da fare contemporaneamente l’ultima risata e l’ultima frignata – e poi mi fumo un’atomica.

    Complimenti per il blog, e un saluto a tutte le belle FIAE!
    Alberto

  15. Menzinger ha detto:

    Una splendida intervista piena di domande intelligenti e di risposte altrettanto intelligenti.
    Interessanti, in particolare le considerazioni sui concorsi letterari (in cuin non credo molto) e sulle copie vendute (in effetti è difficile avere un conteggio prima dei due anni ma pochi lo sanno).
    Mi è piacuiuta la citazione “— Quando uno scrive per sua naturale soddisfazione e scrive tutto quello che sa è sicuramente un cattivo scrittore. (G. C. Lichtenberg)”

  16. LiviaR ha detto:

    Admin! (faccina che si stropiccia gli occhi)
    Sei TU?! Come mai da queste parti? Ma sì, chi se ne frega, l’importante è che tu sia qui, anzi no l’importante sarebbe che passassi più spesso!
    Che bello rileggerti, lo sai che mi sono emozionata?
    Anche se, confesso, ho dovuto rileggere il post due volte perché all’inizio mi sono domandata: “Ma è proprio lui? È proprio Alberto???!”. Mi aveva confusa la frase iniziale sulle leccate. Quell’Alberto che dico io lo sa che non mi faccio leccare… nemmeno i tacchi! 😉

    Menzinger sono felice che l’intervista ti sia piaciuta: il vostro gradimento e l’idea che il mio lavoro possa essere utile a qualcuno è la mia unica paga.
    Soprattutto grazie di avere evidenziato i punti che ti sono sembrati più interessanti: commenti come il tuo sono preziosi perché mi aiutano a impostare le prossime interviste. Anzi, chiunque abbia consigli, proposte e curiosità da propormi è il benvenuto. Ovviamente il discorso vale anche per chi abbia critiche da farmi… a suo rischio e pericolo, ovviamente 🙂

    PS: prima o poi uscirò dal tunnel delle faccine, lo prometto.

  17. vampyr8 ha detto:

    Compliment 🙂

  18. tuttiscrittori ha detto:

    ciao livia, sono gf, santiago ecc. – complimenti per l’intervista- ho registrato tuttiscrittori su splinder… boh? a presto

  19. utente anonimo ha detto:

    Proprio una bella intervista: esauriente, ben equilibrata, tratta tutti gli argomenti che uno si aspetta di trovare in un’intervista del genere. Complimenti, Livia, stai sfiorando vette altamente professionali. Isa

  20. utente anonimo ha detto:

    Ringrazio di cuore Raul Montanari per avermi citato nell’intervista!
    Davvero ottime le domande di Livia. Le risposte di Raul confermano, ancora una volta, quanto sia acuto e brillante: condivido la definizione della figura dell’intellettuale e la venerazione per Kafka, il più grande!
    Un salutone a Livia, agli altri amici di FIAE e a Romano De Marco!

    Davide Roma

  21. Ipanema ha detto:

    Sì, questa intervista è particolarmente interessante e dice cose di notevole importanza. Un grazie tutto speciale a Raul Montanari che ha voluto rilasciarla alla nostra Livia, e a tutti gli interventi (e intervenuti) su questo post.
    I.

  22. DanielaRaimondi ha detto:

    Bellissima intervista con spunti davvero utili e interessanti. Complimenti anche all’intervistatrice, e un grazie per questa bella lettura.
    daniela

  23. Ipanema ha detto:

    è sempre un piacere averti qui da noi, Daniela. Un ciao e un augurio di Buona Pasqua a tutti!

  24. vannisantoni ha detto:

    Molto interessante.

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