GIOCO LETTERARIO DI WRITER: IL RACCONTO DI IPANEMA

Pubblicato: 16 maggio 2008 da fiaeforum in Senza categoria
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Lo sguardo dell’uomo era intenso e penetrante. E per una come lei, che non amava essere guardata era molto imbarazzante. Ma quel suo modo di osservare non era insistente, non era sfacciato. Cercava di arrivare al nucleo del suo essere, e lei già intuiva che stava riuscendoci senza trovare molta resistenza. Avrebbe voluto distogliere lo sguardo per prima, sicuramente per sfuggirgli, avrebbe dovuto alzarsi e andarsene via di li. Ma quello scrutare le piaceva. Sapeva che le piaceva. Finalmente qualcuno che provava a guardarla dentro, invece che fermarsi a soppesare le sue doti esteriori. Finalmente uno sguardo profondo e intimo, una curiosità gentile nei confronti del suo essere  e non del suo apparire. Era un gioco pericoloso, quello che gli stava lasciando fare. Ma in fondo, che male c’era? Lei era così distante, anonima. E aveva sempre amato giocare con il fuoco.


Di fronte, l’uno all’altra come una partita di scacchi alla mossa decisiva. "Banalità di lettura la nostra" pensò lei, scoprendosi ad osservare la scena come se non vi fosse coinvolta. Cos’era che li aveva allontanati? Il suo desiderio di maternità? O la paura di responsabilità che entrambi non volevano prendersi per primi?
"A te la mossa" avrebbe voluto dire lui, ma sapeva, che questa volta, la stoccata decisiva sarebbe stata di suo diritto. "Non voglio favoritismi" parve pensare lei e si stupì in quel momento nello scoprire che i loro pensieri erano come frasi scorrevoli sulle loro fronti. Lei sapeva ciò che lui pensava, ed era consapevole che anche lui poteva disporre di altrettanto vantaggio.

 — Lascio la partita, hai vinto.

— Hai perso, dunque. Ti arrendi?

— Ormai non m’importa — rispose lei, rassegnata.

E lentamente con un rumore sordo, la pedina cadde sul pavimento svegliandoli dal loro torpore.

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commenti
  1. utente anonimo ha detto:

    Niente male. Un ‘frame’ enigmatico, doloroso. E intrigante.
    Ciao Ipa!

    Stefano.

  2. Ipanema ha detto:

    grazie ste! Io lo trovo “orrendo”… ma davvero non ho potuto fare e/o pensare ad altro. Troppo impegnata in questo periodo. Comunque, di nuovo grazie. Questo era il mio “primo periodo”… e si sente tutto! :-))))

  3. utente anonimo ha detto:

    Io non lo capisco, cosa c’entra con l’amore che è poi il tema portante del gioco?

  4. Ipanema ha detto:

    Il tema che mi pare si presti a una trattazione condivisa può essere l’amore. Per essere più precisi, chi aderisce dovrebbe scrivere un pezzo (non superiore alle 100 righe, due pagine di word in corpo 12) su una storia d’amore che finisce male (come spesso succede alle storie d’amore), Valgono le vicende autobiografiche, quelle inventate, l’amore nei confronti di donne, uomini, genitori, figli, animali, luoghi, eventi, paesi. Valgono racconti brevi, dialoghi, poesie, ricordi, frammenti.

    @SuperFogarty: questo era il tema del gioco letterario. Questa la “storia” o l'”insieme di microstorie” d’amore che ho scritto io. Cosa c’è che non capisci?

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