Nuovi consigli di lettura

Pubblicato: 14 ottobre 2008 da fiaeforum in Senza categoria

Alcune minirecensioni tratte dalla mia libreria di Anobii su libri letti di recente…

Le città invisibili di Italo Calvino.

Le città e la memoria, le città e il desiderio, le città e i segni, le città e gli occhi, le città e i morti, le città e il nome, le città sottili, nascoste, continue… cinquantacinque gemme sfaccettate da una scrittura aerea e metafisica. Città come palcoscenici della nostra ricerca interiore, sospese sul vuoto, come Ottavia, o sotterranee, fino a non distinguere più le consuetudini dei vivi da quelle dei morti, il disegno urbanistico e quello del cosmo.
Riflesse come in uno specchio che duplica le immagini a perdita d’occhio o racchiuse come un pugno all’interno di altre estensioni, di altri insiemi di costruzioni, di spazio, di tempo. Un libro meraviglioso, fondato su repentini rovesciamenti che lasciano stupefatto chi legge.

L’impero del sole di James G. Ballard

"Le guerre vennero presto a Shangai, succedendosi l’un l’altra al modo delle maree che rimontavano rapide lo Yang-tze e restituivano alla sfarzosa città tutte le bare affidate all’acqua dai moli funerari del Bund cinese".
Questo libro di Ballard si distingue dalla restante produzione dell’autore: la catastrofe descritta non appartiene più all’ "inner space", lo spazio interno che provoca regressioni nei protagonisti in sintonia con le distruzioni esterne, ma alla biografia dell’autore, ritrovatosi in un campo di concentramento giapponese a 11 anni, in seguito all’attacco di Pearl Harbour e della conseguente occupazione giapponese di Shangai.
La guerra è vista con gli occhi di un bambino impegnato in una durissima battaglia per la sopravvivenza: è una realtà atroce zeppa di cadaveri divorati dalle mosche, di trasferimenti a bordo di camion che caracollano per settimane intorno alla città di Shangai col loro carico di prigionieri sfiniti e incontinenti, di persone divorate dalla malaria e dal beri-beri; ma non perde le sua caratteristiche di grande, drammatico gioco agli occhi del protagonista.
Gli attacchi aerei, i piloti kamikaze, persino il fascino che esercitano gli aguzzini giapponesi, moderna "sindrome di Stoccolma", vengono vissuti da Jim come una specie di grandiosa coreografia che alimenta le sue fantasie adolescenti.
L’ "impero del sole" è la testimonianza di una discesa all’inferno che culmina con il bagliore dell’esplosione atomica su Nagasaki:"un lampo di luce illuminò tutto lo stadio, un lampo accecante sopra le tribune dell’angolo sudoccidentale del campo di calcio", una discesa agli inferi in cui tuttavia il protagonista non perde il proprio carico di umanità e di speranze, nell’attesa di ritornare nella "città terribile", la città dove lo Yang-tze restituisce le bare affidate alla propria corrente.

Chiedi alla polvere di John Fante

Un buon romanzo, ma non un capolavoro come ho letto in alcune recensioni entusiastiche su Anobii (la patente di capolavoro viene concessa con eccessiva facilità). La storia di Arturo Bandini, giovane aspirante scrittore che vive in una Los Angeles lambita dai venti caldi del deserto in una stanzetta di hotel di quarta categoria, viene delineata con ironia e tenerezza. Il protagonista, un  ventenne di origine italiana che si allontana dalla sua casa paterna nel Middle West e si reca in California alla ricerca di fortuna letteraria, vive per scrivere, rappresenta la vita come una successione di capitoli e di pagine scritte, anche quando sta per affogare nell’Oceano Pacifico. Ben caratterizzata anche la figura di Camilla, giovane donna di origine messicana, che ama non ricambiata un altro uomo, mentre viene amata senza speranza dal protagonista. Tuttavia, la figura di Bandini è un po’ irritante nel suo estremo narcisismo e risulta, alla lunga, stucchevole. Da bruciare l’introduzione di Baricco che racconta per filo e per segno lo sviluppo e lo scioglimento del romanzo.

Writer

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commenti
  1. Ipanema ha detto:

    a me Chiedi alla polvere ha deluso. Mentre, ovviamente, Calvino è il mio amore letterario per la vita…

  2. Writer54 ha detto:

    Sì, avevo anch’io aspettative piuttosto alte e il libro le ha soddisfatte solo parzialmente. Calvino e Ballard – soprattutto il primo- mi hanno appassionato di più. W.

  3. Ipanema ha detto:

    L’impero del sole è il libro da cui è stato tratto quello splendido film di Spielberg? Il film l’ho adorato… il libro non l’ho mai letto…

  4. Ipanema ha detto:

    L’impero del sole è il libro da cui è stato tratto quello splendido film di Spielberg? Il film l’ho adorato… il libro non l’ho mai letto…

  5. Writer54 ha detto:

    Sì, Ipa, il film di Spielberg è tratto dall’omonimo romanzo di Ballard. Il film lo ricordo poco, il libro mi è parso eccellente, in bilico tra tragedia e fantasie adolescenti. Gli episodi narrati sono reali: Ballard è stato rinchiuso in un campo di concentramento giapponese a 11 dal 1941 al 1945. ciao 🙂 W.

  6. Ipanema ha detto:

    Il film (molto lungo) lo devi assolutamente vedere. Ogni tanto Sky Cinema Classics o Mania lo ripropone, e ti assicuro che ci sono delle immagini da lasciare di stucco.
    E’ malinconico e allo stesso tempo è tragico, violento e tenerissimo. Spielberg è un grande in questo.

    Che si tratti di esperienza vissuta me lo rende ancor più intrigante, e a questo punto penso proprio che cercherò il libro in libreria.

    Grazie per queste pillole di libro, W.
    ciao
    I.

  7. Ipanema ha detto:

    Il film (molto lungo) lo devi assolutamente vedere. Ogni tanto Sky Cinema Classics o Mania lo ripropone, e ti assicuro che ci sono delle immagini da lasciare di stucco.
    E’ malinconico e allo stesso tempo è tragico, violento e tenerissimo. Spielberg è un grande in questo.

    Che si tratti di esperienza vissuta me lo rende ancor più intrigante, e a questo punto penso proprio che cercherò il libro in libreria.

    Grazie per queste pillole di libro, W.
    ciao
    I.

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