13° INTERVISTA DEL FIAE: FRANCESCO GIUBILEI

Pubblicato: 23 marzo 2009 da fiaeforum in INTERVISTE, Senza categoria
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c071ca339f4716fe1bbfbfd81d6c9a52Francesco Giubilei è nato a Cesena il primo gennaio 1992. Frequenta il liceo scientifico nella sua città. Ama scrivere e leggere. E’ il direttore editoriale della rivista Historica-Il Foglio letterario ( www.historicaweb.com/) e delle edizioni “Historica-Il Foglio letterario”. E’ autore di “Giovinezza partitura per mandolino e canto” (scritto a soli 13 anni) con la Società editrice Il Ponte Vecchio. Con il racconto “La terza porta” ha ottenuto il primo premio ex aequo della sezione giovanissimi del Premio Internazionale di letteratura Titano 2007.  E’ autore di “Bastola signora del fuoco” romanzo breve inserito nell’antologia Concepts Storia, e pubblicato singolarmente nel dicembre del 2008 in “Mini Concepts”, collabora con siti internet e riviste letterarie. Ha curato l’antologia “Lungo la strada”. Collabora con il quotidiano “La voce di Romagna”. Tamarri, raccolta di racconti brevi dello scrittore Remo Bassini, è l’ultimo nato in casa Historica – Il Foglio Letterario, prima opera della collana Short Cuts, che prevede di pubblicare opere di autori italiani underground.

( A cura di Amneris Di Cesare)

Ciao Francesco, grazie per aver accettato di rispondere ad alcune nostre domande. Iniziamo subito:

1. Inizi come scrittore. Hai infatti pubblicato il tuo primo romanzo a soli 13 anni e il tuo ultimo lavoro “Bastola, signora del fuoco” è uscito nel gennaio 2009 con Arpanet. Innanzitutto come nasce in te, giovanissimo, il desiderio e il bisogno di scrivere? Quando è scattata la molla che ti ha spinto a scrivere un racconto lungo fino a farne un romanzo?
Più che il desiderio e il bisogno di scrivere in me intorno a 12-13 anni è nato il desiderio di leggere. L’amore per la scrittura è una conseguenza dell’amore per la lettura. Credo sia stata determinante la figura di mio nonno paterno, Italo, che con i suoi consigli mi ha aiutato a scoprire questa mia passione.

2. E una volta terminato di scrivere la tua storia cosa hai fatto? Lo hai fatto leggere ai tuoi amici, ai tuoi cari, oppure come altri tuoi “colleghi” (Christopher Paolini, per citare un altro tredicenne scrittore di una saga fantasy campione d’incassi come Eragon, Licia Troisi oppure Mariangela Cerrino), hai semplicemente inviato il tuo lavoro alle case editrici ricevendone risposta positiva?
Il primo libro, prima di inviarlo all’editore con cui l’ho pubblicato l’ho fatto leggere a mio nonno, un po’ perché lo riguardava in prima persona, un po’ perché volevo consigli e conforto da lui che faceva il maestro elementare. Il secondo purtroppo mio nonno Italo non è riuscito a leggerlo perché è scomparso l’anno scorso, l’ho fatto leggere a mio papà per vedere se mi era sfuggito qualche refuso e poi l’ho mandato all’editore.

3. Come ti nascono le idee e come le realizzi? Come scrivi? Taccuino sempre nello zainetto oppure portatile a oltranza?
Quando scrivo lo faccio a tavolino. Di solito dedico un po’ di tempo alla settimana alla scrittura. Mi siedo al tavolo e inizio a scrivere con il pc portatile. Scrivo in camera mia, dove c’è più silenzio e non sono disturbato da nessuno. Questo per quel che riguarda la scrittura di opere narrative, se invece devo scrivere articoli giornalistici, recensioni, post, spunti… lo faccio nello studio anche ascoltando la musica.

4. Dalla scrittura all’editoria: com’è avvenuto questo passaggio? Non ti bastava scrivere e creare ambienti e situazioni, osservare e raccontare? Perché hai sentito il bisogno di diventare anche editore?
E’ sempre stato un mio sogno fin da piccolo poter gestire qualcosa di mio, creare una nuova realtà editoriale, vederla crescere, diffondersi, pur mantenendo sempre una precisa linea. Ho iniziato con un  magazine due anni fa, poi con una rivista cartacea e ora con una casa editrice, confesso che spero, una volta terminata l’università, di fare come primo lavoro l’editore, anche se mi rendo conto che il cammino è duro e difficile.

5. Diventare editore non è certo una cosa che si può improvvisare dalla mattina alla sera, vuoi raccontarci come sei entrato in questa realtà?
Ciò che spinge a diventare editori è l’amore per i libri, il desiderio di riuscire a creare un progetto serio e un catalogo di qualità. Credo che il riferimento per ogni piccolo o micro editore sia Minimum Fax. Quella di Marco Cassini è la storia di chi ce l’ha fatta. E’ riuscito attraverso un lavoro e un catalogo validissimo ad imporre la “sua creatura” nel mercato editoriale una piccola fetta di mercato che, a mio giudizio, è destinata ad aumentare con il tempo. In realtà il mio approccio  con l’editoria è stato abbastanza casuale. Dopo aver pubblicato il primo numero della mia rivista in cartaceo, ho letto online il romanzo “Le colpe dei padri” di lauraetlory [Laura Costantini e Loredana Falcone], pubblicato a puntate sul blog delle autrici. Così le ho contattate e abbiamo deciso di pubblicare il romanzo in allegato alla rivista. I risultati ovviamente sono stati deludenti: grafica spartana, libro male impaginato, privo di codice ISBN… Nonostante ciò il libro ha venduto e così abbiamo deciso di ristamparlo in una grafica migliore e con il codice ISBN.  La casa editrice vera e propria è nata nel settembre 2008, circa cinque mesi dopo la pubblicazione de “Le colpe dei padri”. In quel lasso di tempo mi sono documentato, ho chiesto consigli, ho trovato un grafico e due consulenti editoriali, insomma ho dato una struttura alla casa editrice.

6. Hai seguito corsi specifici, hai presenziato a presentazioni e fiere letterarie per capire i “trucchi del mestiere” e i meccanismi dell’ambiente?
C’è una letteratura sui corsi di scrittura e similari, posso citare “Quasi quasi faccio anche io un corso di scrittura” o “Nemici miei” di Gordiano Lupi, due testi che, oltre ad essere un attacco al mercato editoriale italiano, sono anche una dura critica ai corsi di scrittura creativa. Non si impara a scrivere ai corsi di scrittura, così come non si impara a fare gli editori ai corsi di editoria che organizzano varie case editrice. Due ottimi editori medi di qualità organizzano corsi di scrittura con una retta superiore ai mille euro, per quanto ben organizzati, sono, ovviamente, un modo per far cassa, certamente giustificato e che permette a questi editori di sopravvivere e pubblicare ottimi libri, ma è comunque un qualcosa di  cui si può fare tranquillamente a meno. L’unico modo per imparare davvero a fare un mestiere è quello di confrontarsi con chi lo svolge già da molti anni e così ho fatto io, chiedendo consigli ad editori più esperti

7. Decidere di pubblicare è principalmente scommettere su un testo e il suo autore, finanziarne la pubblicazione e quindi promuovere e distribuire; Historica tiene a essere riconosciuta come casa editrice che non chiede contributi per la pubblicazione. Come avete risolto il problema finanziario e come siete organizzati per la pubblicazione e la distribuzione dei libri a catalogo?
Riusciamo ad autofinanziarci. Abbiamo due distributori: Ediq (www.ediqu.eu) e Del Porto (www.delporto.it ). Il discorso distribuzione però è molto complesso. Oltre ad essere presenti su tutti i principali web stores, i nostri libri sono anche reperibili presso il nostro sito. Stiamo valutando altre soluzioni distributive, per esempio accordi con alcune catene librarie presenti sul territorio nazionale.

8. Perché Historica?
Questo nome è nato negli ultimi mesi del 2006 quando, dopo aver aperto un piccolo blog, decisi di fondare un e-magazine letterario. La scelta del nome la feci insieme ad un blogger di Bergamo, con cui ho purtroppo perso i contatti.

9. Il Foglio Letterario, casa editrice curata da Gordiano Lupi era una realtà presente in ambito editoriale da tempo. Com’è avvenuto l’incontro e l’unione d’intenti con Historica?
L’incontro con Gordiano Lupi, e di conseguenza con le edizioni Il Foglio, è avvenuto circa un anno fa, quando contattai Gordiano come collaboratore all’e-magazine che curavo e che si chiamava appunto Historica. E’ nato così un rapporto di collaborazione che si è trasformato nella creazione di una rivista cartacea: “Historica-Il Foglio letterario”  Devo tanto a Gordiano Lupi, senza di lui la casa editrice non esisterebbe. I titoli di Historica sono usciti per circa sei mesi con il logo di “Historica-Il Foglio letterario”, ora è nata l’associazione culturale no profit che ci permette di pubblicare libri autonomamente. La rivista continua ad essere pubblicata insieme a Il foglio.

10. Chi legge i manoscritti e decide di investire, rischiare, scommettere su questo o quel manoscritto nella Vostra impresa? Tu in prima persona o ti avvali della consulenza ed esperienza di un pool tra editor e lettori?
Chi decide di investire, rischiare e scommettere su un manoscritto sono io. Mi aiutano nel mio lavoro due consulenti editoriali (Alessandro Cascio e Francesco Dell’Olio), un grafico ed editor (Sacha Naspini) e un ufficio stampa (Anna Sisi).

11. Avete una linea editoriale specifica che vi indirizza verso un particolare genere letterario oppure prevedete di pubblicare generi differenti, e nel caso, quali saranno i generi che prediligerete nella scelta di nuovi temi da affrontare e libri da pubblicare?
Abbiamo due collane di narrativa una nuova collana di saggi, e una di tascabili. La collana principale è quella di narrativa italiana contemporanea in cui pubblichiamo romanzi di autori italiani contemporanei di qualità. Inoltre abbiamo una collana di romanzi brevi, o racconti lunghi, che si chiama “Short cuts” , trovate tutte le informazioni sulla collana sul blog: http://collanashortcuts.wordpress.com , presto sarà attivo un sito dedicato solo alla collana. Inoltre, come già detto, stiamo definendo la linea editoriale della nuova collana di saggi che verrà inaugurata con un testo di Sergio Sozi.

12. Si è appena conclusa la Fiera della piccola e media editoria di Modena a cui hai partecipato con Historica, com’è andata?
La fiera di Modena è stata un successo in tutti i sensi: buone le vendite (Vivere Adagio di Francesco Dell’Olio ha venduto 45 copie!), ottima l’accoglienza del pubblico alla casa editrice, ben riuscita la presentazione della collana “Short cuts” con Remo Bassini e Francesco Dell’Olio e, soprattutto, molti i contatti ottenuti. Proprio a Modena ho conosciuto un imprenditore che finanzierà una nuova collana di autori under 18 che ci apprestiamo a lanciare.

Adesso qualcosa di più personale:
• Quali sono le tue letture, in termini di genere letterario (fantasy, storico, thriller, noir, mainstream)?
Narrativa ma anche saggi principalmente a carattere storico
• Autori classici che preferisci:
Hemingway , Bulgakov, Marquez… ma la mia scoperta dei classici è ancora in corso.
• Autori contemporanei che ti hanno colpito e che ritieni ne seguirai il percorso futuro;
Domanda difficile, ci sono alcuni autori contemporanei interessanti ma, per il momento, preferisco non sbilanciarmi.
• Il libro che stai leggendo attualmente?
“Il giardino dei Finzi Contini” di Bassani.
• Il libro che stai scrivendo attualmente?
Sorpresa.
• Gli oggetti sul tuo comodino, adesso, mentre stai rispondendo a queste domande.
Una pila di libri, una pila di fogli, una pila di riviste, una foto e un Crocifisso.
• I tuoi cibi preferiti e quelli che la tua mamma ti imponeva di mangiare? (da mamma di un quasi quindicenne devo capire dalle esperienze altrui come fare a crescere i miei figli alla lettura e alla scrittura)
Pasta e pizza, of course.
• Confessa, tua madre leggeva Proust mentre ti aspettava, e per farti addormentare, anziché le favole di Pinocchio e Cappuccetto Rosso ti leggeva l’Ulisse di Joyce…
Confesso, mi hai scoperto
• Giochi elettronici sì o giochi elettronici no? (è un’eterna lotta contro questi giochi che secondo me uccidono il cervello dei giovani, confermi?)
No! Sono decisamente favorevole ai giochi elettronici perché credo aiutino i ragazzi a distrarsi, ovviamente sta nella loro (nostra) intelligenza capire qual è il limite.
Hai mai effettuato un test per il QI?
A che pro?
• Sei l’editore più giovane d’Italia, e forse anche del mondo, hai mai provato a entrare nel Guinness dei primati?
Buona idea
• Quante ore dedichi al tuo lavoro di editore?
Circa un’ora e mezza al giorno.
• Quante ore dedichi allo studio?
Circa un’ora e mezza al giorno.
•  Quanto tempo alla lettura e alla scrittura?
Un’ora e mezza al giorno, solitamente alla sera, vado in camera alle nove e mezza e spengo la luce a mezza notte e mezza, i miei coetanei alla sera guardano X-factor e il grande fratello, io leggo.
• Riesci a trovare il tempo anche per fare altro, o come Hermione Granger hai una “giratempo” che ti permette di fare più cose contemporaneamente?
Certo che riesco a trovare il tempo per fare altro! Sono un normale adolescente, esco con i miei amici, gioco a calcio…
• Il tuo consiglio a un giovane che aspira a scrivere e a pubblicare?
Non pubblicare con un editore a pagamento!
• Il tuo consiglio a una mamma che sogna di avere un figlio scrittore ed editore come te? (di parte, questa domanda, lo so…)
Di incoraggiarlo, di fidarsi di lui e non di non sgridarlo troppo, ovviamente.

Con quest’ultima tornata di domande un tantino surreali e forse anche irriverenti, ti saluto e ti ringrazio per la disponibilità e per averci concesso questa interessantissima chiacchierata,

(Amneris Di Cesare)

Altro su Francesco Giubilei:
Intervista di Arte Insieme
Intervista di Viadellebelledonne
Intervista di Letteratitudine
Intervista di Mushroom’s Blog

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commenti
  1. utente anonimo ha detto:

    Bella intervista. In Bocca al lupo a Giubilei.

    Grande come sempre, Ipanema.

    Fabrizio

  2. utente anonimo ha detto:

    Bellissima interazione, Ipa, e complimenti alla determinazione di questo ragazzo, già così chiaro, schematico, sa dove vuole arrivare e cosa vale la pena concludere e lasciare da parte. Lodevole la scelta di dare spazio all’editoria senza perdersi in tanti fronzoli inutili. Isa

  3. utente anonimo ha detto:

    Tutti i miei complimenti a Francesco, che ho scoperto solo da poco essere davvero così giovane. Immaginavo fosse un ragazzo, ma non certo del 92!

  4. lauraetlory ha detto:

    Leggere un’intervista all’editore che primo e unico ha creduto in LE COLPE DEI PADRI è sempre una soddisfazione. Non ho avuto figli ma per motivi anagrafici mi sento molto orgogliosa di questo ragazzo con cui è stato bello instaurare un rapporto di stima e amicizia da pari a pari.
    Laura

  5. alaine ha detto:

    Un’intervista bella corposa.
    Ebbbravo il mio Editore!!! 🙂

  6. […] Francesco! Sono passati tre anni dal 2009, anno in cui ti intervistammo per il nostro blog FIAE. Ti abbiamo seguito in questi periodo e molte cose sono cambiate in […]

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