3° FETTA DI PANETTONE: INTERVISTA A LIBRERIA BELGRAVIA DI TORINO

Pubblicato: 29 dicembre 2012 da amnerisdicesare in INTERVISTE, librerie indipendenti, scrivere

SONY DSCStoria della libreria: La nostra gestione di Belgravia librerie è nata nel settembre 1994, quindi quasi 19 anni fa, in Via Monginevro 44 bis nel cuore di Borgo San Paolo a Torino, ovvero nel cuore della circoscrizione 3. Poi nel tempo si è aggiunto un secondo punto che in questo momento è in Via Vicoforte 14/d, sempre a Torino, ed è esteso su una significativa superficie di  250 mq, con 12 vetrine.

Specializzazioni:
Bambini e ragazzi (0-16)
Filosofie orientali e terapie naturali
Saggistica e narrativa sul problema del rapporto nord sud del mondo, letterature dei paesi emergenri, sviluppo eco e biosostenibile, ecc.
Psicologia
Fantascienza e fantasy
Corner su: cinema – graphic (strett art, illustrazione e graphic novel) – informatica – storia sociale

 Servizi:
– scaffali dello scambia libro gratuito permanenti
– angolo del no profit (vetrina mensile dedicata ad associazioni no profit che si propongono con evento e raccolta fondi per loro)
– prenotazione libri via mail e via telefono

chicomanda5Eventi: mediamente uno-due, a volte anche tre la settimana. La libreria accoglie gratuitamente: e fornisce gratuitamente il proprio ufficio stampa, ovvero ribaltamento evento ai giornali cartacei e on line cittadini + rilancio sui propri contatti FB e rilancio sul proprio mailing con newsletter settimanale.

Le scaffalature interne e di vetrina della libreria sono tutte mobili, per cui la libreria può modularsi per accogliere da venti a 100 persone (come già successo e anche superato)

La libreria è dotata di una pannellatura in cartongesso di circa 40 metri attrezzata per esposizione mostre di qualsiasi tipo, con illuminazione specifica ad hoc, spesso legate agli eventi organizzati

 1-      Quanti nuovi titoli ricevete in media al ogni mese?
150-200 . Poi ovviamente nel periodo natalizio, raddoppiano perché le uscite son più concentrate

2-      Vi capita mai di essere obbligati ad accettare titoli di best seller  dei quali fareste volentieri a meno e magari siete poi costretti a rinunciare ad autori promettenti ma poco conosciuti?
No: essere libreria indipendente, vuol dire essere liberi di scegliere l’ assortimento che più ci aggrada. Poi ovviamente sta a noi essere capaci di far entrare le persone in sintonia con il nostro assortimento.

3-      Da quale tipo di libri sono più attratte le persone?
La nostra libreria offre tutti i generi di libri: dal libro scolastico al libro d’ arte, dal romanzo alla saggistica e per ogni settore c’è un pubblico di persone interessate ad approfondire.

4-      Avete notato, negli acquisti, la prevalenza delle donne rispetto agli uomini? Se sì, in quale campo specifico?
Le donne rappresentano il 60% del pubblico di libreria, in generale: credo perché mediamente più curiose degli uomini e interessate a scoprire “altro”. Gli uomini sono più presi dal loro narcisismo e dal loro lavoro.

5-      Vanno via meglio i romanzi rispetto ai saggi o viceversa?
La narrativa è sicuramente più venduta dal punto di vista quantitativo, ma la saggistica ha il vantaggio di essere più facilmente proponibile perché la tematica individua immediatamente il pubblico potenziale

q36-      Spesso i libri di scrittori emergenti non trovano spazio sugli scaffali delle librerie. A volte, per il cliente finale, risulta difficile anche ordinarli. Come mai? Troppa offerta rende difficile conoscere tutti i nuovi titoli pubblicati (in Italia escono circa 6.000 libri nuovi all’anno!)? O gioca di più il fattore economico, nel senso che per un libraio non è conveniente ordinare un solo titolo da una piccola casa editrice, per quanto distribuita su tutto il territorio nazionale?
In Italia escono 1000 nuovi titoli alla settimana: il compito del libraio è selezionarli sulla base di criteri qualitativi, indipendentemente da autore ed editore. Il problema di tanti editori è che dicono agli autori di essere distribuiti sul territorio nazionale, ma in realtà spediscono i libri ai librai che glieli chiedono, senza avere un distributore. Il distributore è un magazzino dove io come libraio vado e posso trovare i libri di 200-300-400-1000 editori: magari non in pronta consegna, ma procurabili. E’ ovvio che la distribuzione agli editori costa, ma un editore senza un vero distributore è come un libraio che voglia aprire una libreria senza vetrine su strada. Non ha senso…

7-      Quanto influisce la pubblicità sulla vendita?
L’ unica pubblicità che funziona è quella di poche trasmissioni televisive: Che tempo che fa di  Fabio Fazio, o ancora la rubrica di Augias.

8-      Data la crescente possibilità di acquistare on-line, avete per caso notato negli ultimi tempi una flessione nelle vendite?
L’ on line, vince sulla libreria là dove non funzionano i meccanismi distributivi: è ovvio che se un libro io lo trovo in rete e mi danno due giorni come tempi di consegna, mentre l’ editore per farlo avere al libraio, lo spedisce lui, per posta impiegandoci 10 giorni…vince l’ on line!

9-      Gli e-book suscitano diffidenza in quanto ancora poco noti, ma essendo più economici sono i preferiti dai giovani. Come pensate di organizzarvi mantenendo intatto il canale di vendita cartaceo?
Pensiamo che gli editori di ebook ci dovranno dare la possibilità di far vedere su un tablet i loro ebook in libreria, e poi che ci sia un meccanismo per cui il cliente paga l’ ebook in cassa e lo riceve comodamente a casa sulla sua casella di posta elettronica

10-   Con quali criteri disponete i libri sugli scaffali?
Ci sono settori di specializzazione dove l’ ordine rigoroso è fondamentale: alfabetico di autore o alfabetico di editore. Altri settori dove invece un po’ di “sano disordine” (per esempio una alternanza tra saggistica e narrativa) stuzzica la curiosità del cliente perché lo “spiazza”

11-   Come vede il futuro delle librerie indipendenti? In maggiore flessione oppure con possibilità di ripresa?
I dati degli ultimi 18 mesi danno il mercato del libro in flessione con le perdite più pesanti nei supermercati (la cosiddetta Grande Distribuzione), poi nelle catene librarie massificate come Feltrinelli, Coop, Fnac, ecc) e infine le librerie indipendenti che sono quelle che accusano la flessione più leggera. Quindi il nostro futuro è brillante, se sapremo tenere alta professionalità e innovatività

12-   Per vendere un libro, bisogna promuoverlo, e questo è un fatto che accomuna scrittori famosi e scrittori appena emergenti; la promozione, in prima battuta va fatta nelle librerie attraverso presentazioni. Ma spesso gli scrittori emergenti incontrano grosse difficoltà nel trovare spazi adeguati per queste attività promozionali: i librai sono sempre più spesso restii a organizzare presentazioni nelle loro librerie e chiedono garanzie di vendita o di affluenza prima di concedere una data. Questo quando non chiedono addirittura una contributo economico per  la disponibilità degli spazi. Secondo lei perché ciò avviene? Non sarebbero, le presentazioni, un modo per fare comunque pubblicità alla libreria e un’occasione per vendere di più (e non solo il libro presentato)?
Noi facciamo presentazioni in gran quantità perché è il nostro modo di intendere l’ identità di libreria, ma ovviamente selezioniamo, sulla base di quanto l’ autore o l’ editore di turno si impegna a portare persone in libreria. Ci sono tanti autori che se ne stanno ad aspettare che siano i librai a portare le persone alle presentazioni, dimostrando così di non comprendere la realtà. La fatica che un libraio fa nell’ organizzare una presentazione troppo spesso non è ripagata da un adeguato numero di persone che vengano a conoscere la libreria. E la differenza non è data dalla notorietà di autore o editore.  Ci sono autori noti che han fatto flop clamorosi e invece autori sconosciuti che han riempito la sala. E’ tutta una questione di relazioni umane e di capacità di solleticare la curiosità altrui, rispetto alle cose che una persona ha scritto

13-  come si diventa libraio? Basta la passione per i libri? Che consigli darebbe a un ventenne che vuole iniziare questa professione?
Si diventa librai attraverso una lunga gavetta. Ci vuole un anno solo per capire di che tipo di lavoro si tratta, perché a seconda dei mesi cambia il pubblico e la tipologia di lavoro prevalente. Poi ci vuole una disponibilità a rischiare in prima persona e infine, dal momento che spesso chi vuole aprire una libreria non ha soldi, occorre la disponibilità a pagarsi le cose col lavoro. Occorre essere consapevoli che prima di tutto bisogna imparare il lavoro professionale che sta a monte della vendita. Invece spesso i lettori pensano che basti la passione per la lettura a fare i librai e quindi non hanno pazienza e dimenticano che lo scaffale della libreria (intesa come negozio) è tutt’ altra cosa dallo scaffale dei nostri libri personali!

Grazie per averci concesso questa intervista,

Amneris Di Cesare

BELGRAVIA Librerie Torino:
libreria.belgravia@gmail.com
http://www.facebook.com/libreria.belgravia?ref=tn_tnmn
10139 – Via Vicoforte 14/d – Tel  011.3852921 -347.5977883
10141 – Via Monginevro, 44 bis  – Tel 011.3833098 -347.5977883

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