INTERVISTA A MARCO FRULLANTI, NATIVI DIGITALI

Pubblicato: 14 settembre 2015 da amnerisdicesare in Case Editrici, INTERVISTE, NATIVI DIGITALI, pubblicazioni
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Nativi Digitali Edizioni: casa editrice digitale fondata nel settembre del 2013 da Marco Frullanti e Annalia Scarafile, si distingue per l’originalità nella linea editoriale, volta a prediligere proposte innovative di autori emergenti, per il forte impegno nella comunicazione online attraverso strategie che coinvolgono molteplici canali. Nativi Digitali Edizioni riflette su nuovi modi di proporre il testo letterario, anche a un pubblico con abitudini e gusti diversi da quelli dei “lettori forti”, senza paura di avvicinare il mondo della cultura a quello della tecnologia. Nei primi  20 mesi di attività sono stati pubblicati (su tutte le principali librerie online, italiane e internazionali) oltre 30 ebook di autori emergenti, eterogenei per genere, tipologia testuale e stile, con in comune la volontà di offrire prospettive inedite e presentare idee originali.

Indicazioni per l’invio dei testi. Per rendere più efficiente la selezione e garantire risposte in tempo ragionevole, accettiamo solo le proposte di pubblicazione che ci arrivano secondo le regole specificate qui.

Fare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada, quando in tanti stanno decidendo o pensando di chiudere? “Perché siamo pazzi” non va bene come risposta, giusto? Diciamo che la crisi dell’editoria tradizionale implica l’opportunità per nuove idee di diffondersi e per nuovi soggetti di farsi conoscere.

Siete editori NOEAP e DIGITALI. Perché la scelta di puntare solo sugli ebook e non sul cartaceo (a parte la onorabilissima giustificazione di non voler contribuire al disboscamento della Foresta Amazzonica)? Perché, partendo con risorse e contatti limitati, il rischio di diventare l’ennesimo piccolo editore bloccato da problemi distributivi era più che concreto. Per questo, riteniamo preferibile puntare tutto su un mercato in forte crescita dove sia possibile ritagliarci uno spazio. E poi, beh, perché crediamo che siano proprio gli ebook a poter rilanciare la lettura nel nuovo millennio.

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente? L’atteggiamento diffidente, se va bene, di una parte consistente del settore editoriale verso chi è nuovo, piccolo e (soprattutto) digitale. Per fortuna esistono le eccezioni.

E le soddisfazioni più grosse? Quelle piccole: una recensione positiva, incontrare una persona che ha già sentito parlare di noi, il riconoscimento da parte di qualcuno che stimiamo. E pure i bilanci che iniziano già a quadrare a meno di due anni dal via non guastano, ecco.

Il digitale “paga”? Considerato che la crescita del settore in Italia c’è ma non con la velocità prevista pochi anni fa, direi che non stiamo andando affatto male, l’importante è assicurarsi una fetta della torta, sperando che col tempo sia la torta ad ingrandirsi.

Nel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l’editoria? Le innovazioni tecnologiche e culturale stanno facendo tramontare l’editoria come gatekeeper, questo non vuol dire però che gli editori devono occuparsi solo di marketing. Piuttosto, gli editori dovrebbero essere professionisti in supporto agli autori lungo le varie fasi del processo editoriale che spesso si danno per scontate, ma richiedono cura e competenza. Quindi, editori e autori dovrebbero lavorare insieme per lo stesso obiettivo.

Con quali criteri scegliete di pubblicare un manoscritto? Cerchiamo storie diverse dalle solite, con idee d’impatto, in grado di fare la differenza in un mercato sempre più saturo di “cloni”. Inoltre, se mentre valutiamo un testo ci annoiamo o prendiamo sonno, vuol dire che non va bene. E considerate che non prendiamo quasi mai il caffè.

Quali sono i generi che prendete in considerazione per un’eventuale pubblicazione, e quali quelli a cui invece assolutamente non siete interessati? Facciamo prima a dire quelli a cui non siamo interessati: storico, biografico, chick lit, giallo tradizionale, saggi tradizionali. Tutto il resto può incontrare il nostro interesse.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti? In realtà preferiamo rapportarci direttamente con gli autori!

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto? Ne citerei due: le “forzature” sia per copiare un genere o un autore di successo, o con un ambientazione ritenuta “commerciale”, o anche nei contenuti (es: scene di sesso scollegate dalla trama e inserite a casaccio “per vendere”).  E poi i libri scritti palesemente per l’autocompiacimento dell’autore. Niente vi vieta di scriverli, eh, ma se volete pubblicare, dovete pensare a chi vi legge, non a voi stesso.

E nella lettera che accompagna l’elaborato? Non ci piacciono le lettere troppe formali e ampollose, ma questo vale per noi e magari non per altri. Ah, evitate di lodarvi da soli (anche indirettamente, ad es. citando l’apprezzamento di tal dei tali per il vostro ebook, che per quello che so io potrebbe essere vostro cugino o un vostro alias) e MAI, PER NESSUN MOTIVO, definite la vostra proposta “capolavoro”, “libro dell’anno” o espressioni simili.

E nella sinossi? Le sinossi che riassumono TUTTO quello che succede nel romanzo sono fastidiosissime da leggere. La sinossi dovrebbe dare un’idea di quello che c’è dietro a un libro, non sintetizzarlo malamente. Di contro, una sinossi ultra-sintetica di due righe è utile come una bistecca per un vegetariano.

Promozione e marketing: come vi muovete e cosa fate per promuovere e di conseguenza vendere il libro che avete deciso di pubblicare? La strategia di promozione varia da libro a libro a seconda del genere e delle tematiche, ma è sempre attuata attraverso il numero maggiore di canali possibili (inserzioni, social network, newsletter, pr con i blogger, content marketing, segnalazioni su vari siti e community etc). Periodicamente organizziamo inoltre eventi sul territorio in varie città italiane e siamo anche in fiera al Pisa Book Festival.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio? Nel nostro caso, devo dire che quasi tutti gli autori sono bendisposti a contribuire in prima persona alla promozione. Certo, spesso si pecca di ingenuità o non si è costanti nel tempo, ma il lavoro dell’editore serve anche a indirizzarli in modo opportuno.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la  politica della Vs casa editrice  in merito? Come si sentono i Vs autori  dopo essere usciti dal ‘confronto’ con l’editor? Noi concepiamo l’editing come un lavoro di ottimizzazione del testo svolto mediante un dialogo costante con l’autore, siamo bendisposti a rivedere una nostra proposta di modifica se l’autore motiva le sue opinioni. Così facendo, non c’è mai capitato di sentire lamentele a tal proposito (o se ci sono, le nascondo molto bene!)

Avete un parco lettori affezionati che compra tutto quello che pubblicate? Tra voi e il vostro “fanclub” esiste interazione? Attraverso social network o cosa? Direi che abbiamo una nicchia di seguaci che spesso acquistano le nuove uscite e ci sostengono anche condividendo i nostri post e recensendo i nostri libri: sono preziosissimi e il rapporto con loro è curato costantemente attraverso i nostri vari social e in generale tutta la nostra presenza online (e, talvolta, sul territorio). Ci sono poi un paio di “superfan” che hanno comprato tutti o quasi i nostri ebook, meritano una statua!

A chi si stesse in questo periodo preparando per aprire una piccola realtà editoriale, cosa consigliereste? E agli autori in cerca di editore? Agli  aspiranti editori: non abbiate paura di osare e cercate di avere chiaro fin da subito che tipo di libri volete pubblicare e come “costruire” e diffondere la vostra immagine. E munitevi di pazienza che ve ne servirà molta  Agli aspiranti autori: non crediate di aver finito il vostro lavoro una volta scritto il libro, la scelta dell’editore (o, nel caso dell’autopubblicazione, la “non-scelta) è un passaggio cruciale, così come la promozione del libro anche nel medio-lungo termine.

Grazie per averci concesso questa intervista.

Grazie a voi! Posso lasciare un link al nostro catalogo ora, vero? :

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commenti
  1. amnerisdicesare ha detto:

    L’ha ribloggato su Sono Solo Scarabocchie ha commentato:

    Riparte il Blog FIAE con un’intervista a una CE digitale NOEAP. Enjoy!

  2. lauraetlory ha detto:

    La risposta sulle sinossi è interessante. In effetti credo sia difficilissimo mettere insieme una sinossi che sia un giusto mezzo tra raccontar tutto, e annoiare, e non raccontar niente.

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