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CRONACA DI UNA FUGA: VERSO VERBANIA

Pubblicato: 15 marzo 2016 da amnerisdicesare in scrivere

Sono Solo Scarabocchi

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L’Italia è un Paese Meraviglioso, e basterebbe davvero pochissimo per dimostrarlo, ché le parole spesso non servono a testimoniare mentre bisognerebbe, davvero, offrire prove concrete sulla veridicità di certe affermazioni.
L’Italia è un Paese che va visitato, viaggiando con discrezione e semplicità, evitando il lusso e il brilluccichìo di certi stucchi e marmi splendenti ma assaporando la quotidianità di angoli meno esposti in questo nostro mondo che ci capita di abitare.
L’Italia è un paese che va scoperto, ma per farlo bisognerebbe ritrovare la voglia di percorrerlo a piedi, o al massimo prendendo al volo un treno regionale, fermarsi a ogni sosta, camminare nei vicoli di paesi i cui nomi sui cartelli stradali sono spesso sconosciuti o ormai nascosti da scritte di writer troppo zelanti nelle loro proteste e provocazioni; bisognerebbe ritrovare lo sguardo stupito di fanciullo ed essere in grado di apprezzare gli intonaci scrostati di certi muri, lo scricchiolio…

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Il premio letterario VERBANIA FOR WOMEN 2016, organizzato dal Comune di Verbania in collaborazione con l’Associazione 77 con il patrocinio di Provincia e Regione e la cui premiazione sarà sabato 12 marzo alle ore 16.30 al Chiostro di Intra.  I risultati positivi sono stati sottolineati dalla direttrice artistica Mariangela Camocardi, dal presidente della giuria Alberto Bellocco, dall’assessore alla cultura Monica Abbiati e dal sindaco Silvia Marchionini, che ha confermato il proposito di fare del Premio un appuntamento ricorrente.  Per la sezione Prosa sono giunti ben 184 racconti  (di cui 179 conformi al regolamento) da 15 regioni italiane (7 dall’estero), mentre 12 sono i racconti per la sezione Ragazzi.  Preso atto della qualità dei racconti presentati, saranno premiati nove scrittori in più di quanto previsto dal bando, per cui il 17 per cento dei lavori pervenuti riceverà un premio.

Ed ecco le 20 opere finaliste:
CHIEDI A JIM MORRISON di Rosanna Girotto,
FILO ROSSO di Daniela Bonsignore,
FIOR DI LOTO di Manuela Chiarottino,
FUR THERESE di Stefano Ciaponi,
IL CAFFE’ CAMBIA COLORE DELL’ACQUA di  Silvana Aurilia,
IL MALE MINORE di Valter Guglielmetti,
IO NON HO FRETTA ARRIVERA’ IL MOMENTO GIUSTO  di Stefania Fiorni,
LA NOTTRE DELLA STREGA di Giorgio Bastaini,
LE PAGINE SEPOLTE di Laura Veroni,
SONHAR NAO CUSTA NADA di Amneris Di Cesare,  
STORIE DI ORDINARIA FOLLIA: ALLA RICERCA DI UN LAVORO STRAORDINARIO di Lorena Lusetti,
SVETLANA E IL MARE di Fabrizio Tugnolo,
LA STREGA di Allegra Iafrate,
BRIOCHE E CAPPUCCINO A CAPODANNO di Maurizio Gilardi,
I CORVI di Cinzia Catena,
FEMMINA di Anna Rosaria Lo Schiavo,
LA TERAPISTA di Serena Cappellozza,
QUELLA PANCHINA DAVANTI AL LAGO di Barbara Zanoni,
LA MILIETTA di Maria Luigia Sisti,
TUTTI MI CHIAMANO BIONDA di Elena Vesnaver,
FRANCESCA FOREVER di Ida Ferrari,
CHE SIA MIGLIORE DI NOI di Grazia Maria Francese.

<<<continua qui>>>

In bocca al lupo a tutti i partecipanti e finalisti!

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Les Flaneurs Edizioni nasce nel 2015 grazie a un gruppo di giovani amanti della Letteratura. Il termine francese “flaneur” fa riferimento a una figura prettamente primonovecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia. Oggi come allora, la casa editrice si pone come obiettivo la diffusione della cultura letteraria in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia fino alla saggistica, con indipendenza di pensiero e occhio attento alla qualità. Les Flaneurs Edizioni intende seguire l’autore in tutti i passaggi della pubblicazione: dall’editing alla promozione. Pubblichiamo sia in cartaceo che in digitale.

Les Flaneurs Edizioni è un vero e proprio team. Oltre ad Alessio Rega (editore) e Bianca Cataldi (editor), ci sono Michele Fanelli (grafica), Davide Impicciatore (ufficio stampa) e altri collaboratori. Inoltre disponiamo di un comitato di lettura per la prima valutazione dei manoscritti che arrivano.

Indicazioni per l’invio dei testi.  Inviare un manoscritto è facilissimo. Basta semplicemente compilare il form presente nel nostro sito (www.lesflaneursedizioni.it) nella sezione “Pubblica con noi”. In alternativa è comunque possibile utilizzare la mail di redazione info@lesflaneursedizioni.it, anche se preferiamo l’utilizzo del form.

12092197_739418822828784_2035936992_nFare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada, quando in tanti stanno decidendo o pensando di chiudere? Perché siamo convinti di quello che offriamo: ovvero la nostra professionalità. Non è necessario essere grandi per poter essere di qualità. Credo che il nostro punto di forza sia l’editing, fatto su ogni testo in maniera professionale e approfondita. Inoltre, abbiamo una politica aziendale basata sulle basse tirature che evitano accumuli inutili di magazzino.

Siete editori NOEAP e DIGITALI. Perché la scelta di puntare solo sugli ebook e non sul cartaceo (a parte la onorabilissima giustificazione di non voler contribuire al disboscamento della Foresta Amazzonica)? Siamo cartacei e digitali. Tutti i nostri libri escono prima in cartaceo e, dopo qualche mese, anche in ebook. Unica eccezione è costituita dalla collana Petit che è dedicata ai romanzi brevi e ai racconti ed è esclusivamente in digitale.

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente? Inutile negarlo. Il problema principale per le piccole case editrici indipendenti è la distribuzione. Pur avvalendoci di un distributore nazionale, è difficilissimo essere presenti sugli scaffali di tutte le librerie. Cerchiamo tuttavia di concentrare la distribuzione nella zona in cui vive l’autore. I nostri libri sono comunque ordinabili in tutte le librerie di Italia, nei principali store online (Ibs, Amazon, ecc.) e anche attraverso il nostro e-commerce, facilissimo da utilizzare e anche conveniente.


E le soddisfazioni più grosse? 
La soddisfazione più grossa è la stima che gli autori dimostrano per il nostro modo di lavorare e la nostra trasparenza. Facciamo tutto alla luce del sole, per ogni manoscritto che riceviamo inviamo in ogni caso la scheda di valutazione, sia nel bene che nel male. Questo per far capire che noi leggiamo interamente i lavori che ci arrivano. La nostra soddisfazione aumenta tutte le volte che andiamo in ristampa con un libro.

Il digitale “paga”? Il digitale da solo non paga. O meglio, non basta. Sono da sempre un amante del libro stampato e sono dell’idea che l’editoria digitale debba necessariamente affiancarsi a quella tradizionale. Tra l’altro negli Stati Uniti si sta registrando un’inversione di tendenza con un ritorno al libro cartaceo e più in generale alla stampa. Vedremo in Italia cosa succederà.

12080801_739418869495446_695952064_nNel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l’editoria? Sarebbe un’editoria che premia la qualità. Questo non è il caso del sistema editoriale italiano. In Italia nella maggior parte dei casi non si vende un libro, ma si vende l’autore del libro. Più il personaggio è famoso, più copie del libro saranno vendute. Inoltre, anche nell’editoria come in moltissimi altri campi della vita, contano molto le “raccomandazioni”. Non si arriva mai per caso a pubblicare con una grande casa editrice, soprattutto se all’improvviso si spunta dal nulla. Questo sistema, ovviamente, penalizza tanti bravissimi autori emergenti e non che non arriveranno (quasi) mai a pubblicare con le grandi CE nazionali. Anche i lettori, ovviamente, hanno le loro colpe. In Italia si legge poco e si legge male. Manca proprio la cultura della lettura. Certo, ci sono anche i lettori forti (che sono poi quelli che scelgono libri di qualità) ma sono in grande misura inferiori rispetto ai lettori occasionali che privilegiano un’editoria più commerciale.

Con quali criteri scegliete di pubblicare un manoscritto? La storia è il principale elemento discriminante.
Senza una buona storia, non può esserci un buon libro. Tutto il resto può essere sistemato tramite il lavoro di editing. Detto ciò, è chiaro che un manoscritto che si presenta bene anche dal punto di vista stilistico ha molte più probabilità di passare la selezione.

Quali sono i generi che prendete in considerazione per un’eventuale pubblicazione, e quali quelli a cui invece assolutamente non siete interessati? Siamo una casa editrice generalista, ragion per cui accettiamo praticamente ogni tipo di manoscritto, dalla narrativa alla saggistica. Ogni opera può avere un suo potenziale. Certo, dobbiamo anche confrontarci con quelle che sono le tendenze di mercato del momento, ma il nostro principale obiettivo è sempre e comunque la qualità dell’opera a prescindere dal genere di appartenenza.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti? Chiunque può inviarci un manoscritto. Non abbiamo preferenze.

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto? I libri di autori emergenti hanno un difetto comune: soffrono di autobiografismo o di ostentazione della propria cultura personale. In realtà si tratta di “difetti” piuttosto comuni che, nel caso in cui il libro abbia una buona trama e del potenziale, possono essere facilmente risolti nella fase di editing.

E nella lettera che accompagna l’elaborato? Le lettere di accompagnamento non hanno per noi un’importanza12067797_739418879495445_841805038_n fondamentale. Certo, spesso aiutano a comprendere meglio l’opera, ma il più delle volte non contengono informazioni fondamentali per chi valuta. L’importante è il prodotto che deve arrivare al lettore e cioè il manoscritto.

E nella sinossi? Le sinossi spesso sono incongruenti con il manoscritto che ci viene sottoposto. Una buona sinossi è il primo bigliettino da visita. Tuttavia, in molti casi, già nelle sinossi troviamo errori grammaticali che non lasciano presagire niente di buono. Se non altro, una sinossi scritta in tutta fretta rivela già di per sé poca cura e poca attenzione, nonché urgenza di pubblicare.

Promozione e marketing: come vi muovete e cosa fate per promuovere e di conseguenza vendere il libro che avete deciso di pubblicare? La promozione si divide in due rami: quella del cartaceo e quella dell’ebook.

– Cartaceo: lo promuoviamo soprattutto sul territorio dell’autore organizzando presentazioni, eventi, reading in collaborazione con le associazioni del posto. I testi arrivano anche ai blogger che hanno scelto di collaborare con noi e vengono quindi segnalati e recensiti. È prevista anche la collaborazione con le testate giornalistiche che fanno riferimento al territorio in cui vive l’autore.

– Ebook: per l’ebook si continua a seguire la stessa linea di promozione e, allo stesso tempo, si usano maggiormente i social (TUTTI i social, perché non esiste solo Facebook). Per quanto riguarda Facebook in particolare, oltre a un vero e proprio calendario di promozione nei gruppi letterari e nella pagina ufficiale della casa editrice, i libri fruiscono della sponsorizzazione a pagamento a carico dell’editore. A turno, tutti i titoli vengono promossi. Sono previsti anche giveaway e altre forme di collaborazione con i blog.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio? Gli autori sono fondamentali nella promozione del libro. Se non ci crede l’autore perché dovrei crederci io come editore? Se poi al contrario un autore pensa di diventare ricco col primo libro pubblicato o di aver scritto il capolavoro del secolo, forse avrà qualche amara delusione. L’umiltà deve venire prima di tutto.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la politica della Vs casa editrice in merito? Come si sentono i Vs autori  dopo essere usciti dal ‘confronto’ con l’editor? Fino a questo momento non abbiamo mai avuto problemi: l’editing è sempre svolto insieme all’autore che, passo passo, si rende conto di ogni cambiamento sul testo e ne è lui stesso l’artefice dietro i consigli dell’editor. Non operiamo una forma di editing invasivo: se il testo ha bisogno di essere completamente rifatto per essere pubblicato, preferiamo non accettarlo. Snaturare un libro non è mai una buona idea.

Avete un parco lettori affezionati che compra tutto quello che pubblicate? Tra voi e il vostro “fanclub” esiste interazione? Attraverso social network o cosa? Siamo ancora troppo giovani per parlare di fanclub (siamo nati ad aprile) però è vero che abbiamo già dei lettori affezionati che ci seguono con passione e che sono molto attivi sui social. Ancora più stretta è la relazione con coloro che partecipano ai nostri eventi: con questi ultimi è avvenuta una conoscenza de visu che ha naturalmente reso più saldo il legame.

A chi si stesse in questo periodo preparando per aprire una piccola realtà editoriale, cosa consigliereste? E agli autori in cerca di editore? È un mestiere in cui non ci si può improvvisare. È necessario avere un minimo di conoscenza del settore. Essere stato prima un autore mi ha aiutato molto nel percorso che mi ha portato a trovarmi dall’altra parte, a essere editore. Il mondo dell’editoria è una giungla, bisogna sapersi destreggiare e fare i conti con una concorrenza agguerrita.

Grazie per averci concesso questa intervista.

ANGELA DI BARTOLO PRESENTA LA STAGIONE DEL RITORNO A STRANIMONDI

Pubblicato: 7 ottobre 2015 da amnerisdicesare in presentazioni

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Angela Di Bartolo e Runa Editrice presentano:

La Stagione del Ritorno (Runa Editrice), fantasy epico ma non troppo.
Lo presenterò sabato 10.10 alle 15 a Milano nell’ambito del Festival letterario Stranimondi (relatrice Pia Ferrara)
Link di acquisto (trovate anche un’anteprima) http://www.runaeditrice.it/…/77/virtuemart_category…/17.html
Se a qualcuno interessa, vi lascio il link a una delle recensioni:
http://www.lastambergadeilettori.com/…/la-stagione-del-rito…
Quarta di copertina:
Nelle Terre d’Oriente si verificano strani delitti. Savìla e Lirian se ne addossano a vicenda la colpa. Diffidenza e sospetto si spargono come un veleno, dopo secoli di pace si torna a parlare di guerra. Pochi sanno che è un altro, il nemico: un’ombra maligna che penetra le menti degli uomini, che fa leva sul loro orgoglio per asservirli, per spingere i popoli a uno scontro totale.
E la guerra esploderà, feroce fino alla barbarie, coinvolgendo tutte le Terre d’Oriente. L’unica speranza è un fiore d’argento, un talismano che solo un uomo potrà ritrovare.
Sarà un cammino sull’orlo dell’abisso, un arduo viaggio per luoghi remoti ma anche all’interno di sé, a confronto coi propri demoni in una lotta dall’esito mai scontato.
La Stagione del Ritorno è la storia di una discesa all’inferno e di una faticosa risalita, in un difficile percorso di maturazione di individui e popoli verso un nuovo equilibrio.
Universo fantastico e realistico insieme, quello de “La Stagione del Ritorno” è un mondo dai tratti rinascimentali e mediterranei dove re e contadini, servitori e maghi si muovono tra intrighi di corte e incantesimi, creature del male e battaglie, eroismo e tradimento.
Una storia a più voci narrata con una sensibilità moderna, attenta alle dinamiche interiori e interpersonali, agli interrogativi etici, ai conflitti, ai simboli.
Un fantasy non convenzionale rivolto a lettori che amino immergersi in mondi complessi, lettori in cerca non solo di evasione, ma anche di stimoli di riflessione sui grandi temi dell’esistenza umana.

SUL ROMANCE: DIECI DOMANDE A FRANCESCO MASTINU

Pubblicato: 5 ottobre 2015 da amnerisdicesare in scrivere

Sono Solo Scarabocchi

12023159_10207772736907589_598791134_nFrancesco Mastinu è nato nel 1980 sotto il segno dell’Acquario e vive a Cagliari, vicino al mare. Convive con il suo compagno e spera ancora di poterlo sposare anche se si trovano entrambi in Italia, ha sempre i 4 gatti a sovraintendere ogni sua attività quotidiana. Dopo aver pubblicato numerosi racconti in antologie collettive di alcuni editori italiani, ed essersi dilettato con il genere erotico sotto pseudonimo, ha ufficialmente esordito con il romanzo  “Eclissi” (Lettere Animate, 2012) seguito poi da “Polvere” (Runa Editrice, 2014) e la raccolta di racconti brevi “Concatenazioni” (Edizioni 6Pollici, 2014). “Falene” è il suo terzo romanzo, il primo della serie “Emozioni del nostro tempo” edito per Amarganta, uscito a settembre 2015. Collabora con l’editore Amarganta per la collana Amarganta LGBT e per la gestione del portale “Vite Arcobaleno”. Il suo blog: http://www.jfmastinu.wordpress.com  

Perché scrivere gay romance, e MM? Perché romance e non un altro genere? Io rovescerei la domanda:…

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INTERVISTA A MARIO MANCINI, CO-FONDATORE DI GOWARE

Pubblicato: 28 settembre 2015 da amnerisdicesare in FIAE, GOWARE, INTERVISTE

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Indicazioni per l’invio dei testi.

Inviarci le proposte è molto semplice, abbiamo un form da compilare sul nostro sito a questo link: http://www.goware-apps.com/contatti/

Basta inviare un assaggio del proprio manoscritto con sinossi e indice. Chiediamo anche due righe in cui vengono specificati genere e titolo provvisorio e qualche informazione sull’autore.

Fare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada, quando in tanti stanno decidendo o pensando di chiudere? L’editore è diventato il mestiere più difficile del mondo dopo il ristoratore, lo dice l’Economist. L’editoria si basava su un equilibrio e su un ecosistema fragilissimo che l’avvento della rete ha scardinato alle radici. Come succede spesso, la distruzione di un equilibrio genera delle opportunità, apre delle nuove strade. La nuova strada si chiama ebook e non è solo un differente modo di distribuire un contenuto clonato da un libro. È un nuovo ecosistema per tutti i soggetti di questa industria; un ecosistema che andrà anche a mutare il modo in cui si raccontano le storie, si divulgano le conoscenze e si apprende qualcosa. In questo nuovo scenario c’è molto da fare, da innovare e da inventare e sappiamo che queste tre azioni sono enormemente motivanti e danno anche il senso di una missione. La strada è tutta in salita, ma se riusciamo a percorrerla ci sarà una ricompensa anche economica.

Siete editori NOEAP e DIGITALI. Perché la scelta di puntare solo sugli ebook e non sul cartaceo (a parte la onorabilissima giustificazione di non voler contribuire al disboscamento della Foresta Amazzonica)? Come ti dicevo sopra, l’ebook non è una scelta, è quello che sarà il libro tra qualche anno e se vuoi continuare a pubblicare libri devi saper fare gli ebook, devi capire come funzionano i nuovi media e come devi confezionare i contenuti per questi media. Di fronte all’editore c’è questo, non c’è altro.

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente? La difficoltà più grande è che il grande pubblico non è ancora preparato a migrare dalla libreria e dalla pagina stampata verso l’e-commerce e la lettura sullo schermo. Vediamo che ci sono delle persone che preferiscono recarsi in libreria per ordinare un libro print-on-demand e attendere tre settimane invece che ordinarlo su Amazon o su IBS. Non è un comportamento razionale, ma ormai sappiamo che i comportamenti razionali in economia sono rari. Un’altra difficoltà è la resistenza dei grandi editori – per carità, comprensibile – ad abbracciare gli ebook. I grandi libri li hanno ancora i grandi editori e se la loro reperibilità in ebook è problematica o il costo è spropositato, addio ebook. Nei mercati leader come gli USA e il Regno Unito l’ebook retrocede perché gli editori che contano non lo vogliono spingere. Questo è anche un bene per certi versi, perché lascia spazio alla nuova editoria degli autopubblicati e degli indipendenti.

E le soddisfazioni più grosse? La soddisfazione più grossa è che alle 2 del pomeriggio chiudi un ebook e dopo tre ore lo trovi su Amazon in vendita. Nell’editoria tradizionale passava un mese prima di vederlo in libreria. Si potrebbe pensare di fare un ebook-quotidiano con l’analisi degli avvenimenti del giorno. Solo su questo si potrebbe costruire una narrazione.

Il digitale “paga”? Come fa a pagare se l’ebook è il 5% del mercato? Il fatturato annuo dell’ebook in Italia è quello di un centro commerciale in un weekend prenatalizio.  È tutto un investimento. I ritorni ci saranno se siamo intelligenti e resilienti.

Nel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l’editoria? Quello di un iPad.

Con quali criteri scegliete di pubblicare un manoscritto? Scegliamo quello che ci piace. Cerchiamo anche molto. Osservando il mercato vengono un sacco di idee. Nella saggistica siamo noi a scegliere degli argomenti e a rintracciare le persone che potrebbero svilupparli. Nella narrativa, invece, ci sono i lettori dell’agenzia letteraria Thèsis Contents con i quali collaboriamo. Sono molto selettivi e alla fine dispiace mandare via qualcuno, ma non possiamo pubblicare tutti, anche se vorremmo.

Quali sono i generi che prendete in considerazione per un’eventuale pubblicazione, e quali quelli a cui invece assolutamente non siete interessati? Siamo interessati a tutti i generi. Più che al genere guardiamo alla qualità della scrittura, al valore della struttura e alle innovazioni che ci vengono proposte nel modo di costruire le storie. I generi con lo streaming sono in via di superamento, poiché chi frequenta le piattaforme di streaming è molto curioso. È proprio la curiosità che rivoluzionerà tutto.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti? Da chiunque ovviamente. Lavoriamo con agenzie e siamo in qualche modo espressione di un’agenzia, Thèsis Contents appunto.

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto? Molti sono noiosi. C’è troppa poca sperimentazione, si tende a imitare gli autori in voga. In genere ogni manoscritto ha qualche spunto interessante, ma alle volte si perde tra le erbacce.

E nella lettera che accompagna l’elaborato? L’eccessivo formalismo e alle volte sono insopportabilmente lunghe. L’editore non è la RAI, ha poche persone e ad andare veloci si leggono 250 parole al minuto. Il tempo è la risorsa che manca.

E nella sinossi? La sinossi deve essere scritta come un testo pubblicitario, deve smuovere qualcosa. Gli americani lo chiamano “Elevator pitch”: hai il tempo che l’ascensore impiega dal piano terra al quinto piano per convincermi a pigliarti. Non ti disperdere!

Promozione e marketing: come vi muovete e cosa fate per promuovere e di conseguenza vendere il libro che avete deciso di pubblicare? Bella domanda. Se qualcuno sa quello che funziona davvero, fa bene a dircelo. Alle volte fai poco e ti ritrovi nelle classifiche. Credo che due cose funzionino bene. La rete di relazioni dell’autore e l’inserimento del titolo nelle promozioni di Amazon. Sul resto non saprei davvero che cosa dire, anche se la nostra organizzazione fa tutto quello che deve essere fatto con le due persone dedicate alla promozione.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio? Non potrebbero. D E V O N O. Nei nuovi media sono loro la prima donna. Se vai per strada e chiedi il nome di un editore, forse raccogli un nome. Se chiedi di scrittori, porti a casa un bottino maggiore. L’autore è la killer app.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la politica della Vs casa editrice in merito? Come si sentono i Vs autori dopo essere usciti dal ‘confronto’ con l’editor? I nostri editor hanno l’ordine di rispettare il lavoro dell’autore e di intervenire solo laddove l’autore ha avuto un calo di attenzione, cosa che succede in tutti i mestieri. Laddove c’è quel calo nella lingua, nello stile, nel lessico, nel plot l’editor è vigile come il navigatore in una gara di Rally. Chi guida però è l’autore.

Avete un parco lettori affezionati che compra tutto quello che pubblicate? Tra voi e il vostro “fanclub” esiste interazione? Attraverso social network o cosa? Abbiamo delle persone che ci seguono o meglio seguono gli autori. L’editore fa poco d’interessante per essere seguito. Ci inventiamo qualcosa per tenere sveglia la platea, ma le distrazioni oggi sono tante e tra un po’ c’è anche Netflix.

A chi si stesse in questo periodo preparando per aprire una piccola realtà editoriale, cosa consigliereste? E agli autori in cerca di editore? Gli consiglierei di cercare del capitale di rischio che copra l’attività per almeno cinque anni. Agli autori direi: scrivete delle storie adatte ai nuovi media e evitate di scrivere Guerra e Pace o I miserabili.

I vostri titoli di prossima uscita? Abbiamo in programma 5 nuovi titoli di saggistica e 5 di narrativa. Tra questi ultimi, il nuovo romanzo del “duo scrittorio” composto da Laura Costantini e Loredana Falcone, Ricardo y Carolina. Questa volta le due scrittrici ci portano nel cuore della revolución, nel Messico di Benito Juárez, e ci fanno scoprire una figura femminile straordinaria, decisa a rischiare vita e onore in nome di un’idea di emancipazione che precorre i tempi e in nome di un amore che la conduce alla fuga verso la libertà. Preparate gli ereader, e i fazzoletti.

Grazie per averci concesso questa intervista.

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INTERVISTA A LUCIANO SARTIRANA, EDIZIONI DEL GATTACCIO

Pubblicato: 21 settembre 2015 da amnerisdicesare in FIAE, INTERVISTE

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Le Edizioni del Gattaccio sono nate nel 2008 per pubblicare narrative e saggistica sociale su e-book, ma siamo subito passati ai libri stampati perché le richieste su carta erano molte e quelle degli e-book no. Il fondatore e il direttore editoriale sono io, e mi avvalgo di singoli collaboratori su funzioni specifiche. In seguiti ci si è allargati a sport, teatro, poesia, viaggi e nomadismi. L’intento è quello di privilegiare stili di scrittura innovativi e, in secondo luogo, raccontare naturalmente qualcosa che ancora non è stato raccontato.

Indicazioni per l’invio dei testi.  Sempre per e-mail con allegato Pdf o Doc. Graditissime una breve biografia e la sinossi, che concorrono anche loro alla scelta… se sono scritte male, anche l’interesse per il testo precipita. Come minimo leggiamo le prime 30 pagine di ogni testo pervenuto, una quota sufficiente a decidere se proseguire la lettura o smettere.  Comunque, per tutto il 2015 sappiamo già chi pubblicare.

Fare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada, quando in tanti stanno decidendo o pensando di chiudere? Per incoscienza, idealismo, fiducia negli scrittori nascosti, fiducia nei lettori nascosti,  sfida intellettuale, lotta donchisciottesca all’ignoranza e alla superficialità. Fare libri ci dà comunque la possibilità e l’autorevolezza per fare molte altre cose (corsi, seminari e laboratori in aula e on line, eventi, teatro, progetti di comunicazione, ghost writing) che ci permettono di incamerare del bottino nei periodi in cui i libri rallentano un po’.   

Siete editori NOEAP e DIGITALI. Perché la scelta di puntare solo sugli ebook e non sul cartaceo (a parte la onorabilissima giustificazione di non voler contribuire al disboscamento della Foresta Amazzonica)? Come ho detto prima, e rinnegando le intenzioni originali, facciamo anche libri cartacei. Ne vendiamo molti di più rispetto agli e-book. 

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente? Nella nostra Hit Parade dei problemi, al terzo posto c’è il ricevere troppi manoscritti. Al secondo il farci tenere stabilmente in considerazione da parte dei media. Il primo posto va indiscutibilmente alla distribuzione, perché una casa editrice piccola come la nostra fa fatica a finire nelle librerie… una situazione ben esplicata da un distributore, l’anno scorso, in un colloquio telefonico: “Francamente, caro amico… chi cazzo siete?”. Ma noi – che siamo astuti oltre ogni apparenza – abbiamo ovviato tenendo contatti diretti con alcune librerie amiche e soprattutto vendendo i nostri libri tramite il nostro sito. Un lettore li acquista pagando con PayPal, carta di credito o bonifico e noi gli mandiamo subito il libro. La spedizione è a nostre spese.

E le soddisfazioni più grosse? Sicuramente il fatto di non essere in passivo. Poi, che più di un nostro autore o una nostra autrice siano stati intervistati (anche in Rai, su Sky e tanta stampa) e recensiti, oltre che venduti. E che ormai raramente devo spiegare cosa sono le Edizioni del Gattaccio.    

Il digitale “paga”? No. Negli ultimi due anni le vendite di nostri e-book sono aumentate, ma siamo sempre a quote basse. Da un lato ci stiamo impegnando per capire sempre meglio questo ambito. Dall’altro devi farti notare in un oceano di e-book autopubblicati da sedicenti geni della scrittura, che li vendono a pochi centesimi pensando che la gente compri libri solo perché costano poco. Se costano poco valgono anche poco… ma è difficile uscire da questo equivoco epocale.   

Nel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l’editoria? Può essere anche quella di oggi, con tutte le difficoltà di cui sopra. Quello che vorrei avere è la cultura diffusa e il numero di lettori di Germania, Svezia, Francia.   

Con quali criteri scegliete di pubblicare un manoscritto? In primis, assolutamente, stile originale e personale. Poi contenuti inediti e insoliti. 

Quali sono i generi che prendete in considerazione per un’eventuale pubblicazione, e quali quelli a cui invece assolutamente non siete interessati? Sì a narrativa, saggistica sociale e storica, testi teatrali, raccolte di poesia, narrazioni sullo sport o biografiche, scelte di vita alternative, riflessioni sulla scrittura. No a letteratura per bambini e ragazzi, fantasy, horror, comici o presunti tali, manuali su come avere molte barche o molte fidanzate, spiritualità varia, banalità da guru.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti? Da chiunque, compresi agenti di polizia e agenti segreti. E, per ciò che riguarda gli agenti letterari, dal 2008 ci hanno contattato in due.

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto? La prolissità, i luoghi comuni, il voler assomigliare a qualcuno che ha avuto successo.

E nella lettera che accompagna l’elaborato? L’autoincensamento di maniera. Ci arrivano lettere dove l’autore parla di sé in terza persona e aggiunge che costui scrive in modo eccelso, moderno, mirabile, accattivante. E, accennando alla trama – qualsiasi trama – si incontrano cose come “In un crescendo di tensione, la psicologia dei personaggi è messa a dura prova dalla vita e dalle circostanze, fino ad arrivare a un finale inaspettato e che fa pensare”. Questa è autentica…

E nella sinossi? Come sopra, ma in un’altra forma: moltiplicando gli aggettivi, molti scrivono del viaggio nella trascendenza, del turbine dei sentimenti estremi, della messa in discussione dei valori condivisi, della sperimentazione senza tabù dei propri corpi… senza dire un tubo di cosa di fatto succede nella storia.

Promozione e marketing: come vi muovete e cosa fate per promuovere e di conseguenza vendere il libro che avete deciso di pubblicare?
Al punto zero
c’è la nostra presenza continua sui Social, in modo che il profilo delle Edizioni del Gattaccio permanga nella mente altrui, la perseguiti senza farsene accorgere, si insinui nei desideri di lettura più intimi come molecole di ossigeno. Puntiamo a capire prima possibile le aspettative di chi legge, quando ancora non sa di avere un nostro romanzo piantato fra l’aorta e l’intenzione.
Al punto uno, cerchiamo e creiamo parole che parlino del libro già in modo spettacolare, costruendone immagine e contenuto nella maniera più originale e peculiare possibile.
Al punto due torniamo sui Social a parlare del libro, non disdegnando ordigni come AdWords e Twitter attraverso inserzioni a pagamento. Stessa cosa per gruppi di lettura e altre radure telematiche.
Al punto tre cerchiamo di far conoscere il libro e l’autrice di persona con eventi, presentazioni, interviste sui media. Stiamo dando sempre più importanza alla traduzione dei libri in occasioni teatrali. Ne vedrete presto delle belle.
Al punto quattro c’è un livello della massima segretezza, dove una specifica e addestrata Forza da Tasca sta elaborando cose d’avanguardia del genere dada-mob e anarco-situazionista. E che naturalmente non vado a raccontare in giro adesso.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio? Sono contentissimo di come ciascuna autrice e ciascun autore si sia messo d’impegno, sia on line che dal vivo e immaginando cose, non avrei potuto chiedere di meglio. D’altra parte, l’interesse è lo stesso e la barca anche.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la  politica della Vs casa editrice  in merito? Come si sentono i Vs autori  dopo essere usciti dal ‘confronto’ con l’editor? Cerchiamo di scegliere testi già perfetti e autrici e autori che sanno scrivere alla grande. I nostri interventi di editing si sono sempre limitati alla caccia al refuso. Effettuare editing troppo invasivi o estesi si scontrerebbe – oltre che con le difese di chi scrive – con il poco denaro per pagare chi dovrebbe farlo, e con  la nostra stessa pigrizia. Se un testo ci piace ma c’è ancora da lavorarci, lasciamo perdere.

Avete un parco lettori affezionati che compra tutto quello che pubblicate? No. Ma c’è un’area di persone sparse che ha comprato dai due ai sei nostri testi.

Tra voi e il vostro “fanclub” esiste interazione? Attraverso social network o cosa? Non in particolare. Ma tra Facebook e le e-mail c’è un rapporto positivo – sia pur frammentato e incostante nel tempo – con un bel po’ di bella gente con cui è piacevole interagire.

A chi si stesse in questo periodo preparando per aprire una piccola realtà editoriale, cosa consigliereste?  In senso del tutto strumentale (meno concorrenti ho e meglio mi va…!) direi: lascia perdere. Più in positivo, consiglierei di trovare una propria originale e riconoscibile identità, un’unicità sia di contenuti da pubblicare che di modi di promuoversi.

E agli autori in cerca di editore? Leggete moltissimo, sappiate scrivere e immaginare, non abbiate fretta, non abbattetevi e pensate al vostro prossimo libro.

Grazie per averci concesso questa intervista. De nada!

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