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INTERVISTA A MARIO MANCINI, CO-FONDATORE DI GOWARE

Pubblicato: 28 settembre 2015 da amnerisdicesare in FIAE, GOWARE, INTERVISTE

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Indicazioni per l’invio dei testi.

Inviarci le proposte è molto semplice, abbiamo un form da compilare sul nostro sito a questo link: http://www.goware-apps.com/contatti/

Basta inviare un assaggio del proprio manoscritto con sinossi e indice. Chiediamo anche due righe in cui vengono specificati genere e titolo provvisorio e qualche informazione sull’autore.

Fare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada, quando in tanti stanno decidendo o pensando di chiudere? L’editore è diventato il mestiere più difficile del mondo dopo il ristoratore, lo dice l’Economist. L’editoria si basava su un equilibrio e su un ecosistema fragilissimo che l’avvento della rete ha scardinato alle radici. Come succede spesso, la distruzione di un equilibrio genera delle opportunità, apre delle nuove strade. La nuova strada si chiama ebook e non è solo un differente modo di distribuire un contenuto clonato da un libro. È un nuovo ecosistema per tutti i soggetti di questa industria; un ecosistema che andrà anche a mutare il modo in cui si raccontano le storie, si divulgano le conoscenze e si apprende qualcosa. In questo nuovo scenario c’è molto da fare, da innovare e da inventare e sappiamo che queste tre azioni sono enormemente motivanti e danno anche il senso di una missione. La strada è tutta in salita, ma se riusciamo a percorrerla ci sarà una ricompensa anche economica.

Siete editori NOEAP e DIGITALI. Perché la scelta di puntare solo sugli ebook e non sul cartaceo (a parte la onorabilissima giustificazione di non voler contribuire al disboscamento della Foresta Amazzonica)? Come ti dicevo sopra, l’ebook non è una scelta, è quello che sarà il libro tra qualche anno e se vuoi continuare a pubblicare libri devi saper fare gli ebook, devi capire come funzionano i nuovi media e come devi confezionare i contenuti per questi media. Di fronte all’editore c’è questo, non c’è altro.

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente? La difficoltà più grande è che il grande pubblico non è ancora preparato a migrare dalla libreria e dalla pagina stampata verso l’e-commerce e la lettura sullo schermo. Vediamo che ci sono delle persone che preferiscono recarsi in libreria per ordinare un libro print-on-demand e attendere tre settimane invece che ordinarlo su Amazon o su IBS. Non è un comportamento razionale, ma ormai sappiamo che i comportamenti razionali in economia sono rari. Un’altra difficoltà è la resistenza dei grandi editori – per carità, comprensibile – ad abbracciare gli ebook. I grandi libri li hanno ancora i grandi editori e se la loro reperibilità in ebook è problematica o il costo è spropositato, addio ebook. Nei mercati leader come gli USA e il Regno Unito l’ebook retrocede perché gli editori che contano non lo vogliono spingere. Questo è anche un bene per certi versi, perché lascia spazio alla nuova editoria degli autopubblicati e degli indipendenti.

E le soddisfazioni più grosse? La soddisfazione più grossa è che alle 2 del pomeriggio chiudi un ebook e dopo tre ore lo trovi su Amazon in vendita. Nell’editoria tradizionale passava un mese prima di vederlo in libreria. Si potrebbe pensare di fare un ebook-quotidiano con l’analisi degli avvenimenti del giorno. Solo su questo si potrebbe costruire una narrazione.

Il digitale “paga”? Come fa a pagare se l’ebook è il 5% del mercato? Il fatturato annuo dell’ebook in Italia è quello di un centro commerciale in un weekend prenatalizio.  È tutto un investimento. I ritorni ci saranno se siamo intelligenti e resilienti.

Nel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l’editoria? Quello di un iPad.

Con quali criteri scegliete di pubblicare un manoscritto? Scegliamo quello che ci piace. Cerchiamo anche molto. Osservando il mercato vengono un sacco di idee. Nella saggistica siamo noi a scegliere degli argomenti e a rintracciare le persone che potrebbero svilupparli. Nella narrativa, invece, ci sono i lettori dell’agenzia letteraria Thèsis Contents con i quali collaboriamo. Sono molto selettivi e alla fine dispiace mandare via qualcuno, ma non possiamo pubblicare tutti, anche se vorremmo.

Quali sono i generi che prendete in considerazione per un’eventuale pubblicazione, e quali quelli a cui invece assolutamente non siete interessati? Siamo interessati a tutti i generi. Più che al genere guardiamo alla qualità della scrittura, al valore della struttura e alle innovazioni che ci vengono proposte nel modo di costruire le storie. I generi con lo streaming sono in via di superamento, poiché chi frequenta le piattaforme di streaming è molto curioso. È proprio la curiosità che rivoluzionerà tutto.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti? Da chiunque ovviamente. Lavoriamo con agenzie e siamo in qualche modo espressione di un’agenzia, Thèsis Contents appunto.

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto? Molti sono noiosi. C’è troppa poca sperimentazione, si tende a imitare gli autori in voga. In genere ogni manoscritto ha qualche spunto interessante, ma alle volte si perde tra le erbacce.

E nella lettera che accompagna l’elaborato? L’eccessivo formalismo e alle volte sono insopportabilmente lunghe. L’editore non è la RAI, ha poche persone e ad andare veloci si leggono 250 parole al minuto. Il tempo è la risorsa che manca.

E nella sinossi? La sinossi deve essere scritta come un testo pubblicitario, deve smuovere qualcosa. Gli americani lo chiamano “Elevator pitch”: hai il tempo che l’ascensore impiega dal piano terra al quinto piano per convincermi a pigliarti. Non ti disperdere!

Promozione e marketing: come vi muovete e cosa fate per promuovere e di conseguenza vendere il libro che avete deciso di pubblicare? Bella domanda. Se qualcuno sa quello che funziona davvero, fa bene a dircelo. Alle volte fai poco e ti ritrovi nelle classifiche. Credo che due cose funzionino bene. La rete di relazioni dell’autore e l’inserimento del titolo nelle promozioni di Amazon. Sul resto non saprei davvero che cosa dire, anche se la nostra organizzazione fa tutto quello che deve essere fatto con le due persone dedicate alla promozione.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio? Non potrebbero. D E V O N O. Nei nuovi media sono loro la prima donna. Se vai per strada e chiedi il nome di un editore, forse raccogli un nome. Se chiedi di scrittori, porti a casa un bottino maggiore. L’autore è la killer app.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la politica della Vs casa editrice in merito? Come si sentono i Vs autori dopo essere usciti dal ‘confronto’ con l’editor? I nostri editor hanno l’ordine di rispettare il lavoro dell’autore e di intervenire solo laddove l’autore ha avuto un calo di attenzione, cosa che succede in tutti i mestieri. Laddove c’è quel calo nella lingua, nello stile, nel lessico, nel plot l’editor è vigile come il navigatore in una gara di Rally. Chi guida però è l’autore.

Avete un parco lettori affezionati che compra tutto quello che pubblicate? Tra voi e il vostro “fanclub” esiste interazione? Attraverso social network o cosa? Abbiamo delle persone che ci seguono o meglio seguono gli autori. L’editore fa poco d’interessante per essere seguito. Ci inventiamo qualcosa per tenere sveglia la platea, ma le distrazioni oggi sono tante e tra un po’ c’è anche Netflix.

A chi si stesse in questo periodo preparando per aprire una piccola realtà editoriale, cosa consigliereste? E agli autori in cerca di editore? Gli consiglierei di cercare del capitale di rischio che copra l’attività per almeno cinque anni. Agli autori direi: scrivete delle storie adatte ai nuovi media e evitate di scrivere Guerra e Pace o I miserabili.

I vostri titoli di prossima uscita? Abbiamo in programma 5 nuovi titoli di saggistica e 5 di narrativa. Tra questi ultimi, il nuovo romanzo del “duo scrittorio” composto da Laura Costantini e Loredana Falcone, Ricardo y Carolina. Questa volta le due scrittrici ci portano nel cuore della revolución, nel Messico di Benito Juárez, e ci fanno scoprire una figura femminile straordinaria, decisa a rischiare vita e onore in nome di un’idea di emancipazione che precorre i tempi e in nome di un amore che la conduce alla fuga verso la libertà. Preparate gli ereader, e i fazzoletti.

Grazie per averci concesso questa intervista.

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INTERVISTA A LUCIANO SARTIRANA, EDIZIONI DEL GATTACCIO

Pubblicato: 21 settembre 2015 da amnerisdicesare in FIAE, INTERVISTE

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Le Edizioni del Gattaccio sono nate nel 2008 per pubblicare narrative e saggistica sociale su e-book, ma siamo subito passati ai libri stampati perché le richieste su carta erano molte e quelle degli e-book no. Il fondatore e il direttore editoriale sono io, e mi avvalgo di singoli collaboratori su funzioni specifiche. In seguiti ci si è allargati a sport, teatro, poesia, viaggi e nomadismi. L’intento è quello di privilegiare stili di scrittura innovativi e, in secondo luogo, raccontare naturalmente qualcosa che ancora non è stato raccontato.

Indicazioni per l’invio dei testi.  Sempre per e-mail con allegato Pdf o Doc. Graditissime una breve biografia e la sinossi, che concorrono anche loro alla scelta… se sono scritte male, anche l’interesse per il testo precipita. Come minimo leggiamo le prime 30 pagine di ogni testo pervenuto, una quota sufficiente a decidere se proseguire la lettura o smettere.  Comunque, per tutto il 2015 sappiamo già chi pubblicare.

Fare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada, quando in tanti stanno decidendo o pensando di chiudere? Per incoscienza, idealismo, fiducia negli scrittori nascosti, fiducia nei lettori nascosti,  sfida intellettuale, lotta donchisciottesca all’ignoranza e alla superficialità. Fare libri ci dà comunque la possibilità e l’autorevolezza per fare molte altre cose (corsi, seminari e laboratori in aula e on line, eventi, teatro, progetti di comunicazione, ghost writing) che ci permettono di incamerare del bottino nei periodi in cui i libri rallentano un po’.   

Siete editori NOEAP e DIGITALI. Perché la scelta di puntare solo sugli ebook e non sul cartaceo (a parte la onorabilissima giustificazione di non voler contribuire al disboscamento della Foresta Amazzonica)? Come ho detto prima, e rinnegando le intenzioni originali, facciamo anche libri cartacei. Ne vendiamo molti di più rispetto agli e-book. 

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente? Nella nostra Hit Parade dei problemi, al terzo posto c’è il ricevere troppi manoscritti. Al secondo il farci tenere stabilmente in considerazione da parte dei media. Il primo posto va indiscutibilmente alla distribuzione, perché una casa editrice piccola come la nostra fa fatica a finire nelle librerie… una situazione ben esplicata da un distributore, l’anno scorso, in un colloquio telefonico: “Francamente, caro amico… chi cazzo siete?”. Ma noi – che siamo astuti oltre ogni apparenza – abbiamo ovviato tenendo contatti diretti con alcune librerie amiche e soprattutto vendendo i nostri libri tramite il nostro sito. Un lettore li acquista pagando con PayPal, carta di credito o bonifico e noi gli mandiamo subito il libro. La spedizione è a nostre spese.

E le soddisfazioni più grosse? Sicuramente il fatto di non essere in passivo. Poi, che più di un nostro autore o una nostra autrice siano stati intervistati (anche in Rai, su Sky e tanta stampa) e recensiti, oltre che venduti. E che ormai raramente devo spiegare cosa sono le Edizioni del Gattaccio.    

Il digitale “paga”? No. Negli ultimi due anni le vendite di nostri e-book sono aumentate, ma siamo sempre a quote basse. Da un lato ci stiamo impegnando per capire sempre meglio questo ambito. Dall’altro devi farti notare in un oceano di e-book autopubblicati da sedicenti geni della scrittura, che li vendono a pochi centesimi pensando che la gente compri libri solo perché costano poco. Se costano poco valgono anche poco… ma è difficile uscire da questo equivoco epocale.   

Nel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l’editoria? Può essere anche quella di oggi, con tutte le difficoltà di cui sopra. Quello che vorrei avere è la cultura diffusa e il numero di lettori di Germania, Svezia, Francia.   

Con quali criteri scegliete di pubblicare un manoscritto? In primis, assolutamente, stile originale e personale. Poi contenuti inediti e insoliti. 

Quali sono i generi che prendete in considerazione per un’eventuale pubblicazione, e quali quelli a cui invece assolutamente non siete interessati? Sì a narrativa, saggistica sociale e storica, testi teatrali, raccolte di poesia, narrazioni sullo sport o biografiche, scelte di vita alternative, riflessioni sulla scrittura. No a letteratura per bambini e ragazzi, fantasy, horror, comici o presunti tali, manuali su come avere molte barche o molte fidanzate, spiritualità varia, banalità da guru.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti? Da chiunque, compresi agenti di polizia e agenti segreti. E, per ciò che riguarda gli agenti letterari, dal 2008 ci hanno contattato in due.

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto? La prolissità, i luoghi comuni, il voler assomigliare a qualcuno che ha avuto successo.

E nella lettera che accompagna l’elaborato? L’autoincensamento di maniera. Ci arrivano lettere dove l’autore parla di sé in terza persona e aggiunge che costui scrive in modo eccelso, moderno, mirabile, accattivante. E, accennando alla trama – qualsiasi trama – si incontrano cose come “In un crescendo di tensione, la psicologia dei personaggi è messa a dura prova dalla vita e dalle circostanze, fino ad arrivare a un finale inaspettato e che fa pensare”. Questa è autentica…

E nella sinossi? Come sopra, ma in un’altra forma: moltiplicando gli aggettivi, molti scrivono del viaggio nella trascendenza, del turbine dei sentimenti estremi, della messa in discussione dei valori condivisi, della sperimentazione senza tabù dei propri corpi… senza dire un tubo di cosa di fatto succede nella storia.

Promozione e marketing: come vi muovete e cosa fate per promuovere e di conseguenza vendere il libro che avete deciso di pubblicare?
Al punto zero
c’è la nostra presenza continua sui Social, in modo che il profilo delle Edizioni del Gattaccio permanga nella mente altrui, la perseguiti senza farsene accorgere, si insinui nei desideri di lettura più intimi come molecole di ossigeno. Puntiamo a capire prima possibile le aspettative di chi legge, quando ancora non sa di avere un nostro romanzo piantato fra l’aorta e l’intenzione.
Al punto uno, cerchiamo e creiamo parole che parlino del libro già in modo spettacolare, costruendone immagine e contenuto nella maniera più originale e peculiare possibile.
Al punto due torniamo sui Social a parlare del libro, non disdegnando ordigni come AdWords e Twitter attraverso inserzioni a pagamento. Stessa cosa per gruppi di lettura e altre radure telematiche.
Al punto tre cerchiamo di far conoscere il libro e l’autrice di persona con eventi, presentazioni, interviste sui media. Stiamo dando sempre più importanza alla traduzione dei libri in occasioni teatrali. Ne vedrete presto delle belle.
Al punto quattro c’è un livello della massima segretezza, dove una specifica e addestrata Forza da Tasca sta elaborando cose d’avanguardia del genere dada-mob e anarco-situazionista. E che naturalmente non vado a raccontare in giro adesso.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio? Sono contentissimo di come ciascuna autrice e ciascun autore si sia messo d’impegno, sia on line che dal vivo e immaginando cose, non avrei potuto chiedere di meglio. D’altra parte, l’interesse è lo stesso e la barca anche.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la  politica della Vs casa editrice  in merito? Come si sentono i Vs autori  dopo essere usciti dal ‘confronto’ con l’editor? Cerchiamo di scegliere testi già perfetti e autrici e autori che sanno scrivere alla grande. I nostri interventi di editing si sono sempre limitati alla caccia al refuso. Effettuare editing troppo invasivi o estesi si scontrerebbe – oltre che con le difese di chi scrive – con il poco denaro per pagare chi dovrebbe farlo, e con  la nostra stessa pigrizia. Se un testo ci piace ma c’è ancora da lavorarci, lasciamo perdere.

Avete un parco lettori affezionati che compra tutto quello che pubblicate? No. Ma c’è un’area di persone sparse che ha comprato dai due ai sei nostri testi.

Tra voi e il vostro “fanclub” esiste interazione? Attraverso social network o cosa? Non in particolare. Ma tra Facebook e le e-mail c’è un rapporto positivo – sia pur frammentato e incostante nel tempo – con un bel po’ di bella gente con cui è piacevole interagire.

A chi si stesse in questo periodo preparando per aprire una piccola realtà editoriale, cosa consigliereste?  In senso del tutto strumentale (meno concorrenti ho e meglio mi va…!) direi: lascia perdere. Più in positivo, consiglierei di trovare una propria originale e riconoscibile identità, un’unicità sia di contenuti da pubblicare che di modi di promuoversi.

E agli autori in cerca di editore? Leggete moltissimo, sappiate scrivere e immaginare, non abbiate fretta, non abbattetevi e pensate al vostro prossimo libro.

Grazie per averci concesso questa intervista. De nada!

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BUON COMPLEANNO FIAE!

Pubblicato: 21 novembre 2013 da amnerisdicesare in Buon compleanno, FIAE

fiaelogo#fiae #forumindipendenteautoriemergenti Oggi, il 21 novembre di otto anni fa (2005) alle ore 17:00 circa, si apriva il F.I.A.E. su FreeForumZone. con Fabio Musati. Otto anni di piccole e grandi soddisfazioni e tanta scrittura. Happy Birthday F.I.A.E. !!!

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http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it/f/79126/F-I-A-E-FORUM-INDIPENDENTE-AUTORI-EMERGENTI/forum.aspx

Era un pomeriggio uggioso, a Bologna. Questo me lo ricordo. E poi ricordo lo scambio di mail che io e Fabio Musati ci siamo inviati a partire dalla mattina, un po’ infernale anche per altri motivi. Eravamo delusi. Insoddisfatti, ecco. Forse è la parola giusta. Non avevamo ottenuto quello che desideravamo e ci stavamo chiedendo come fare, dove andare a cercarcelo, questo qualcosa nella scrittura che stavamo così tanto cercando.
Un attimo, tre parole: un forum di scrittura. Libero da sponsor, da capitani e condottieri, dove ognuno è gestore di se stesso e responsabile dei propri scritti.
Dove poterci scambiare idee, opinioni, link, manuali di scrittura reperibili online, senza sentirci bacchettare sulle dita per aver divulgato link esterni al forum in cui si partecipava.
Un posto davvero libero.
Un posto dove poter commentare senza l’imbarazzo o la paura di esser ritenuti spocchiosi, o peggio, invidiosi.
Un posto dove l’invidia era bandita e la critica spietata la regola.

E’ nato Fiae. In un attimo. Pochi click ed eccoci tutti insieme. Inizialmente eravamo in quattro. Poi siamo aumentati. Non tanto però. Ancora oggi non siamo più di una trentina. Tanti sono arrivati, hanno guardato “dentro” la parte “privata” e “nascosta” alla lettura che così tanto incuriosisce i lurkers, e poi, quando hanno capito che da noi si parlava solo di scrittura, si leggeva, si correggeva, si rieditava, si riscriveva e si ricorreggeva anche almeno dieci volte lo stesso testo, e che non c’erano liti, non c’erano flame, soprattutto non c’era gossip, beh, in tanti, dicevo, poi se ne sono andati. O li abbiamo invitati ad andarsene.
Non credevamo durasse neppure un mese, il Fiae. E invece dopo otto anni è ancora qui. Ogni tanto si sveglia, si ringalluzzisce, riprende a correre come un matto e poi si riaddormenta.
In otto anni, tutti gli iscritti che ancora sono dentro hanno pubblicato, senza pagare una lira, con piccole case editrici totalmente free.
In otto anni tanti hanno vinto premi letterari di una certa consistenza.
In otto anni tutti abbiamo imparato a conoscere il mondo dell’editoria, della scrittura e a riconoscerne i trucchi e gli intrighi.
In otto anni, siamo tutti amici, ci vogliamo bene, ci siamo conosciuti alle presentazioni dei libri e siamo una famiglia.
Otto anni di piccole, grandi – anzi grandissime – soddisfazioni.
Grazie F.I.A.E.
Grazie a tutti voi che ne fate parte.

CAMELOZAMPA LIBRERIA KM0 inaugura il 23 NOVEMBRE 2013

Pubblicato: 8 novembre 2013 da amnerisdicesare in FIAE, librerie indipendenti

Camelozampa è amica di Fiae da sempre. Siamo praticamente quasi nati insieme, Fiae e Camelozampa. E oggi ecco per noi una notizia in antemprima:

CAMELOZAMPA
LIBRERIA A KM0

INAUGURA SABATO 23 NOVEMBRE
A MONSELICE IN VIA MAIN 8
LA PRIMA LIBRERIA “DAL PRODUTTORE AL CONSUMATORE”

Cosa vuol dire Libreria a Km 0?

 1)     Da noi potrete trovare solo libri di editori indipendenti, che abbiamo selezionato per l’altissima qualità dei loro prodotti e per l’eticità nel modo di lavorare. Forse vi sorprenderà scoprire che esiste  un’offerta di libri di grande valore, che nelle librerie tradizionali fanno fatica a emergere. Pensate a quando comprate il formaggio o la verdura direttamente dal produttore: quanto più buoni sono di quelli del supermercato?
2)     Da noi su tutti i libri avrete sempre uno sconto del 10%: editori e libreria rinunciano a una parte del loro guadagno per tendere la mano ai consumatori e creare un circuito virtuoso di solidarietà reciproca. Si può fare accorciando la filiera: dal produttore al consumatore.
3)     Acquistando alla Libreria a Km 0 sosterrete così il lavoro della piccola editoria di qualità, che è sempre più schiacciata da un mercato che privilegia i grandi gruppi e pretende dai piccoli percentuali che non consentono nemmeno la sopravvivenza.

 L’idea di aprire questo punto vendita, piccolo ma “denso” di libri e idee, è partita dalla casa editrice Camelozampa. Una sigla piccola e indipendente con sede a Monselice, specializzata soprattutto nei libri per bambini. Da tempo coltiviamo l’idea di “aprire le porte” dei nostri uffici al pubblico e ai lettori. Un sogno che ora diventa realtà: accanto ai libri Camelozampa, abbiamo voluto “invitare” quelli di altri editori dei quali conosciamo e apprezziamo il lavoro.

Piccoli e indipendenti, ma chi verrà a trovarci scoprirà che c’è un po’ di tutto: una vasta scelta di libri illustrati e narrativa per bambini, narrativa, gialli, rosa e fantasy, benessere e medicina alternativa, consumo critico, spiritualità e altro ancora.

L’inaugurazione sarà sabato 23 novembre a partire dalle 16.

Vi aspettiamo!

Per info:

info@camelozampa.com
tel. 0429767247
FB Camelozampa Libreria a Km 0


Lunedì 30 settembre 2013 è andata in onda TV 2.0 di Sonia Rosatelli condotta insieme a Cristina Lattaro, rubrica settimanale sui libri e sull’editoria emergente e indipendente dell’emittente RLTV DTT 677. In collegamento via Skype Fabio Musati e Amneris Di Cesare per parlare di #Dodicidio, romanzo noir collettivo edito da Edizioni La Gru per F.I.A.E. e IOVart. Si è parlato anche di scrittura e del nostro forum, come è strutturato e come è nato. Una puntata davvero interessante!


#DODICIDIO
di EDIZIONI LA GRU
&
F.I.A.E
per
IOVart
MAGGIO
di
FRANCESCA MONTOMOLI
realizzazione video di
Amneris Di Cesare


#DODICIDIO
di EDIZIONI LA GRU
&
F.I.A.E
per
IOVart
APRILE
di
FRANCESCA DE LOGU
realizzazione video di
Amneris Di Cesare