Archivio per la categoria ‘INTERVISTE’


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Les Flaneurs Edizioni nasce nel 2015 grazie a un gruppo di giovani amanti della Letteratura. Il termine francese “flaneur” fa riferimento a una figura prettamente primonovecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia. Oggi come allora, la casa editrice si pone come obiettivo la diffusione della cultura letteraria in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia fino alla saggistica, con indipendenza di pensiero e occhio attento alla qualità. Les Flaneurs Edizioni intende seguire l’autore in tutti i passaggi della pubblicazione: dall’editing alla promozione. Pubblichiamo sia in cartaceo che in digitale.

Les Flaneurs Edizioni è un vero e proprio team. Oltre ad Alessio Rega (editore) e Bianca Cataldi (editor), ci sono Michele Fanelli (grafica), Davide Impicciatore (ufficio stampa) e altri collaboratori. Inoltre disponiamo di un comitato di lettura per la prima valutazione dei manoscritti che arrivano.

Indicazioni per l’invio dei testi.  Inviare un manoscritto è facilissimo. Basta semplicemente compilare il form presente nel nostro sito (www.lesflaneursedizioni.it) nella sezione “Pubblica con noi”. In alternativa è comunque possibile utilizzare la mail di redazione info@lesflaneursedizioni.it, anche se preferiamo l’utilizzo del form.

12092197_739418822828784_2035936992_nFare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada, quando in tanti stanno decidendo o pensando di chiudere? Perché siamo convinti di quello che offriamo: ovvero la nostra professionalità. Non è necessario essere grandi per poter essere di qualità. Credo che il nostro punto di forza sia l’editing, fatto su ogni testo in maniera professionale e approfondita. Inoltre, abbiamo una politica aziendale basata sulle basse tirature che evitano accumuli inutili di magazzino.

Siete editori NOEAP e DIGITALI. Perché la scelta di puntare solo sugli ebook e non sul cartaceo (a parte la onorabilissima giustificazione di non voler contribuire al disboscamento della Foresta Amazzonica)? Siamo cartacei e digitali. Tutti i nostri libri escono prima in cartaceo e, dopo qualche mese, anche in ebook. Unica eccezione è costituita dalla collana Petit che è dedicata ai romanzi brevi e ai racconti ed è esclusivamente in digitale.

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente? Inutile negarlo. Il problema principale per le piccole case editrici indipendenti è la distribuzione. Pur avvalendoci di un distributore nazionale, è difficilissimo essere presenti sugli scaffali di tutte le librerie. Cerchiamo tuttavia di concentrare la distribuzione nella zona in cui vive l’autore. I nostri libri sono comunque ordinabili in tutte le librerie di Italia, nei principali store online (Ibs, Amazon, ecc.) e anche attraverso il nostro e-commerce, facilissimo da utilizzare e anche conveniente.


E le soddisfazioni più grosse? 
La soddisfazione più grossa è la stima che gli autori dimostrano per il nostro modo di lavorare e la nostra trasparenza. Facciamo tutto alla luce del sole, per ogni manoscritto che riceviamo inviamo in ogni caso la scheda di valutazione, sia nel bene che nel male. Questo per far capire che noi leggiamo interamente i lavori che ci arrivano. La nostra soddisfazione aumenta tutte le volte che andiamo in ristampa con un libro.

Il digitale “paga”? Il digitale da solo non paga. O meglio, non basta. Sono da sempre un amante del libro stampato e sono dell’idea che l’editoria digitale debba necessariamente affiancarsi a quella tradizionale. Tra l’altro negli Stati Uniti si sta registrando un’inversione di tendenza con un ritorno al libro cartaceo e più in generale alla stampa. Vedremo in Italia cosa succederà.

12080801_739418869495446_695952064_nNel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l’editoria? Sarebbe un’editoria che premia la qualità. Questo non è il caso del sistema editoriale italiano. In Italia nella maggior parte dei casi non si vende un libro, ma si vende l’autore del libro. Più il personaggio è famoso, più copie del libro saranno vendute. Inoltre, anche nell’editoria come in moltissimi altri campi della vita, contano molto le “raccomandazioni”. Non si arriva mai per caso a pubblicare con una grande casa editrice, soprattutto se all’improvviso si spunta dal nulla. Questo sistema, ovviamente, penalizza tanti bravissimi autori emergenti e non che non arriveranno (quasi) mai a pubblicare con le grandi CE nazionali. Anche i lettori, ovviamente, hanno le loro colpe. In Italia si legge poco e si legge male. Manca proprio la cultura della lettura. Certo, ci sono anche i lettori forti (che sono poi quelli che scelgono libri di qualità) ma sono in grande misura inferiori rispetto ai lettori occasionali che privilegiano un’editoria più commerciale.

Con quali criteri scegliete di pubblicare un manoscritto? La storia è il principale elemento discriminante.
Senza una buona storia, non può esserci un buon libro. Tutto il resto può essere sistemato tramite il lavoro di editing. Detto ciò, è chiaro che un manoscritto che si presenta bene anche dal punto di vista stilistico ha molte più probabilità di passare la selezione.

Quali sono i generi che prendete in considerazione per un’eventuale pubblicazione, e quali quelli a cui invece assolutamente non siete interessati? Siamo una casa editrice generalista, ragion per cui accettiamo praticamente ogni tipo di manoscritto, dalla narrativa alla saggistica. Ogni opera può avere un suo potenziale. Certo, dobbiamo anche confrontarci con quelle che sono le tendenze di mercato del momento, ma il nostro principale obiettivo è sempre e comunque la qualità dell’opera a prescindere dal genere di appartenenza.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti? Chiunque può inviarci un manoscritto. Non abbiamo preferenze.

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto? I libri di autori emergenti hanno un difetto comune: soffrono di autobiografismo o di ostentazione della propria cultura personale. In realtà si tratta di “difetti” piuttosto comuni che, nel caso in cui il libro abbia una buona trama e del potenziale, possono essere facilmente risolti nella fase di editing.

E nella lettera che accompagna l’elaborato? Le lettere di accompagnamento non hanno per noi un’importanza12067797_739418879495445_841805038_n fondamentale. Certo, spesso aiutano a comprendere meglio l’opera, ma il più delle volte non contengono informazioni fondamentali per chi valuta. L’importante è il prodotto che deve arrivare al lettore e cioè il manoscritto.

E nella sinossi? Le sinossi spesso sono incongruenti con il manoscritto che ci viene sottoposto. Una buona sinossi è il primo bigliettino da visita. Tuttavia, in molti casi, già nelle sinossi troviamo errori grammaticali che non lasciano presagire niente di buono. Se non altro, una sinossi scritta in tutta fretta rivela già di per sé poca cura e poca attenzione, nonché urgenza di pubblicare.

Promozione e marketing: come vi muovete e cosa fate per promuovere e di conseguenza vendere il libro che avete deciso di pubblicare? La promozione si divide in due rami: quella del cartaceo e quella dell’ebook.

– Cartaceo: lo promuoviamo soprattutto sul territorio dell’autore organizzando presentazioni, eventi, reading in collaborazione con le associazioni del posto. I testi arrivano anche ai blogger che hanno scelto di collaborare con noi e vengono quindi segnalati e recensiti. È prevista anche la collaborazione con le testate giornalistiche che fanno riferimento al territorio in cui vive l’autore.

– Ebook: per l’ebook si continua a seguire la stessa linea di promozione e, allo stesso tempo, si usano maggiormente i social (TUTTI i social, perché non esiste solo Facebook). Per quanto riguarda Facebook in particolare, oltre a un vero e proprio calendario di promozione nei gruppi letterari e nella pagina ufficiale della casa editrice, i libri fruiscono della sponsorizzazione a pagamento a carico dell’editore. A turno, tutti i titoli vengono promossi. Sono previsti anche giveaway e altre forme di collaborazione con i blog.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio? Gli autori sono fondamentali nella promozione del libro. Se non ci crede l’autore perché dovrei crederci io come editore? Se poi al contrario un autore pensa di diventare ricco col primo libro pubblicato o di aver scritto il capolavoro del secolo, forse avrà qualche amara delusione. L’umiltà deve venire prima di tutto.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la politica della Vs casa editrice in merito? Come si sentono i Vs autori  dopo essere usciti dal ‘confronto’ con l’editor? Fino a questo momento non abbiamo mai avuto problemi: l’editing è sempre svolto insieme all’autore che, passo passo, si rende conto di ogni cambiamento sul testo e ne è lui stesso l’artefice dietro i consigli dell’editor. Non operiamo una forma di editing invasivo: se il testo ha bisogno di essere completamente rifatto per essere pubblicato, preferiamo non accettarlo. Snaturare un libro non è mai una buona idea.

Avete un parco lettori affezionati che compra tutto quello che pubblicate? Tra voi e il vostro “fanclub” esiste interazione? Attraverso social network o cosa? Siamo ancora troppo giovani per parlare di fanclub (siamo nati ad aprile) però è vero che abbiamo già dei lettori affezionati che ci seguono con passione e che sono molto attivi sui social. Ancora più stretta è la relazione con coloro che partecipano ai nostri eventi: con questi ultimi è avvenuta una conoscenza de visu che ha naturalmente reso più saldo il legame.

A chi si stesse in questo periodo preparando per aprire una piccola realtà editoriale, cosa consigliereste? E agli autori in cerca di editore? È un mestiere in cui non ci si può improvvisare. È necessario avere un minimo di conoscenza del settore. Essere stato prima un autore mi ha aiutato molto nel percorso che mi ha portato a trovarmi dall’altra parte, a essere editore. Il mondo dell’editoria è una giungla, bisogna sapersi destreggiare e fare i conti con una concorrenza agguerrita.

Grazie per averci concesso questa intervista.

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INTERVISTA A MARIO MANCINI, CO-FONDATORE DI GOWARE

Pubblicato: 28 settembre 2015 da amnerisdicesare in FIAE, GOWARE, INTERVISTE

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Indicazioni per l’invio dei testi.

Inviarci le proposte è molto semplice, abbiamo un form da compilare sul nostro sito a questo link: http://www.goware-apps.com/contatti/

Basta inviare un assaggio del proprio manoscritto con sinossi e indice. Chiediamo anche due righe in cui vengono specificati genere e titolo provvisorio e qualche informazione sull’autore.

Fare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada, quando in tanti stanno decidendo o pensando di chiudere? L’editore è diventato il mestiere più difficile del mondo dopo il ristoratore, lo dice l’Economist. L’editoria si basava su un equilibrio e su un ecosistema fragilissimo che l’avvento della rete ha scardinato alle radici. Come succede spesso, la distruzione di un equilibrio genera delle opportunità, apre delle nuove strade. La nuova strada si chiama ebook e non è solo un differente modo di distribuire un contenuto clonato da un libro. È un nuovo ecosistema per tutti i soggetti di questa industria; un ecosistema che andrà anche a mutare il modo in cui si raccontano le storie, si divulgano le conoscenze e si apprende qualcosa. In questo nuovo scenario c’è molto da fare, da innovare e da inventare e sappiamo che queste tre azioni sono enormemente motivanti e danno anche il senso di una missione. La strada è tutta in salita, ma se riusciamo a percorrerla ci sarà una ricompensa anche economica.

Siete editori NOEAP e DIGITALI. Perché la scelta di puntare solo sugli ebook e non sul cartaceo (a parte la onorabilissima giustificazione di non voler contribuire al disboscamento della Foresta Amazzonica)? Come ti dicevo sopra, l’ebook non è una scelta, è quello che sarà il libro tra qualche anno e se vuoi continuare a pubblicare libri devi saper fare gli ebook, devi capire come funzionano i nuovi media e come devi confezionare i contenuti per questi media. Di fronte all’editore c’è questo, non c’è altro.

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente? La difficoltà più grande è che il grande pubblico non è ancora preparato a migrare dalla libreria e dalla pagina stampata verso l’e-commerce e la lettura sullo schermo. Vediamo che ci sono delle persone che preferiscono recarsi in libreria per ordinare un libro print-on-demand e attendere tre settimane invece che ordinarlo su Amazon o su IBS. Non è un comportamento razionale, ma ormai sappiamo che i comportamenti razionali in economia sono rari. Un’altra difficoltà è la resistenza dei grandi editori – per carità, comprensibile – ad abbracciare gli ebook. I grandi libri li hanno ancora i grandi editori e se la loro reperibilità in ebook è problematica o il costo è spropositato, addio ebook. Nei mercati leader come gli USA e il Regno Unito l’ebook retrocede perché gli editori che contano non lo vogliono spingere. Questo è anche un bene per certi versi, perché lascia spazio alla nuova editoria degli autopubblicati e degli indipendenti.

E le soddisfazioni più grosse? La soddisfazione più grossa è che alle 2 del pomeriggio chiudi un ebook e dopo tre ore lo trovi su Amazon in vendita. Nell’editoria tradizionale passava un mese prima di vederlo in libreria. Si potrebbe pensare di fare un ebook-quotidiano con l’analisi degli avvenimenti del giorno. Solo su questo si potrebbe costruire una narrazione.

Il digitale “paga”? Come fa a pagare se l’ebook è il 5% del mercato? Il fatturato annuo dell’ebook in Italia è quello di un centro commerciale in un weekend prenatalizio.  È tutto un investimento. I ritorni ci saranno se siamo intelligenti e resilienti.

Nel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l’editoria? Quello di un iPad.

Con quali criteri scegliete di pubblicare un manoscritto? Scegliamo quello che ci piace. Cerchiamo anche molto. Osservando il mercato vengono un sacco di idee. Nella saggistica siamo noi a scegliere degli argomenti e a rintracciare le persone che potrebbero svilupparli. Nella narrativa, invece, ci sono i lettori dell’agenzia letteraria Thèsis Contents con i quali collaboriamo. Sono molto selettivi e alla fine dispiace mandare via qualcuno, ma non possiamo pubblicare tutti, anche se vorremmo.

Quali sono i generi che prendete in considerazione per un’eventuale pubblicazione, e quali quelli a cui invece assolutamente non siete interessati? Siamo interessati a tutti i generi. Più che al genere guardiamo alla qualità della scrittura, al valore della struttura e alle innovazioni che ci vengono proposte nel modo di costruire le storie. I generi con lo streaming sono in via di superamento, poiché chi frequenta le piattaforme di streaming è molto curioso. È proprio la curiosità che rivoluzionerà tutto.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti? Da chiunque ovviamente. Lavoriamo con agenzie e siamo in qualche modo espressione di un’agenzia, Thèsis Contents appunto.

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto? Molti sono noiosi. C’è troppa poca sperimentazione, si tende a imitare gli autori in voga. In genere ogni manoscritto ha qualche spunto interessante, ma alle volte si perde tra le erbacce.

E nella lettera che accompagna l’elaborato? L’eccessivo formalismo e alle volte sono insopportabilmente lunghe. L’editore non è la RAI, ha poche persone e ad andare veloci si leggono 250 parole al minuto. Il tempo è la risorsa che manca.

E nella sinossi? La sinossi deve essere scritta come un testo pubblicitario, deve smuovere qualcosa. Gli americani lo chiamano “Elevator pitch”: hai il tempo che l’ascensore impiega dal piano terra al quinto piano per convincermi a pigliarti. Non ti disperdere!

Promozione e marketing: come vi muovete e cosa fate per promuovere e di conseguenza vendere il libro che avete deciso di pubblicare? Bella domanda. Se qualcuno sa quello che funziona davvero, fa bene a dircelo. Alle volte fai poco e ti ritrovi nelle classifiche. Credo che due cose funzionino bene. La rete di relazioni dell’autore e l’inserimento del titolo nelle promozioni di Amazon. Sul resto non saprei davvero che cosa dire, anche se la nostra organizzazione fa tutto quello che deve essere fatto con le due persone dedicate alla promozione.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio? Non potrebbero. D E V O N O. Nei nuovi media sono loro la prima donna. Se vai per strada e chiedi il nome di un editore, forse raccogli un nome. Se chiedi di scrittori, porti a casa un bottino maggiore. L’autore è la killer app.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la politica della Vs casa editrice in merito? Come si sentono i Vs autori dopo essere usciti dal ‘confronto’ con l’editor? I nostri editor hanno l’ordine di rispettare il lavoro dell’autore e di intervenire solo laddove l’autore ha avuto un calo di attenzione, cosa che succede in tutti i mestieri. Laddove c’è quel calo nella lingua, nello stile, nel lessico, nel plot l’editor è vigile come il navigatore in una gara di Rally. Chi guida però è l’autore.

Avete un parco lettori affezionati che compra tutto quello che pubblicate? Tra voi e il vostro “fanclub” esiste interazione? Attraverso social network o cosa? Abbiamo delle persone che ci seguono o meglio seguono gli autori. L’editore fa poco d’interessante per essere seguito. Ci inventiamo qualcosa per tenere sveglia la platea, ma le distrazioni oggi sono tante e tra un po’ c’è anche Netflix.

A chi si stesse in questo periodo preparando per aprire una piccola realtà editoriale, cosa consigliereste? E agli autori in cerca di editore? Gli consiglierei di cercare del capitale di rischio che copra l’attività per almeno cinque anni. Agli autori direi: scrivete delle storie adatte ai nuovi media e evitate di scrivere Guerra e Pace o I miserabili.

I vostri titoli di prossima uscita? Abbiamo in programma 5 nuovi titoli di saggistica e 5 di narrativa. Tra questi ultimi, il nuovo romanzo del “duo scrittorio” composto da Laura Costantini e Loredana Falcone, Ricardo y Carolina. Questa volta le due scrittrici ci portano nel cuore della revolución, nel Messico di Benito Juárez, e ci fanno scoprire una figura femminile straordinaria, decisa a rischiare vita e onore in nome di un’idea di emancipazione che precorre i tempi e in nome di un amore che la conduce alla fuga verso la libertà. Preparate gli ereader, e i fazzoletti.

Grazie per averci concesso questa intervista.

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INTERVISTA A LUCIANO SARTIRANA, EDIZIONI DEL GATTACCIO

Pubblicato: 21 settembre 2015 da amnerisdicesare in FIAE, INTERVISTE

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Le Edizioni del Gattaccio sono nate nel 2008 per pubblicare narrative e saggistica sociale su e-book, ma siamo subito passati ai libri stampati perché le richieste su carta erano molte e quelle degli e-book no. Il fondatore e il direttore editoriale sono io, e mi avvalgo di singoli collaboratori su funzioni specifiche. In seguiti ci si è allargati a sport, teatro, poesia, viaggi e nomadismi. L’intento è quello di privilegiare stili di scrittura innovativi e, in secondo luogo, raccontare naturalmente qualcosa che ancora non è stato raccontato.

Indicazioni per l’invio dei testi.  Sempre per e-mail con allegato Pdf o Doc. Graditissime una breve biografia e la sinossi, che concorrono anche loro alla scelta… se sono scritte male, anche l’interesse per il testo precipita. Come minimo leggiamo le prime 30 pagine di ogni testo pervenuto, una quota sufficiente a decidere se proseguire la lettura o smettere.  Comunque, per tutto il 2015 sappiamo già chi pubblicare.

Fare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada, quando in tanti stanno decidendo o pensando di chiudere? Per incoscienza, idealismo, fiducia negli scrittori nascosti, fiducia nei lettori nascosti,  sfida intellettuale, lotta donchisciottesca all’ignoranza e alla superficialità. Fare libri ci dà comunque la possibilità e l’autorevolezza per fare molte altre cose (corsi, seminari e laboratori in aula e on line, eventi, teatro, progetti di comunicazione, ghost writing) che ci permettono di incamerare del bottino nei periodi in cui i libri rallentano un po’.   

Siete editori NOEAP e DIGITALI. Perché la scelta di puntare solo sugli ebook e non sul cartaceo (a parte la onorabilissima giustificazione di non voler contribuire al disboscamento della Foresta Amazzonica)? Come ho detto prima, e rinnegando le intenzioni originali, facciamo anche libri cartacei. Ne vendiamo molti di più rispetto agli e-book. 

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente? Nella nostra Hit Parade dei problemi, al terzo posto c’è il ricevere troppi manoscritti. Al secondo il farci tenere stabilmente in considerazione da parte dei media. Il primo posto va indiscutibilmente alla distribuzione, perché una casa editrice piccola come la nostra fa fatica a finire nelle librerie… una situazione ben esplicata da un distributore, l’anno scorso, in un colloquio telefonico: “Francamente, caro amico… chi cazzo siete?”. Ma noi – che siamo astuti oltre ogni apparenza – abbiamo ovviato tenendo contatti diretti con alcune librerie amiche e soprattutto vendendo i nostri libri tramite il nostro sito. Un lettore li acquista pagando con PayPal, carta di credito o bonifico e noi gli mandiamo subito il libro. La spedizione è a nostre spese.

E le soddisfazioni più grosse? Sicuramente il fatto di non essere in passivo. Poi, che più di un nostro autore o una nostra autrice siano stati intervistati (anche in Rai, su Sky e tanta stampa) e recensiti, oltre che venduti. E che ormai raramente devo spiegare cosa sono le Edizioni del Gattaccio.    

Il digitale “paga”? No. Negli ultimi due anni le vendite di nostri e-book sono aumentate, ma siamo sempre a quote basse. Da un lato ci stiamo impegnando per capire sempre meglio questo ambito. Dall’altro devi farti notare in un oceano di e-book autopubblicati da sedicenti geni della scrittura, che li vendono a pochi centesimi pensando che la gente compri libri solo perché costano poco. Se costano poco valgono anche poco… ma è difficile uscire da questo equivoco epocale.   

Nel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l’editoria? Può essere anche quella di oggi, con tutte le difficoltà di cui sopra. Quello che vorrei avere è la cultura diffusa e il numero di lettori di Germania, Svezia, Francia.   

Con quali criteri scegliete di pubblicare un manoscritto? In primis, assolutamente, stile originale e personale. Poi contenuti inediti e insoliti. 

Quali sono i generi che prendete in considerazione per un’eventuale pubblicazione, e quali quelli a cui invece assolutamente non siete interessati? Sì a narrativa, saggistica sociale e storica, testi teatrali, raccolte di poesia, narrazioni sullo sport o biografiche, scelte di vita alternative, riflessioni sulla scrittura. No a letteratura per bambini e ragazzi, fantasy, horror, comici o presunti tali, manuali su come avere molte barche o molte fidanzate, spiritualità varia, banalità da guru.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti? Da chiunque, compresi agenti di polizia e agenti segreti. E, per ciò che riguarda gli agenti letterari, dal 2008 ci hanno contattato in due.

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto? La prolissità, i luoghi comuni, il voler assomigliare a qualcuno che ha avuto successo.

E nella lettera che accompagna l’elaborato? L’autoincensamento di maniera. Ci arrivano lettere dove l’autore parla di sé in terza persona e aggiunge che costui scrive in modo eccelso, moderno, mirabile, accattivante. E, accennando alla trama – qualsiasi trama – si incontrano cose come “In un crescendo di tensione, la psicologia dei personaggi è messa a dura prova dalla vita e dalle circostanze, fino ad arrivare a un finale inaspettato e che fa pensare”. Questa è autentica…

E nella sinossi? Come sopra, ma in un’altra forma: moltiplicando gli aggettivi, molti scrivono del viaggio nella trascendenza, del turbine dei sentimenti estremi, della messa in discussione dei valori condivisi, della sperimentazione senza tabù dei propri corpi… senza dire un tubo di cosa di fatto succede nella storia.

Promozione e marketing: come vi muovete e cosa fate per promuovere e di conseguenza vendere il libro che avete deciso di pubblicare?
Al punto zero
c’è la nostra presenza continua sui Social, in modo che il profilo delle Edizioni del Gattaccio permanga nella mente altrui, la perseguiti senza farsene accorgere, si insinui nei desideri di lettura più intimi come molecole di ossigeno. Puntiamo a capire prima possibile le aspettative di chi legge, quando ancora non sa di avere un nostro romanzo piantato fra l’aorta e l’intenzione.
Al punto uno, cerchiamo e creiamo parole che parlino del libro già in modo spettacolare, costruendone immagine e contenuto nella maniera più originale e peculiare possibile.
Al punto due torniamo sui Social a parlare del libro, non disdegnando ordigni come AdWords e Twitter attraverso inserzioni a pagamento. Stessa cosa per gruppi di lettura e altre radure telematiche.
Al punto tre cerchiamo di far conoscere il libro e l’autrice di persona con eventi, presentazioni, interviste sui media. Stiamo dando sempre più importanza alla traduzione dei libri in occasioni teatrali. Ne vedrete presto delle belle.
Al punto quattro c’è un livello della massima segretezza, dove una specifica e addestrata Forza da Tasca sta elaborando cose d’avanguardia del genere dada-mob e anarco-situazionista. E che naturalmente non vado a raccontare in giro adesso.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio? Sono contentissimo di come ciascuna autrice e ciascun autore si sia messo d’impegno, sia on line che dal vivo e immaginando cose, non avrei potuto chiedere di meglio. D’altra parte, l’interesse è lo stesso e la barca anche.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la  politica della Vs casa editrice  in merito? Come si sentono i Vs autori  dopo essere usciti dal ‘confronto’ con l’editor? Cerchiamo di scegliere testi già perfetti e autrici e autori che sanno scrivere alla grande. I nostri interventi di editing si sono sempre limitati alla caccia al refuso. Effettuare editing troppo invasivi o estesi si scontrerebbe – oltre che con le difese di chi scrive – con il poco denaro per pagare chi dovrebbe farlo, e con  la nostra stessa pigrizia. Se un testo ci piace ma c’è ancora da lavorarci, lasciamo perdere.

Avete un parco lettori affezionati che compra tutto quello che pubblicate? No. Ma c’è un’area di persone sparse che ha comprato dai due ai sei nostri testi.

Tra voi e il vostro “fanclub” esiste interazione? Attraverso social network o cosa? Non in particolare. Ma tra Facebook e le e-mail c’è un rapporto positivo – sia pur frammentato e incostante nel tempo – con un bel po’ di bella gente con cui è piacevole interagire.

A chi si stesse in questo periodo preparando per aprire una piccola realtà editoriale, cosa consigliereste?  In senso del tutto strumentale (meno concorrenti ho e meglio mi va…!) direi: lascia perdere. Più in positivo, consiglierei di trovare una propria originale e riconoscibile identità, un’unicità sia di contenuti da pubblicare che di modi di promuoversi.

E agli autori in cerca di editore? Leggete moltissimo, sappiate scrivere e immaginare, non abbiate fretta, non abbattetevi e pensate al vostro prossimo libro.

Grazie per averci concesso questa intervista. De nada!

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Nativi Digitali Edizioni: casa editrice digitale fondata nel settembre del 2013 da Marco Frullanti e Annalia Scarafile, si distingue per l’originalità nella linea editoriale, volta a prediligere proposte innovative di autori emergenti, per il forte impegno nella comunicazione online attraverso strategie che coinvolgono molteplici canali. Nativi Digitali Edizioni riflette su nuovi modi di proporre il testo letterario, anche a un pubblico con abitudini e gusti diversi da quelli dei “lettori forti”, senza paura di avvicinare il mondo della cultura a quello della tecnologia. Nei primi  20 mesi di attività sono stati pubblicati (su tutte le principali librerie online, italiane e internazionali) oltre 30 ebook di autori emergenti, eterogenei per genere, tipologia testuale e stile, con in comune la volontà di offrire prospettive inedite e presentare idee originali.

Indicazioni per l’invio dei testi. Per rendere più efficiente la selezione e garantire risposte in tempo ragionevole, accettiamo solo le proposte di pubblicazione che ci arrivano secondo le regole specificate qui.

Fare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada, quando in tanti stanno decidendo o pensando di chiudere? “Perché siamo pazzi” non va bene come risposta, giusto? Diciamo che la crisi dell’editoria tradizionale implica l’opportunità per nuove idee di diffondersi e per nuovi soggetti di farsi conoscere.

Siete editori NOEAP e DIGITALI. Perché la scelta di puntare solo sugli ebook e non sul cartaceo (a parte la onorabilissima giustificazione di non voler contribuire al disboscamento della Foresta Amazzonica)? Perché, partendo con risorse e contatti limitati, il rischio di diventare l’ennesimo piccolo editore bloccato da problemi distributivi era più che concreto. Per questo, riteniamo preferibile puntare tutto su un mercato in forte crescita dove sia possibile ritagliarci uno spazio. E poi, beh, perché crediamo che siano proprio gli ebook a poter rilanciare la lettura nel nuovo millennio.

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente? L’atteggiamento diffidente, se va bene, di una parte consistente del settore editoriale verso chi è nuovo, piccolo e (soprattutto) digitale. Per fortuna esistono le eccezioni.

E le soddisfazioni più grosse? Quelle piccole: una recensione positiva, incontrare una persona che ha già sentito parlare di noi, il riconoscimento da parte di qualcuno che stimiamo. E pure i bilanci che iniziano già a quadrare a meno di due anni dal via non guastano, ecco.

Il digitale “paga”? Considerato che la crescita del settore in Italia c’è ma non con la velocità prevista pochi anni fa, direi che non stiamo andando affatto male, l’importante è assicurarsi una fetta della torta, sperando che col tempo sia la torta ad ingrandirsi.

Nel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l’editoria? Le innovazioni tecnologiche e culturale stanno facendo tramontare l’editoria come gatekeeper, questo non vuol dire però che gli editori devono occuparsi solo di marketing. Piuttosto, gli editori dovrebbero essere professionisti in supporto agli autori lungo le varie fasi del processo editoriale che spesso si danno per scontate, ma richiedono cura e competenza. Quindi, editori e autori dovrebbero lavorare insieme per lo stesso obiettivo.

Con quali criteri scegliete di pubblicare un manoscritto? Cerchiamo storie diverse dalle solite, con idee d’impatto, in grado di fare la differenza in un mercato sempre più saturo di “cloni”. Inoltre, se mentre valutiamo un testo ci annoiamo o prendiamo sonno, vuol dire che non va bene. E considerate che non prendiamo quasi mai il caffè.

Quali sono i generi che prendete in considerazione per un’eventuale pubblicazione, e quali quelli a cui invece assolutamente non siete interessati? Facciamo prima a dire quelli a cui non siamo interessati: storico, biografico, chick lit, giallo tradizionale, saggi tradizionali. Tutto il resto può incontrare il nostro interesse.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti? In realtà preferiamo rapportarci direttamente con gli autori!

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto? Ne citerei due: le “forzature” sia per copiare un genere o un autore di successo, o con un ambientazione ritenuta “commerciale”, o anche nei contenuti (es: scene di sesso scollegate dalla trama e inserite a casaccio “per vendere”).  E poi i libri scritti palesemente per l’autocompiacimento dell’autore. Niente vi vieta di scriverli, eh, ma se volete pubblicare, dovete pensare a chi vi legge, non a voi stesso.

E nella lettera che accompagna l’elaborato? Non ci piacciono le lettere troppe formali e ampollose, ma questo vale per noi e magari non per altri. Ah, evitate di lodarvi da soli (anche indirettamente, ad es. citando l’apprezzamento di tal dei tali per il vostro ebook, che per quello che so io potrebbe essere vostro cugino o un vostro alias) e MAI, PER NESSUN MOTIVO, definite la vostra proposta “capolavoro”, “libro dell’anno” o espressioni simili.

E nella sinossi? Le sinossi che riassumono TUTTO quello che succede nel romanzo sono fastidiosissime da leggere. La sinossi dovrebbe dare un’idea di quello che c’è dietro a un libro, non sintetizzarlo malamente. Di contro, una sinossi ultra-sintetica di due righe è utile come una bistecca per un vegetariano.

Promozione e marketing: come vi muovete e cosa fate per promuovere e di conseguenza vendere il libro che avete deciso di pubblicare? La strategia di promozione varia da libro a libro a seconda del genere e delle tematiche, ma è sempre attuata attraverso il numero maggiore di canali possibili (inserzioni, social network, newsletter, pr con i blogger, content marketing, segnalazioni su vari siti e community etc). Periodicamente organizziamo inoltre eventi sul territorio in varie città italiane e siamo anche in fiera al Pisa Book Festival.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio? Nel nostro caso, devo dire che quasi tutti gli autori sono bendisposti a contribuire in prima persona alla promozione. Certo, spesso si pecca di ingenuità o non si è costanti nel tempo, ma il lavoro dell’editore serve anche a indirizzarli in modo opportuno.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la  politica della Vs casa editrice  in merito? Come si sentono i Vs autori  dopo essere usciti dal ‘confronto’ con l’editor? Noi concepiamo l’editing come un lavoro di ottimizzazione del testo svolto mediante un dialogo costante con l’autore, siamo bendisposti a rivedere una nostra proposta di modifica se l’autore motiva le sue opinioni. Così facendo, non c’è mai capitato di sentire lamentele a tal proposito (o se ci sono, le nascondo molto bene!)

Avete un parco lettori affezionati che compra tutto quello che pubblicate? Tra voi e il vostro “fanclub” esiste interazione? Attraverso social network o cosa? Direi che abbiamo una nicchia di seguaci che spesso acquistano le nuove uscite e ci sostengono anche condividendo i nostri post e recensendo i nostri libri: sono preziosissimi e il rapporto con loro è curato costantemente attraverso i nostri vari social e in generale tutta la nostra presenza online (e, talvolta, sul territorio). Ci sono poi un paio di “superfan” che hanno comprato tutti o quasi i nostri ebook, meritano una statua!

A chi si stesse in questo periodo preparando per aprire una piccola realtà editoriale, cosa consigliereste? E agli autori in cerca di editore? Agli  aspiranti editori: non abbiate paura di osare e cercate di avere chiaro fin da subito che tipo di libri volete pubblicare e come “costruire” e diffondere la vostra immagine. E munitevi di pazienza che ve ne servirà molta  Agli aspiranti autori: non crediate di aver finito il vostro lavoro una volta scritto il libro, la scelta dell’editore (o, nel caso dell’autopubblicazione, la “non-scelta) è un passaggio cruciale, così come la promozione del libro anche nel medio-lungo termine.

Grazie per averci concesso questa intervista.

Grazie a voi! Posso lasciare un link al nostro catalogo ora, vero? :

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FIAE INTERVISTA ANDREA MALABAILA DI LAS VEGAS EDIZIONI

Pubblicato: 28 maggio 2013 da amnerisdicesare in INTERVISTE
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Il profilo della casa editrice
Las_Vegas_logoAndrea Malabaila, patron di Las Vegas edizioni: nasce nel 2007 ma per colpa di burocrati e distributori i primi titoli escono nel gennaio 2008. Adesso siamo a quota 27 e non mi sembra neanche vero. Il motivo per cui ho deciso di aprire una casa editrice e non una fabbrica di cioccolato o un’azienda che produce scarpe è presto detto: scrivo da quando ero un ragazzino, e nel frattempo ero riuscito a pubblicare un paio di romanzi, uno per un piccolo editore e l’altro per Marsilio. Ho avuto modo di conoscere un po’ il mondo editoriale e i problemi che ne fanno parte e ho pensato di poter creare qualcosa di nuovo, a partire da un diverso e più stretto rapporto tra editore e autori. Poi, è ovvio, le difficoltà per una piccola casa editrice sono enormi ed è complicato riuscire a realizzare tutte le idee che mi (e ci) vengono in mente ogni giorno. Dico “ci” perché nel frattempo Las Vegas è diventata una cittadina in cui convivono parecchie persone accomunate dalla stessa passione (e dalla stessa follia, probabilmente). È strano perché questo è un lavoro a tutti gli effetti, anzi, spesso devi occupare più ruoli anche molto diversi tra di loro. E quando questa attività coinvolge anche chi ti sta vicino nella vita, vuol dire non riuscire più a distinguere il tempo libero da quello lavorativo, vuol dire passare la domenica sera a impaginare, svegliarsi alle tre di notte con qualche idea nuova che non ti lascia più dormire, uscire a mangiare una pizza e continuare a parlare di quello che c’è da fare. Eppure, nonostante tutto questo, sembra un dato di fatto che con i libri non si possa vivere. Sono molti quelli che in questi anni hanno cercato di convincerci che l’unica via sia quella dell’editoria a pagamento, ma noi crediamo fortemente che un editore debba essere libero di scegliere, non influenzato dallo scambio di denaro con l’autore (che non è un cliente).
L’obiettivo è sempre quello di crescere e di riuscire a sopravvivere facendo questo bellissimo e difficilissimo mestiere.

Fare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada?
Per passione. E per incoscienza.

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente?
La difficoltà maggiore è sopravvivere. Purtroppo di libri se ne vendono pochi e solo durante il Salone del Libro di Torino ci si illude per cinque giorni che in Italia i libri interessino davvero.

E le soddisfazioni più grosse?
Quando un lettore è soddisfatto e torna a cercarci. Ci sono quelli che collezionano tutti i nostri titoli e che ci commuovono per la loro fedeltà. Ma ogni lettore per noi è importantissimo.

Nel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l’editoria?
Un volto meno da supermarket. Oltre ai (pochi) best-seller c’è un universo da scoprire.

Con quali criteri scegliete un libro?
Quando ci regala emozioni. Noi scegliamo quei libri che ci lasciano dentro qualcosa, anche molto tempo dopo averli letti. Speriamo di trasmettere le stesse emozioni ai nostri lettori.

Quali sono i generi che prendete in considerazione per un’eventuale pubblicazione, e quali quelli a cui invece assolutamente non siete interessati?
Trattiamo narrativa non di genere e narrativa per giovani adulti.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti?
Da chiunque. Purché bravo, mi verrebbe da aggiungere.

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto?
La scarsa cura. Prima di essere spedito, un manoscritto dovrebbe essere – se non riscritto – almeno riletto cento volte.

E nella lettera che accompagna l’elaborato?
Spesso c’è la presunzione di ritenere di aver fatto qualcosa di straordinario. Ma se questi autori dessero un’occhiata alla mole di testi in attesa di lettura, capirebbero che scrivere un libro è un atto assolutamente ordinario.

E nella sinossi?
Spesso sono troppo lunghe. Meglio essere sintetici.

Promozione e marketing: come vi muovete e cosa fate per promuovere e di conseguenza vendere il libro che avete deciso di pubblicare?
Facciamo il possibile, ma siamo piccoli e non ci possiamo permettere campagne di alto livello o comparsate da Fazio. Partecipiamo alle principali fiere, abbiamo un distributore nazionale e diamo tutto il nostro supporto all’autore ma purtroppo niente miracoli.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio?
Dipende. Alcuni sono più attivi di altri. È inevitabile che a questi livelli chi si muove (anche) in prima persona riesca a raggiungere i risultati migliori.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la politica della Vs casa editrice in merito? Come si sentono i Vs autori dopo essere usciti dal ‘confronto’ con l’editor?
Non si è mai lamentato nessuno, finora. Ogni testo necessita di un lavoro diverso. Alcuni sono già quasi perfetti, e il lavoro è minimo. Altre volte c’è un’idea buona alla base ma gli interventi devono essere sostanziali. In ogni caso, ci limitiamo a suggerire, non imponiamo mai nulla. Al limite insinuiamo dei dubbi, ma l’ultima parola è giusto che spetti all’autore perché è lui che mette il nome in copertina.

C’è un’interazione diretta fra la Vs casa editrice e i Vs lettori?
Soprattutto alle fiere e agli eventi, ma anche tramite i social network. È un aspetto che vorremmo migliorare con una sezione apposita che presto inseriremo sul nostro sito http://www.lasvegasedizioni.com.

E fra casa editrice e la stampa che si occupa dei Vs libri?
Sì. Noi spediamo comunicati stampa e copie dei libri in uscita. Con alcuni il rapporto dura da anni.

Indicazioni per l’invio dei testi.
noeap-300x300Valutiamo romanzi e raccolte di racconti, che rientrino nelle nostre due collane: “i jackpot” (dedicata alla narrativa pura) e “las cerezitas” (dedicata alla narrativa per giovani adulti). Non spediteci poesie, saggi, opere teatrali… Potete spedirci i vostri testi, insieme ai vostri dati biografici e i vostri contatti, per posta ordinaria all’indirizzo Las Vegas edizioni – Via Genova, 208 – 10127 Torino. Tutti quelli che arriveranno per posta elettronica non saranno presi in considerazione. Non valutiamo opere incomplete o sinossi. Spediteci solo opere complete. Siamo assolutamente contro l’editoria a pagamento. Non chiediamo nessun contributo economico agli autori e scoraggiamo chiunque a pagare per essere pubblicati. Siamo contenti se prima di proporci vostro materiale leggeste alcuni nostri libri. È l’unico modo per permetterci di sopravvivere.

Grazie per averci concesso questa intervista.
Grazie a voi.

Andrea Malabaila
Las Vegas edizioni s.a.s.
Via Genova, 208
10127 Torino
Tel. 0116962663
Per informazioni: info[at]lasvegasedizioni.com
Per ordini: ordini[at]lasvegasedizioni.com
Ufficio stampa: carlottaborasio[at]lasvegasedizioni.com

(Amneris Di Cesare)

INTERVISTA DEL FIAE A RUNA EDITRICE

Pubblicato: 5 gennaio 2013 da amnerisdicesare in INTERVISTE, pubblicazioni, scrivere
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Fare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada?

484216_185793168215289_1352722072_nLa domanda già integra la risposta: ci piacciono le grosse sfide! E la sfida più grossa è credere e portare avanti ciò che ci appassiona: il libro; sotto ogni punto di vista, a partire in primis dalla passione per la lettura fino alla creazione del libro fisicamente, nonostante le difficoltà intrinseche del mondo editoriale. Consapevoli di quanto ardua fosse questa strada, abbiamo voluto realizzare comunque un progetto, un sogno, che stava maturando da qualche anno all’interno della nostra attività tipografica che svolgiamo da ormai vent’anni. È stata in qualche modo una evoluzione che ci ha portato ad aggiungere all’attività di stampa del libro quella di editoria, grazie alla passione per la lettura e all’ambiente stesso dove abbiamo sempre vissuto: immersi nei libri! Al nostro esordio abbiamo pubblicato libri a carattere scientifico, libri riservati a un mercato di nicchia, dando sfogo poi a quella che è la nostra vera passione: il romanzo. Abbiamo accolto le proposte di autori esordienti e abbiamo desiderato aprire loro le porte, cui normalmente è impedita ogni possibilità di pubblicazione perché non conosciuti e ignorati sostanzialmente dalle grandi case editrici, ritenendo giusto che vadano valorizzati. In questo modo intendiamo rivolgerci ai lettori appassionati, attenti alla qualità, che amano immedesimarsi nei protagonisti e che pensano che leggere sia il modo migliore per sognare! Il nome “Runa”, infine, significa “segreto”, “sussurro”. Le rune  sono il linguaggio segreto del mondo, l’antico alfabeto usato dalle antiche popolazioni germanico-vichinghe e celtiche, considerate segni magici portatori di conoscenza e quindi libertà.

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente?

La difficoltà di far conoscere ai lettori, abituati ai soliti nomi blasonati, la qualità delle nostre pubblicazioni e che piccola editoria è sinonimo di qualità. La difficoltà di portare in libreria autori “sconosciuti”.

E le soddisfazioni più grosse?

Senza dubbio quando si prende in mano il primo libro finito, la creatura! È un momento magico: sentirne il peso, il profumo, poterlo sfogliare,  ammirare la copertina e le pagine stampate che tanto hanno da raccontare e assaporare finalmente il risultato di tanta fatica. A seguire la soddisfazione, che facciamo anche nostra, dell’autore che vede realizzato il suo sogno, la nascita della sua opera. In fine, ma non per ultime, le conferme dei lettori che sono per noi linfa vitale per continuare un’attività che amiamo così tanto.

Nel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l’editoria?

Sicuramente un mondo fatto di rapporti umani con gli autori, le librerie e i lettori. Questo è uno dei motivi per cui amiamo portare i nostri libri in libreria e presentarli, assieme all’autore, ai lettori. È un contatto diretto con i lettori che potranno assaporare meglio la lettura dell’opera dopo averne conosciuto l’autore. L’editoria dovrebbe avere un volto più indipendente, più distaccato dagli ingranaggi che ora la stanno divorando, ricercando maggiormente la qualità.

Con quali criteri scegliete un libro?

Non abbiamo nessun criterio! Altrimenti saremmo da esso vincolati e invece vogliamo essere liberi di scegliere ciò che ci piace. Scegliamo un libro perché ci piace la trama della sua storia, o perché veniamo colpiti per come è raccontata, per la forma, per la bellezza del testo, oppure perché è una storia diversa o realmente esistita o vissuta. Quello che ci può colpire è la caratterizzazione dei personaggi, l’approfondimento psicologico e filosofico, i pensieri che ci rimangono dopo la lettura. I criteri possono essere tanti e allo stesso tempo nessuno.

Quali sono i generi che prendete in considerazione per un’eventuale pubblicazione, e quali quelli a cui invece assolutamente non siete interessati?

Ogni genere ha le sue caratteristiche e non ne precludiamo nessuno a priori. Ogni libro può essere interessante a prescindere dal genere; lo può essere un giallo come un rosa, un fantasy come un fantascienza, un romanzo storico piuttosto che un noir o un thriller. Di norma non amiamo quando c’è troppo splatter.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti?

I manoscritti ci arrivano direttamente dagli autori che valutiamo e ne curiamo l’editing; il nostro intento è di aprire le porte agli autori esordienti ed emergenti. Elaborati di agenti o agenzie letterarie vengono vagliati come ogni altra proposta.

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto?

Beh, i difetti sono i più svariati, la forma sovente: frasi troppo lunghe e concatenate che fanno perdere il filo del discorso, situazioni che vengono descritte troppo minuziosamente e caratterizzazioni dei personaggi troppo scarne. La grammatica a volte è un optional. È chiaro che un manoscritto con grossi problemi viene scartato, però può capitare che la storia sia particolarmente interessante e ci sono libri che abbiamo praticamente riscritto anche se preferiamo fare un editing il meno possibile invasivo.

 E nella lettera che accompagna l’elaborato?

Se il manoscritto è inedito viene quasi sempre specificato. Capitano manoscritti in realtà già “pubblicati” o meglio che sono già stati stampati da case EAP o con la formula del book on demand. Questo dovrebbe essere chiarito da subito nella lettera di accompagnamento, ci eviterebbe perdite di tempo!

E nella sinossi?

Il difetto più grande è quando manca! Per fortuna solo pochi manoscritti arrivano sprovvisti di sinossi. Il più delle volte vanno bene, altre magari sono troppo lunghe, quasi un riassunto di tutto il libro.

Promozione e marketing: come vi muovete e cosa fate per promuovere e di conseguenza vendere il libro che avete deciso di pubblicare?

Questa è sicuramente l’attività più difficile da svolgere in un mercato arduo e complesso come quello editoriale dove l’offerta è così abbondante e varia, in un paese in cui, per svariati motivi, si legge alquanto poco. Bisogna muoversi in più fronti possibile. Fare conoscere i libri e gli autori. Internet offre opportunità impensabili solo fino a pochi anni fa e cerchiamo di sfruttare al massimo. I contatti diretti con le librerie, gli incontri con gli autori, le partecipazioni agli eventi culturali restano sempre il metodo migliore per promuovere un libro. Periodicamente abbiamo offerte promozionali per chi acquista direttamente dal nostro sito, come quella fatta durante il periodo natalizio del uno più uno (per ogni libro acquistato, uno a scelta in omaggio), pensata per far conoscere la qualità delle nostre pubblicazioni.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio?

Abbiamo autori che si muovono molto bene e sono attivissimi. La promozione ideale è fatta dall’unione delle forze fra la casa editrice e l’autore che sosteniamo il più possibile. Fra l’altro all’autore diamo venti copie del libro, oltre a materiale pubblicitario (volantini, locandine) per la sua promozione.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la  politica della Vs casa editrice  in merito? Come si sentono i Vs autori  dopo essere usciti dal ‘confronto’ con l’editor?

Abbiamo un autore ad altissimi livelli che si è rivolto a noi per il suo settimo o ottavo libro ed era rimasto alquanto perplesso dalla nostra prima revisione che non era assolutamente invasiva, il testo era quasi perfetto. Gli abbiamo lasciato tutto il tempo per pensarci, alla fine non si è mai sentito così sicuro in un suo libro. In altri casi siamo stati invece molto invasi, ma era necessario e ora sono tutti soddisfatti.

C’è un’interazione diretta fra la Vs casa editrice e i Vs lettori?

Puntiamo molto sull’interazione diretta con i lettori attraverso il nostro sito, le mailing lists e Facebook dove creiamo una pagina per ogni libro. Abbiamo addirittura alcuni lettori affezionatissimi della nostra zona che vengono a prendersi i libri direttamente.

E fra casa editrice e la stampa che si occupa dei Vs libri?

Se per stampa si intende la stampa fisica dei libri possiamo dire di avere l’interazione più diretta possibile in quanto abbiamo la nostra tipografia interna. Questo ci permette di curare personalmente la qualità di stampa e del prodotto finito in genere, oltre ad avere il pieno controllo sulla produzione in modo da non essere mai sprovvisti di copie. Se invece per stampa si intende giornalismo, cerchiamo di informare le testate cartacee o web sulle uscite e sugli eventi e spediamo i libri per le recensioni. Abbiamo avuto un passaggio tv dove abbiamo presentato un nostro libro e la casa editrice, grazie alla nostra amica Cristina Lattaro.

Grazie per averci concesso questa intervista.

(Amneris Di Cesare)

Runa Editrice
Via Misurina, 4
35035 Mestrino (PD)
Tel. e Fax 0499075094
redazione@runaeditrice.it


407825_537346092951690_1439547010_nGiovedì 3 alle 18.15 Sara Saorin di Camelozampa sarà intervistata assieme a Marina Lenti e Amneris Di Cesare; seguitele in streaming su www.itvrome.it !
Giovedì 3 gennaio, dalle ore 18.15 alle 19.00, nel corso di Pomeriggio con TV 2.0 di RLTV, DTT 677, verranno presentati in diretta “La metafisica di Harry Potter” di Marina Lenti e “Potterologia”, AA.VV. La trasmissione sarà visibile via streaming all’indirizzo www.itvrome.it.