Archivio per la categoria ‘LES FLANEURS’


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Les Flaneurs Edizioni nasce nel 2015 grazie a un gruppo di giovani amanti della Letteratura. Il termine francese “flaneur” fa riferimento a una figura prettamente primonovecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia. Oggi come allora, la casa editrice si pone come obiettivo la diffusione della cultura letteraria in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia fino alla saggistica, con indipendenza di pensiero e occhio attento alla qualità. Les Flaneurs Edizioni intende seguire l’autore in tutti i passaggi della pubblicazione: dall’editing alla promozione. Pubblichiamo sia in cartaceo che in digitale.

Les Flaneurs Edizioni è un vero e proprio team. Oltre ad Alessio Rega (editore) e Bianca Cataldi (editor), ci sono Michele Fanelli (grafica), Davide Impicciatore (ufficio stampa) e altri collaboratori. Inoltre disponiamo di un comitato di lettura per la prima valutazione dei manoscritti che arrivano.

Indicazioni per l’invio dei testi.  Inviare un manoscritto è facilissimo. Basta semplicemente compilare il form presente nel nostro sito (www.lesflaneursedizioni.it) nella sezione “Pubblica con noi”. In alternativa è comunque possibile utilizzare la mail di redazione info@lesflaneursedizioni.it, anche se preferiamo l’utilizzo del form.

12092197_739418822828784_2035936992_nFare gli editori oggi è una grossa sfida: come mai avete deciso di intraprendere questa strada, quando in tanti stanno decidendo o pensando di chiudere? Perché siamo convinti di quello che offriamo: ovvero la nostra professionalità. Non è necessario essere grandi per poter essere di qualità. Credo che il nostro punto di forza sia l’editing, fatto su ogni testo in maniera professionale e approfondita. Inoltre, abbiamo una politica aziendale basata sulle basse tirature che evitano accumuli inutili di magazzino.

Siete editori NOEAP e DIGITALI. Perché la scelta di puntare solo sugli ebook e non sul cartaceo (a parte la onorabilissima giustificazione di non voler contribuire al disboscamento della Foresta Amazzonica)? Siamo cartacei e digitali. Tutti i nostri libri escono prima in cartaceo e, dopo qualche mese, anche in ebook. Unica eccezione è costituita dalla collana Petit che è dedicata ai romanzi brevi e ai racconti ed è esclusivamente in digitale.

Quali sono le difficoltà più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente? Inutile negarlo. Il problema principale per le piccole case editrici indipendenti è la distribuzione. Pur avvalendoci di un distributore nazionale, è difficilissimo essere presenti sugli scaffali di tutte le librerie. Cerchiamo tuttavia di concentrare la distribuzione nella zona in cui vive l’autore. I nostri libri sono comunque ordinabili in tutte le librerie di Italia, nei principali store online (Ibs, Amazon, ecc.) e anche attraverso il nostro e-commerce, facilissimo da utilizzare e anche conveniente.


E le soddisfazioni più grosse? 
La soddisfazione più grossa è la stima che gli autori dimostrano per il nostro modo di lavorare e la nostra trasparenza. Facciamo tutto alla luce del sole, per ogni manoscritto che riceviamo inviamo in ogni caso la scheda di valutazione, sia nel bene che nel male. Questo per far capire che noi leggiamo interamente i lavori che ci arrivano. La nostra soddisfazione aumenta tutte le volte che andiamo in ristampa con un libro.

Il digitale “paga”? Il digitale da solo non paga. O meglio, non basta. Sono da sempre un amante del libro stampato e sono dell’idea che l’editoria digitale debba necessariamente affiancarsi a quella tradizionale. Tra l’altro negli Stati Uniti si sta registrando un’inversione di tendenza con un ritorno al libro cartaceo e più in generale alla stampa. Vedremo in Italia cosa succederà.

12080801_739418869495446_695952064_nNel vostro mondo ideale, che volto avrebbe l’editoria? Sarebbe un’editoria che premia la qualità. Questo non è il caso del sistema editoriale italiano. In Italia nella maggior parte dei casi non si vende un libro, ma si vende l’autore del libro. Più il personaggio è famoso, più copie del libro saranno vendute. Inoltre, anche nell’editoria come in moltissimi altri campi della vita, contano molto le “raccomandazioni”. Non si arriva mai per caso a pubblicare con una grande casa editrice, soprattutto se all’improvviso si spunta dal nulla. Questo sistema, ovviamente, penalizza tanti bravissimi autori emergenti e non che non arriveranno (quasi) mai a pubblicare con le grandi CE nazionali. Anche i lettori, ovviamente, hanno le loro colpe. In Italia si legge poco e si legge male. Manca proprio la cultura della lettura. Certo, ci sono anche i lettori forti (che sono poi quelli che scelgono libri di qualità) ma sono in grande misura inferiori rispetto ai lettori occasionali che privilegiano un’editoria più commerciale.

Con quali criteri scegliete di pubblicare un manoscritto? La storia è il principale elemento discriminante.
Senza una buona storia, non può esserci un buon libro. Tutto il resto può essere sistemato tramite il lavoro di editing. Detto ciò, è chiaro che un manoscritto che si presenta bene anche dal punto di vista stilistico ha molte più probabilità di passare la selezione.

Quali sono i generi che prendete in considerazione per un’eventuale pubblicazione, e quali quelli a cui invece assolutamente non siete interessati? Siamo una casa editrice generalista, ragion per cui accettiamo praticamente ogni tipo di manoscritto, dalla narrativa alla saggistica. Ogni opera può avere un suo potenziale. Certo, dobbiamo anche confrontarci con quelle che sono le tendenze di mercato del momento, ma il nostro principale obiettivo è sempre e comunque la qualità dell’opera a prescindere dal genere di appartenenza.

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti? Chiunque può inviarci un manoscritto. Non abbiamo preferenze.

Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto? I libri di autori emergenti hanno un difetto comune: soffrono di autobiografismo o di ostentazione della propria cultura personale. In realtà si tratta di “difetti” piuttosto comuni che, nel caso in cui il libro abbia una buona trama e del potenziale, possono essere facilmente risolti nella fase di editing.

E nella lettera che accompagna l’elaborato? Le lettere di accompagnamento non hanno per noi un’importanza12067797_739418879495445_841805038_n fondamentale. Certo, spesso aiutano a comprendere meglio l’opera, ma il più delle volte non contengono informazioni fondamentali per chi valuta. L’importante è il prodotto che deve arrivare al lettore e cioè il manoscritto.

E nella sinossi? Le sinossi spesso sono incongruenti con il manoscritto che ci viene sottoposto. Una buona sinossi è il primo bigliettino da visita. Tuttavia, in molti casi, già nelle sinossi troviamo errori grammaticali che non lasciano presagire niente di buono. Se non altro, una sinossi scritta in tutta fretta rivela già di per sé poca cura e poca attenzione, nonché urgenza di pubblicare.

Promozione e marketing: come vi muovete e cosa fate per promuovere e di conseguenza vendere il libro che avete deciso di pubblicare? La promozione si divide in due rami: quella del cartaceo e quella dell’ebook.

– Cartaceo: lo promuoviamo soprattutto sul territorio dell’autore organizzando presentazioni, eventi, reading in collaborazione con le associazioni del posto. I testi arrivano anche ai blogger che hanno scelto di collaborare con noi e vengono quindi segnalati e recensiti. È prevista anche la collaborazione con le testate giornalistiche che fanno riferimento al territorio in cui vive l’autore.

– Ebook: per l’ebook si continua a seguire la stessa linea di promozione e, allo stesso tempo, si usano maggiormente i social (TUTTI i social, perché non esiste solo Facebook). Per quanto riguarda Facebook in particolare, oltre a un vero e proprio calendario di promozione nei gruppi letterari e nella pagina ufficiale della casa editrice, i libri fruiscono della sponsorizzazione a pagamento a carico dell’editore. A turno, tutti i titoli vengono promossi. Sono previsti anche giveaway e altre forme di collaborazione con i blog.

Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio? Gli autori sono fondamentali nella promozione del libro. Se non ci crede l’autore perché dovrei crederci io come editore? Se poi al contrario un autore pensa di diventare ricco col primo libro pubblicato o di aver scritto il capolavoro del secolo, forse avrà qualche amara delusione. L’umiltà deve venire prima di tutto.

Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la politica della Vs casa editrice in merito? Come si sentono i Vs autori  dopo essere usciti dal ‘confronto’ con l’editor? Fino a questo momento non abbiamo mai avuto problemi: l’editing è sempre svolto insieme all’autore che, passo passo, si rende conto di ogni cambiamento sul testo e ne è lui stesso l’artefice dietro i consigli dell’editor. Non operiamo una forma di editing invasivo: se il testo ha bisogno di essere completamente rifatto per essere pubblicato, preferiamo non accettarlo. Snaturare un libro non è mai una buona idea.

Avete un parco lettori affezionati che compra tutto quello che pubblicate? Tra voi e il vostro “fanclub” esiste interazione? Attraverso social network o cosa? Siamo ancora troppo giovani per parlare di fanclub (siamo nati ad aprile) però è vero che abbiamo già dei lettori affezionati che ci seguono con passione e che sono molto attivi sui social. Ancora più stretta è la relazione con coloro che partecipano ai nostri eventi: con questi ultimi è avvenuta una conoscenza de visu che ha naturalmente reso più saldo il legame.

A chi si stesse in questo periodo preparando per aprire una piccola realtà editoriale, cosa consigliereste? E agli autori in cerca di editore? È un mestiere in cui non ci si può improvvisare. È necessario avere un minimo di conoscenza del settore. Essere stato prima un autore mi ha aiutato molto nel percorso che mi ha portato a trovarmi dall’altra parte, a essere editore. Il mondo dell’editoria è una giungla, bisogna sapersi destreggiare e fare i conti con una concorrenza agguerrita.

Grazie per averci concesso questa intervista.

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